Casertana: storia di rapide discese e difficili risalite

Dal 1908 ad oggi iniziando dalla Robur fino ad arrivare alla Fc nel segno dell’indimenticata Unione Sportiva

Anno di fondazione 1908 per la Robur Football Club, antesignana del calcio a Caserta, ma per trovare la prima manifestazione organizzata sotto l’egida della Figc bisogna passare direttamente alla stagione 1925-1926.

Ai nastri di partenza c’è la Unione Sportiva Fascista Casertana, denominazione assunta in ossequio al Regime. Ha inizio il biennio d’oro del calcio pionieristico di Terra di Lavoro che vede la squadra rossoblù disputare il campionato di Prima divisione: al termine della stagione 1926-1927 della Usf si perdono le tracce anche a causa di dissidi all’interno della società.

Fino al 1932 il calcio all’ombra della Reggia va avanti a singhiozzo in campionati minori: ci prova nel 1928 il Gruppo Sportivo Pro Caserta ed a seguire l’Associazione Sportiva Caserta. Nell’estate del 1932 tutto si arena: sul Littoriale, quotidiano sportivo dell’epoca, si legge “siamo ormai prossimi alla preparazione per i campionati di calcio, e mentre in altre città si parla di trasferimenti e nuovi acquisti a Caserta, è inutile dirlo, si dorme. A Caserta lo sport non deve morire. Caserta può e deve dare di più di quanto danno gli altri centri vicini“.

Per il definitivo rilancio serve la costruzione del nuovo campo sportivo, l’attuale stadio Pinto. E’ una delle opere riparatrici del Regime dopo la soppressione della provincia di Terra di Lavoro. Solo nel 1936 l’impianto viene concluso non senza difficoltà, ma tanto basta per far ripartire il calcio con l’Associazione Calcio Caserta che nel novembre 1937 cambia denominazione assumendo quella di Unione Sportiva Casertana.

Sono necessari cinque campionati di Prima divisione per conquistare, per la prima volta nella sua storia, la serie C. Si gioca nel biennio 1941-1943 pure nel pieno del Secondo conflitto bellico. Dopo il campionato campano misto che prende il via, col Mezzogiorno liberato dagli Alleati, nel gennaio 1945 si torna in campo a livello Federale ancora in serie C nel 1945-1946.

Al termine della stagione il Consiglio Direttivo della Usc si scioglie rinunciando all’iscrizione al campionato di serie C e ripartendo dal primo livello regionale. Sul Giornale sportivo dell’ottobre 1946 l’amaro commento nel quale viene evidenziato che “l’appoggio delle autorità non è mai esistito, ed ancora oggi a Palazzo Castropignano non è possibile parlare di sport, perché è inammissibile che dei pazzi possano interessarsi tanto di una sfera di cuoio sbattuta, poveretta, di qua e di là su di un terreno di giuoco“.

La storia della Unione Sportiva prosegue, con alterne fortune, fino al 1962: Promozione regionale (una sorta di serie D), qualche campionato di C e di Quarta Serie fino al definitivo ritorno nel 1963 nel terzo livello calcistico sotto la presidenza di Renato Iaselli a cui seguirà Giuseppe Moccia.

Inizia un secondo ciclo d’oro della Casertana con l’imprenditore di origini afragolesi alla guida societaria. La prima storica promozione in serie B viene già raggiunta nel 1969 ma vanificata a tavolino per il presunto illecito Selmo-De Togni. Appuntamento solo rimandato alla successiva estate 1970. Al Pinto, per l’occasione, viene ampliata la capienza: allungata la Curva Nord (nella parte che va verso la tribuna) ed aggiunti dei gradoni al settore Distinti.

Una sola dispendiosa stagione nella categoria cadetta porta Moccia a ridimensionare drasticamente i piani: seguono cinque anni nuovamente in C fino al ritorno in serie D maturato nell’estate 1976. Il biennio in Quarta serie a cui segue la C2 introdotta dopo la riorganizzazione fino alla promozione in C1 al termine della stagione 1980-1981. Le gestioni oculate di quegli anni consentono alla Casertana di ottenere risultati positivi, ma per il definitivo salto di qualità sarà necessario l’avvento di Enzo Cuccaro alla presidenza nell’estate del 1987. Gioie e dolori, comunque, nella gestione del massimo dirigente rossoblù: gioia, irrefrenabile, quella del 1991 con la conquista della promozione in serie B. Dolori prima la retrocessione del 1992 e poi il fallimento della Unione Sportiva Casertana nel 1993.

Il calcio riprende nell’estate dello stesso anno con la Casertana Football Club: il campionato è quello di serie D. Tanta Quarta serie ed un solo campionato di C2 (1996-1997). Si arriva velocemente al 2004-2005 quando la società viene estromessa dal campionato di serie D dopo una serie di forfait.

Un nuovo punto di partenza nell’estate 2005 è la Rinascita Falchi Rossoblù: due campionati di Eccellenza, uno di D e poi di nuovo Eccellenza nel 2008. Cambia ancora la denominazione: prima Caserta Calcio ed a seguire Asd Casertana fino a tornare a Casertana Football Club nel 2010.

Il resto è storia recente a cominciare dal ripescaggio tra i professionisti del 2013 fino ad arrivare ai giorni nostri.

Una delle primissime foto della Robur Football Club Caserta risalente al 1910

Massimo Iannitti

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