Fidejussione & assegni circolari: facciamo chiarezza

Tempistica per l’emissione e costi: emerge la scarsa discrezionalità da parte della società richiedente

Fidejussione assicurativa o fidejussione bancaria? La scelta da operare al momento di predisporre il documento di garanzia richiesto dal soggetto creditore è solo in minima parte nella discrezione della società che richiede la stipula del contratto.

Il procedimento per la sottoscrizione di una fidejussione assicurativa è molto più veloce e, sotto certi aspetti, economico. L’istituto assicurativo richiede esclusivamente il pagamento di un premio (attorno al 10% dell’importo garantito), ma prima di emetterla viene richiesta una documentazione che ha il compito di dimostrare sia la solidità del soggetto contraente che la sua solvibilità. Documentazione che, in linea di massima, comprende anche i bilanci relativi agli ultimi cinque anni.

Nel momento in cui l’istituto assicurativo non ritiene esserci i presupposti (solidità e solvibilità della società contraente) per la sottoscrizione, l’altra strada possibile da percorrere (ecco che viene meno la discrezionalità della società che richiede l’emissione) è quella della fidejussione bancaria. I costi sono molto più alti rispetto a quella assicurativa (ed anche i tempi per l’emissione sono più lunghi), ma la banca garante richiede il congelamento di beni, titoli o contanti per l’intera durata della fidejussione.

Materialmente bisogna versare nelle casse dell’istituto di credito emittente la garanzia (o mettere nella disponibilità dello stesso) un importo pari a quello della fidejussione. Essendo difficile (oltre che illegale) un versamento in contanti superiore a 2mila euro, le soluzioni praticabili per lo spostamento di somme superiori sono due: bonifici o assegni circolari.

Chi ha avuto tra le mani questa tipologia di assegni li ha sempre considerati pari al contante ed, in teoria, è vero. Gli assegni circolari, infatti, vengono emessi da un istituto di credito solo se c’è la provvista di danaro, ovvero l’effettiva disponibilità della somma indicata nel titolo di credito.

Diverso è il discorso relativo all’accreditamento di tali somme dopo il versamento dell’assegno circolare. I tempi di incasso sono in media di quattro o cinque giorni lavorativi. La banca, infatti, ha il compito di appurare che l’assegno sia integro e non clonato o falso. Solo dopo questi adempimenti la somma di danaro sarà accreditata sul conto corrente. E solo dopo questi adempimenti sarà possibile da parte dell’istituto di credito emettere una fidejussione bancaria.

Massimo Iannitti