Casertana, il “pagellone” di fine anno

Pochi protagonisti, molte sufficienze e qualche calciatore che non ha lasciato traccia

Avella (29 presenze – 42 gol subiti – 2610′ in campo) – qualche prestazione eccezionale (la parata più bella a Catanzaro quando è volato all’incrocio per togliere dal sette una conclusione di Di Massimo) e qualcuna meno. Fatto sta che col suo inserimento la squadra ha guadagnato in sicurezza, caratteristica sconosciuta nella prima parte della stagione. Quarantadue reti incassate sono troppe, ma il demerito è da attribuire più che altro ad una difesa apparsa molto spesso ballerina. Contratto in scadenza giugno 2022 con opzione per un altro anno: vediamo di non fare la stessa fine di Santoro. Bene, bravo, 7 più.

Bordin (16 presenze – 1230′ in campo) – titolare indiscusso nella prima e nell’ultimissima parte della stagione. In mezzo un infortunio che lo ha tenuto fuori per quattro mesi. Anche per lui cose buone ed altre dove ha stentato in maniera evidente e non poco. Alla resa dei conti le palle perse nella zona nevralgica del campo superano quelle recuperate. Tornerà allo Spezia per fine prestito: un risicatissimo 6 ma ci saremmo aspettati molto di più.

Buschiazzo (27 presenze – 1 rete – 1691′ in campo) – tre espulsioni e sette ammonizioni per sei complessive giornate di squalifica. Decisamente troppe anche per un centrale di retroguardia sudamericano della sua tempra. E se nel conto metti pure qualche pasticcio difensivo (uno su tutti quello di Vibo Valentia), la sufficienza non la raggiungi. Contratto per un’altra stagione, ma ci meraviglieremmo se restasse: il 5 è ben pagato.

Carillo (34 presenze – 6 reti – 3018′ in campo) – nella ristretta cerchia dei migliori rossoblù della stagione. Qualcosina ha sbagliato anche lui, ma si è trattato dell’eccezione non certo della regola. Le sei reti messe a segno in campionato saranno per lui una dote importante quando si tratterà di ridiscutere il prossimo contratto. Per il momento è di proprietà del Genoa, ma non sarebbe strano trovarlo nella categoria cadetta la stagione che verrà. Carta, carta, carta: 7,5.

Castaldo (18 presenze – 5 reti – 1112′ in campo) – parafrasando il famoso aforisma di Giulio Andreotti verrebbe da dire “il Castaldo logora chi non ce l’ha“. Il campo si è visto poco, molto poco e la Casertana lo ha rimpianto soprattutto quando… era assente. Sul terreno di gioco, invece, in qualche occasione è apparso estraneo al gioco di Guidi, ma con un minutaggio decisamente ridotto è riuscito comunque a dare il suo contributo in termini realizzativi. Terzo ed ultimo anno di contratto che scade a giugno e col procuratore De Notaris pronto ad offrirlo al miglior offerente. Difficile se non impossibile che sia la Casertana. 6,5 alla carriera.

Cavallini (4 presenze – 208′ in campo) – e di questi appena 54′ buoni (sul campo della Virtus Francavilla). Il talento cristallino è rimasto tale solo nelle previsioni. Spesso scavalcato nelle gerarchie dell’attacco, molto più spesso rotto. A febbraio l’inevitabile rescissione. Voto 4, come le presenze.

Ciriello (15 presenze – 1059′ in campo) – il ragazzino è cresciuto sotto l’aspetto fisico ma pure della personalità in mezzo al campo. Una apparizione nella stagione 2018-2019, otto presenze lo scorso anno e nel campionato appena concluso dodici gare da titolare. Prima di tutto compito della società è quello di comprendere se e come si può fare affidamento su di lui per il futuro; poi, in caso positivo, bisogna contrattualizzarlo. Non esistono vie di mezzo. Un bel 6 pieno.

