Il titolo di serie D ed i vincoli dell’articolo 52 delle Noif

Come si stanno muovendo le piazze che si sono viste cancellate dagli organici della Lega Pro

Carpi, Casertana, Novara e Sambenedettese: nelle ultime settimane tutte unite le ex società di Lega Pro davanti dalla Figc, al Coni e fino al Tar del Lazio. Tutte rimandate alla camera di consiglio del Tribunale amministrativo in programma il prossimo 6 settembre. Speranze di ammissione alla serie C prossime allo zero, eppure c’è chi spera ancora.

Ed insieme a chi spera anche altre persone che cercano, non senza difficoltà, di far ripartire il sistema calcio in questi centri. A Carpi, per esempio, soluzione interna o quasi: il presidente della Correggese (società di serie D) Claudio Lazzaretti sta spingendo per ottenere una deroga federale per portare la sua squadra (allenata da Simone Barone, campione del mondo azzurro nel 2006) a giocare a Cabassi di Carpi. Ed al momento questa appare come l’unica soluzione per scongiurare la scomparsa del calcio nel centro delle Terre d’Argine.

Qualcosa si muove anche a Novara: se da un lato è stata preannunciata una battaglia legale (stavolta in sede di Tribunale civile ipotizzando una serie di reati non meglio precisati) da parte dell’ultimo acquirente del club nei confronti dei precedenti proprietari, l’Amministrazione comunale del capoluogo piemontese al più tardi nella giornata di lunedì indirà il bando per la manifestazione di interesse. Già pronta una nuova società, la Novara Football che prenderà il posto del Novara Calcio.

Situazione nebulosa in casa Sambenedettese: l’ex proprietario Franco Fedeli nei giorni scorsi era apparso intenzionato a contribuire alla ripartenza del calcio nel centro marchigiano, ma gli tocca fare i conti con i vincoli imposti dal decimo comma dell’articolo 52 delle Noif (Norme Organizzative Interne Federali), ovvero “la realizzazione di una nuova società non deve avere soci e/o amministratori che abbiano ricoperto, negli ultimi 5 anni, il ruolo di socio, di amministratore e/o di dirigente con poteri di rappresentanza nell’ambito federale, in società destinatarie di provvedimenti di esclusione dal campionato di competenza o di revoca dell’affiliazione dalla Figc“. Lo stesso Fedeli, appena nella giornata di ieri, ha inoltre dichiarato “non accettano il mio rientro dalla Federazione e neanche i miei figli potrebbero prendere la carica. Voglio riflettere e vedere se c’è una soluzione, ho bisogno di tempo per pensarci un po’ e vedere se ci sono altre possibilità“.

Ed a Caserta ed alla Casertana? Di sicuro, al momento, la richiesta alla Figc da parte del sindaco Carlo Marino di qualche giorno fa per l’attribuzione di un titolo di serie D. Si attende ancora la risposta da parte del presidente Gabriele Gravina, ma l’esito positivo della procedura è scontato considerando le stesse norme federali. Solo in quel momento il primo cittadino potrà indire la manifestazione d’interesse. Come evidenziato dallo stesso Marino sabato scorso nella intervista concessa a Goldweb per il momento solo qualche timido approccio e non in linea con quelle che debbono necessariamente essere le ambizioni di un capoluogo di provincia. Il tutto accompagnato dal progetto della realizzazione del nuovo stadio Pinto che può essere allo stesso tempo risorsa o motivo di preclusione per futuri investimenti nel calcio a Caserta. Il tutto nella considerazione che in questo senso il pallino, nonostante tutto, è ancora nelle mani di D’Agostino e della Casertana Fc.

Redazione