Casertana: tante domande, ancora nessuna risposta

Due giorni dopo il “terremoto” calcistico regna ancora il silenzio da parte del club rossoblù

Quarantotto ore dopo il terremoto che ha scosso la Caserta calcistica, regna ancora il silenzio in casa rossoblù. Ancora nessuna dichiarazione ufficiale da parte della governance, nessuna dichiarazione ufficiale da parte di chi proprio delle parole e degli slogan ad effetto, in questi anni, ne aveva fatto uno stile di vita. Nessuna conferenza per metterci la faccia e provare a spiegare.

Una strategia comunicativa, si potrebbe immaginare, che evidenzia una mancanza di coraggio di affrontare de visu chi in questi anni, spesso negando anche l’evidenza, ha sempre sostenuto questa società.

Il dato di fatto, ad oggi, è che il Re è nudo, chiuso nel suo fortino e già questo basterebbe per capire come la storia ultracentenaria di questa società sia stata già mortificata. Chiuso in se stesso e in silenzio, facendo trapelare quelle poche parole che servono, non per placare gli animi, bensì per alimentare ulteriori dubbi e sospetti.

Si lascia trapelare notizie di ricorsi avverso quella che pare una decisione ed un finale già scritti, come sancito dal Comunicato emanato dalla Lega Pro in data 27 Maggio 2021 che ha fissato proprio al 28 giugno il termine perentorio per la consegna della documentazione per ottenere la Licenza Nazionale e dunque l’iscrizione alla Lega Pro.

Così mentre in città e sui social monta la rabbia, l’incredulità, la delusione, il Re resta in silenzio. “La Casertana simm’ nuje e vuje” ha ripetuto spesso in questi anni, quasi a voler creare una linea di demarcazione tra la piazza e chi, invece, nutriva dubbi; una sorta di lavagna dove da una parte c’erano i buoni e dall’altra i cattivi. Una divisione netta che ha finito per alimentare numerosi dissidi all’interno della tifoseria (e non solo di quella). Ebbene oggi nel girone dei cattivi c’è finito anche lui avendo perso in un colpo solo credito e credibilità agli occhi della piazza.

E allora, in attesa di capire quando (e come) la governance deciderà di rompere il silenzio, alcune domande gliele poniamo noi, certi che le risposte, per il rispetto che si deve alla piazza e alla città, arriveranno.

Perché ridursi all’ultimo giorno per presentare la fidejussione?

Perché, come da lui stesso dichiarato, chi negli anni passati ha emesso la fidejussione questa volta non l’ha fatto?

Quanto ha inciso l’attesa dell’esito del concordato preventivo presentato in Tribunale ai fini della presentazione della d’iscrizione e, soprattutto, se l’esito fosse stato negativo avrebbe ugualmente iscritto la società al prossimo campionato di Lega Pro?

Qualora la Covisoc dovesse definitivamente escludere la Casertana Football Club S.r.l. dalla serie C, la stessa manterrebbe il ruolo di mandante (verrebbe da pensare nelle vesti di semplice “immobiliare” e non come società sportiva) nella RTI che sta trattando la costruzione del nuovo stadio?

Insomma, domande che meritano una risposta e che potrebbero chiarire definitivamente cosa è successo non solo nella giornata di lunedì, ma anche in quelle precedenti. Sarebbe l’unico modo per riconoscere alla piazza il rispetto che merita, senza esporla ad ulteriori mortificazioni.

Giovanni Fiorentino