Cuppone (33 presenze – 14 reti – 2590′ in campo) – togliamoci subito il… dente. Andrà via, forse non al miglior offerente ma a chi gli darà maggiori garanzie per il futuro. Da brutto anatrocollo a splendido cigno dell’attacco rossoblù il passo non è stato breve, ma frutto di una crescita costante. Merito anche di Guidi che lo ha promosso attaccante centrale: il neretino ha risposto con numeri da record. Promosso col massimo dei voti: 8.

Dekic (6 presenze – 14 reti subite – 540′ in campo) – titolarissimo nella prima parte della stagione, ma dopo i quattro gol rimediati al Pinto contro la Turris anche lo staff tecnico è costretto ad alzare bandiera bianca. Triste la vita del dodicesimo: quando poi si vede scavalcare pure da Zivkovic preferisce darsi malato. Tornerà senza rimpianti al Pisa alla scadenza del prestito. Voto 4, la domanda non è chi è, la domanda è pecchè.

Del Grosso (16 presenze – 1227′ in campo) – col suo arrivo a gennaio la Casertana ha dato una sostanziale sistemata ad una fascia sinistra della difesa che appariva il punto debole dell’intero reparto. Qualche cosina l’ha sbagliata pure lui (tipo Terni, ma in quella occasione l’imbarcata è stata generale), ma le prestazioni positive hanno superato di gran lunga quelle negative. La macchia è rappresentata dall’ingenua espulsione di Viterbo. Se non fosse stato per lui ce la saremmo vista peggio, molto peggio: 6,5.

De Lucia (1 presenza – 1′ in campo) – un campionato intero in panchina. All’ultimo minuto dell’ultima giornata l’esordio. Non giudicabile.

De Sarlo (2 presenze – 36′ in campo) – due apparizioni in tutto: la prima a Palermo, la seconda a risultato ampiamente acquisto contro la Virtus Francavilla. Al suo posto avremmo cambiato aria nel mercato di gennaio piuttosto che essere l’ultimo nelle preferenze del tecnico. Non giudicabile.

De Vivo (1 presenza – 1′ in campo) – vedi De Lucia. Resta il primo 2003 sceso sul terreno di gioco nella storia della Casertana. Non giudicabile.

Fedato (8 presenze – 1 rete – 429′ in campo) – una partita ad altissimo livello ad Avellino contro la Ternana poi il buio complice anche uno strano infortunio. Troppo poco per lasciare il segno od avere un ricordo positivo del ragazzo. Essersi liberati del suo contratto biennale sottoscritto ad ottobre può considerarsi una delle migliori mosse sul mercato da parte del club rossoblù. 5 e non oltre.

Hadziosmanovic (31 presenze – 2644′ in campo) – “calciatori della Casertana il cui cognome inizia con la lettera H“. Se un giorno dovessimo tornare a giocare a “nomi, cose e città” almeno questo problema l’abbiamo risolto. L’impegno del difensore in prestito dalla Sampdoria non è stato mai in discussione, come del resto mai in discussione che dalle sue parti spesso le formazioni avversarie hanno fatto male alla difesa rossoblù. Migliorato nella seconda parte della stagione, dopo una prima quasi… disastrosa. La sufficienza non la raggiunge: 5,5.

Icardi (30 presenze – 3 reti – 2479′ in campo) – “Houston, abbiamo un biennale” direbbe Jack Swigert dell’Apollo 13. L’anno del romano, comunque, è stato a sprazzi: belle ed interessanti giocate a cui hanno fatto seguito delle prestazioni impalpabili. Come detto è uno dei pochissimi ad avere un accordo col club anche per la prossima stagione. Ma non ha del tutto convinto: 5,5.

Izzillo (24 presenze – 2 reti – 1686′ in campo) – un inizio di stagione molto al di sotto della sufficienza a cui ha fatto da contraltare una serie di partite di grande spessore. E’ stato sicuramente uno dei centrocampisti più determinanti nella formazione rossoblù e la sua assenza si è fatta sentire. Qualche affaticamento e pure qualche infortunio di troppo ne hanno limitato l’utilizzo. Pisa proprietario del cartellino: averlo nella migliore condizione anche nel prossimo campionato potrebbe rappresentare un ottimo punto di partenza. Usato sicuro: 6,5.

