Casertana: la caduta dei (falsi) dei

Speranze di iscrizione al prossimo campionato di Lega Pro quasi nulle

28 giugno 2021. Una data che sarà considerata tra quelle nere dello sport di Terra di Lavoro. La Casertana, con ogni probabilità, non sarà ai nastri di partenza del prossimo campionato di Lega Pro.

Presentata la domanda di iscrizione, ma all’appello manca la fidejussione di 350mila euro a corredo della stessa. Inutili (e, soprattutto, tardive) le corse da un istituto di credito all’altro (si è arrivati fino in provincia di Salerno) nel tentativo di reperire il documento a garanzia richiesto dalla Federazione fiorentina.

Che la situazione del club rossoblù fosse difficile si è compreso sin dalle prime ore del pomeriggio di ieri; il quadro è precipitato del tutto poco prima della serata. Niente documento: oggi forse sarà disponibile, ma per ieri sera non era possibile.

Il tutto a dispetto delle dichiarazioni di assoluta tranquillità da parte di D’Agostino di appena tre giorni fa. “Saremo regolarmente al via del campionato. Fidejussione? Quest’anno ne abbiamo utilizzato una bancaria rispetto a quella assicurativa, e la andrò a ritirare personalmente lunedì mattina dopo aver depositato 350mila euro di tasca mia” .

Già da oggi la Lega Pro inizierà a vagliare la documentazione prodotta dalle società aventi diritto all’iscrizione edizione 2021/2022. La Casertana potrà anche produrre la fidejussione, ma non avrà rispettato il termine (a pena di decadenza, come previsto dalle normative riguardanti l’iscrizione) del 28 giugno.

La partecipazione al prossimo campionato di serie C, a questo punto, sarà negata ed appare difficile (se non impossibile considerati i precedenti simili) l’accoglimento dell’annunciato ricorso da parte della società rossoblù. Questo il futuro immediato che si prospetta salvo difficili ribaltoni.

Un altro scempio nella storia della Casertana si sta, quindi, materializzando. Uno scempio dovuto sia alla conclamata incompetenza di falsi dei a cui è stato concesso tutto ed il contrario di tutto, osannati da un gruppo di tifosi (e non solo tifosi…) appecorati ormai da troppi anni nel mito del pallone a centrocampo o di un nuovo impianto che avrebbe risollevato il futuro della Casertana.

La Casertana, a dispetto di quello che si può leggere nella visura camerale, non è una Srl: è un patrimonio inalienabile della città, di una provincia e di quelli che hanno a cuore le sorti della maglia rossoblù.

E questo patrimonio deve essere tutelato in ogni modo e sullo stesso bisogna vigilare continuamente. Chi ha permesso tutto questo, a tutti i livelli, è complice.

Massimo Iannitti