Cuccaro: “manca il coraggio imprenditoriale e lo spessore politico”

Le parole dell’ex presidente dei falchetti sul difficile momento della società rossoblù

Caserta calcistica paga una mancanza di coraggio da parte dell’imprenditoria abbinata ad uno spessore politico assolutamente limitato. Sono cose che non aiutano“.

Le parole sono di Enzo Cuccaro, presidente dei falchetti dal 1987 al 1993, il secondo dopo il cavalier Giuseppe Moccia ad aver trascinato la formazione rossoblù in serie B nella sua ultracentenaria storia. Dalla sua voce traspare profonda amarezza per il difficile momento che sta attraversando la sua Casertana.

Leggo che le speranze sono affidate ad un ricorso – continua Cuccaro – Fondamentale sarà avere tra la documentazione disponibile la fidejussione necessaria per l’iscrizione e giocarsi in questo modo le ultime carte sul tavolo della Figc. Senza quella non si va da nessuna parte“.

L’ex massimo dirigente dei falchetti non vede, comunque, analogie tra quello che sta accadendo oggi e quanto successo nel 1993 quando la Us Casertana portò i libri in tribunale per la procedura fallimentare. “In quel periodo eravamo arrivati al capolinea dal punto di vista economico e fu una soluzione inevitabile. Sotto certi aspetti fu anche un miracolo ripartire dalla serie D grazie all’opera di convincimento effettuata nei confronti di Tilli. Oggi non conosco i termini della questione: leggo di assegni circolari pronti e banche che non emettono il documento a garanzia. Non so cosa pensare“.

La serie C, quindi, può svanire per la società rossoblù. “L’esperienza mi ha insegnato che anche per la terza serie ci vogliono soldi, e tanti, ieri come oggi – il commento di Cuccaro – Ma è necessaria anche una componente fondamentale che esula dall’aspetto puramente finanziario. La competenza. Non voglio fare il maestro in questo senso, ma quello che è accaduto negli ultimi anni, spiace dirlo, denota una incredibile mancanza di competenza“.

Nel 1990, dopo aver sfiorato la promozione nella categoria cadetta con la squadra guidata in panchina da Caramanno, l’ex presidente dei falchetti evidenziò l’importanza strategica di una nuova struttura per poter pensare a qualcosa di ambizioso. “E nell’estate successiva, dopo il passaggio in serie B, iniziammo la costruzione della nuova tribuna che doveva essere solo il primo passo di un progetto che prevedeva anche l’abbattimento e ricostruzione del settore Distinti a condizione che fosse delocalizzato il circolo del tennis. A distanza di trent’anni il problema non si è risolto e rimane sempre quello“.

Il nuovo stadio, quindi, resta il nodo cruciale per ogni futura idea del calcio a Caserta. “Il senatore Santonastaso è stato determinante in molte situazioni, e lo fu anche allora insieme al sindaco Gasparin. Da parte nostra ci prendemmo tutte le responsabilità esponendoci economicamente in prima persona. Anche se ci sono voluti anni per riavere quei soldi“.

Il futuro immediato del calcio, invece, non appare tranquillo. “E’ una situazione confusa se non nera, anche ammesso che la Casertana riuscisse ad iscriversi al campionato. E’ quello che emerge da quanto accaduto negli ultimi giorni. Vedremo cosa accadrà” le parole conclusive di Cuccaro.

Nella foto @GiuseppeScialla D’Agostino e Cuccaro in occasione di Casertana-Matera al “Pinto” del 6 maggio 2018

Massimo Iannitti