Konate (17 presenze – 1 rete – 1171′ in campo) – un altro di quelli che si è fatto rimpiangere più per qualche… assenza piuttosto che quello che ha messo in mostra sul terreno di gioco. Talvolta svagato e troppo sicuro di se al centro della retroguardia. Da sistemare anche a livello disciplinare considerato che le espulsioni gratuite contro Bari e Monopoli. A complicare il tutto il brutto infortunio rimediato contro l’Avellino. Contratto annuale e possibilità di rinnovo prossime allo zero: voto 5.

Longo (13 presenze – 1 rete – 350′ in campo) – una sola rete, peraltro decisiva, nel vittorioso derby con la Cavese. Per il resto poco altro: sarà mancato qualcosa a questo ragazzo arrivato a gennaio con delle credenziali comunque positive. Tra le altre cose, probabilmente, anche la fiducia dello staff tecnico che lo ha utilizzato col contagocce. Contratto in scadenza con opzione per un biennale, ma sembra difficile che possa avverarsi. Si è visto poco e male: insufficiente, vale 5.

Matarese (2 presenze – 1 rete – 116′ in campo) – una partita e mezza dove aveva fatto intravedere ottime cose. A Teramo, poi, l’infortunio al ginocchio che ha messo fine con larghissimo anticipo alla sua stagione: contratto in scadenza ma si potrebbe scommettere (con tutti i rischi del caso) su di lui. Poco giudicabile.

Matese (31 presenze – 1474′ in campo) – non sempre ha abbinato l’impegno alla sostanza. Tanto movimento, tanta corsa eppure gli manca qualcosa per diventare un centrocampista completo a tutto tondo. Il club rossoblù, per il momento, lo ha blindato con un triennale. Ma c’è bisogno di crescere, tanto ed in fretta: voto 6 di fiducia.

Matos (12 presenze – 2 reti – 309′ in campo) – nel vortice degli attaccanti è quello che ha giocato di meno e si piazza solo davanti a De Sarlo. Due reti contro Catanzaro e Viterbese: per il resto non si è visto proprio. Tornerà da dove è venuto in prestito (Ascoli). Sostanzialmente acerbo: 5.

Origlia (5 presenze – 214′ in campo) – prima di vederlo in campo si è dovuto attendere quasi la metà del girone di andata. Nelle rarissime occasioni in cui è stato utilizzato non ha fatto in alcun modo intravedere qualcosa di buono che era, invece, emerso lo scorso anno. Inevitabile l’addio, ma non è giudicabile anche lui.

Pacilli (22 presenze – 4 reti – 1274′ in campo) – non abbiamo la sfera di cristallo e non sappiamo se resterà a vestire la maglia rossoblù anche nella prossima stagione. Resta il fatto che il mancino abruzzese ha fatto vedere numeri di alta scuola e la rete siglata a Viterbo è solo un gioiellino nel contesto di un campionato sicuramente positivo. E’ stato un piacere vederlo vestire la casacca dei falchetti: voto 6,5.

Petito (2 presenze – 3′ in campo) – per lui spiccioli di partita contro Ternana e Foggia prima del prestito in serie D alla Nocerina. Ingiudicabile.

Petruccelli (4 presenze – 188′ in campo) alzi la mano chi se lo ricorda. Ingiudicabile.

Polito (18 presenze – 660′ in campo) – duttile quanto si vuole e con un carattere in mezzo al campo da far invidia a molti. E’ rimasta, però, una seconda scelta: le occasioni per mettersi in mostra, quindi, sono state poche, e quelle poche volte in cui è stato utilizzato da titolare non ha comunque convinto. Ha dalla sua parte la giovane età e può crescere, ma difficilmente lo farà a Caserta: voto 5.

