Ricorso Casertana: tra assegni e accuse

La società rossoblù anche in sede di reclamo non ha prodotto la richiesta fidejussione a garanzia

Tante le notizie (spesso disordinate) che sono comparse nella giornata di ieri in merito alla presentazione da parte della Casertana Fc del ricorso avverso il parere della Covisoc relativo all’esclusione dal campionato di Lega Pro.

Gran parte del merito, bene sottolinearlo, è attribuibile al contenuto del comunicato emesso dalla proprietà al quale ognuno ha dato una sua… interpretazione. La frase in questione riguarda il punto “il presidente D’Agostino ha depositato assegni circolari per euro 350.000 a copertura della garanzia bancaria richiesta per l’ammissione al campionato“.

Qualcuno ha inizialmente interpretato che si parlasse sempre e comunque di produzione, sia pure tardiva, della fidejussione bancaria (coperta, ovviamente, da assegni circolari) e qualcun altro, invece, ha subito compreso che nella documentazione prodotta alla Figc ci fossero realmente assegni circolari per l’importo richiesto. Ed è proprio quest’ultima versione che, nella tarda serata di ieri, è emersa in tutto clamore.

La Casertana Fc ha allegato realmente assegni circolari per 350mila euro che, stando al Regolamento per l’iscrizione prevista al campionato di Lega Pro, non rientrano in alcun modo tra i documenti richiesti e non possono essere utilizzati, come da giurisprudenza acclarata, in alternativa alla fidejussione.

Quali i concetti puramente giuridici che hanno portato il club a questa decisione che, di fatto, mette una pietra tombale sulle possibilità di riammissione dalla Casertana Fc in Lega Pro? Difficile ipotizzare le motivazioni: D’Agostino, a quanto pare, da una parte ha cercato di dare “ancora dimostrazione di solidità finanziaria e di attaccamento ai colori rossoblù (questo si legge nel comunicato, ndr)”. Nel contempo all’interno del ricorso la proprietà dovrebbe aver proseguito nella sua linea difensiva evidenziando di essere stato, nella migliore delle ipotesi, “mal consigliato” se non addirittura peggio.

Accuse tutte da appurare sotto il profilo civilistico e penale (anche in questo senso appare difficile che il professionista inizialmente designato abbia materialmente sottoscritto il ricorso), ma che non saranno in alcun modo prese in considerazione dal punto di vista sportivo. Impossibile sapere oggi se la partita della Casertana Fc proseguirà nelle aule di Giustizia. Quella sul terreno di gioco si ferma inevitabilmente qui.

Redazione

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