Rillo (15 presenze – 703′ in campo) – probabilmente ha giocato di più rispetto a quello che si attendeva la società: a fargli da apripista gli infortuni di Del Grosso e le due giornate di squalifica rimediate dall’esperto terzino dopo il rosso di Viterbo. Negativo l’esordio da titolare contro l’Avellino ma sulla sua giovane coscienza anche il rigore della vittoria della Turris al Liguori. Bravino, invece, a Bari. Classe 2000 di proprietà del Benevento dove sicuramente tornerà: voto 5.

Rosso (16 presenze – 1 rete – 1030′ in campo) – se dovessimo ricordarlo solo per l’ultima mezz’ora della gara play-off con la Juve Stabia il voto sarebbe altissimo. Ma così non è: in termini realizzativi solo il gol-vittoria al Pinto contro il Potenza. Grande tecnica, buona corsa, ma pure qualche inspiegabile battuta a vuoto. In prestito dal Mantova, ma metteremo la firma noi per il suo rinnovo: voto 6.

Santoro (31 presenze – 1 rete – 2193′ in campo) – se qualcuno ci avesse visto lungo oggi con la cessione del giovane centrocampista staremmo a parlare di una plusvalenza tale da ripianare gran parte della perdita di bilancio per la stagione in corso. Così, invece, non è andata. Eppure c’è da ricordare una cosa: l’esplosione di Santoro è coincisa con l’infortunio rimediato da Bordin a Palermo nel mese di dicembre. Sliding-doors da 7 pieno.

Setola (13 presenze – 906′ in campo) – da prima riserva sulle corsie esterne a titolare inamovibile nella parte iniziale della stagione, ma più per demerito degli altri che per merito suo. Dalle sue parti nella porta della Casertana sono arrivati gol in quantità industriale. Voto 4,5 ma in questa occasione siamo larghi di manica.

Turchetta (18 presenze – 4 reti – 1316′ in campo) – vale lo stesso ragionamento fatto per Rosso: se si dovesse giudicare il flauto solo per la partita play-off con la Juve Stabia il voto sarebbe prossimo allo zero. Ha cominciato, invece, benissimo contro il Catania anche se la perla dei quattro gol messi a segno è stata proprio al Menti lo scorso mese di gennaio. In netto calo, complice un infortunio, nelle ultime apparizioni. La Casertana, col prestito in scadenza, può far valere il diritto di riscatto. Se vuole, si può: voto 6 più.

Valeau (6 presenze – 273′ in campo) – quando si è capito che dietro non era cosa si è provato a spostarlo molto più avanti per evitare di compiere ulteriori danni.  Neanche questa mossa è servita. Una volta dalla Roma arrivavano Petruzzi e Statuto, oggi Valeau: voto 4.

Varesanovic (26 presenze – 1327′ in campo) – sembra avere tutto per emergere: fisico, movimenti, visione di gioco e forse pure carattere. Ne avessimo vista una (ma pure mezza) di queste caratteristiche nei due anni in cui ha vestito la maglia della Casertana. E quando Guidi gli ha concesso la maglia da titolare non ha brillato in alcun modo: voto 4,5.

Zivkovic (2 presenze – 4 reti subite – 180′ in campo) – due apparizioni contro Juve Stabia e Paganese. Dopo tre anni a Caserta sarebbe anche il caso di cercare spazio e minutaggio in altre piazze: non più di 5 meno meno.

Guidi e staff tecnico – ad un certo punto del campionato non avremmo scommesso un euro sulla sua permanenza sulla panchina della Casertana. Con i giusti (e necessari…) correttivi (che si potevano fare già dall’inizio della stagione e non a campionato in corso) ha saputo trarre dal suo organico tutto quello che poteva. Il merito è tutto suo: voto 7.

Ps. le pagelle sono assolutamente soggettive. Ognuno è libero e padrone di pensarla come vuole…

Nella foto @GiuseppeScialla l’attaccante rossoblù Cuppone nella gara Juve Stabia-Casertana valida per il primo turno “play-off”

Massimo Iannitti