La partita della Casertana dalla A… alla Z!

Tutto quello che si è visto (e non si è visto) al “Massimino” contro il Catania

A come Avella – altre tre reti sul groppone (e con queste fanno quarantuno in ventotto incontri disputati). Sulla prima realizzazione etnea “galeotta” è la deviazione di Izzillo, ma il suo tentativo di ribattuta è goffo col pallone che termina direttamente alle sue spalle. Qualche piccola responsabilità anche sulle altre due marcature del Catania, ma gran parte del “merito” è della difesa rossoblù. In calo anche lui come tutti gli altri.

B come Bordin – Guidi lo preferisce ad un Santoro apparso in parabola discendente nelle ultime uscite, ma il centrocampista di Latina è capace di fare anche peggio. Subisce molto il pressing altissimo di Dall’Oglio che lo fa decisamente sparire in fase di impostazione. In appoggio, venendo meno Izzillo, gli toccano Matese ed Icardi che spesso girano a vuoto. Lui, del resto, passeggia come se fosse da subito in debito d’ossigeno. Probabilmente tra i peggiori.

C come Cuppone – tanta corsa rigorosamente… a vuoto. Sulle corsie esterne non si vede, non incide e, per chi non l’avesse capito, non serve. Al 30′ si fa trovare anche pronto ad un eventuale colpo di testa, ma trova Silvestri a sbarrargli la strada. La sua è solo una partita di sofferenza, ma niente di più.

D come Dall’Oglio – “falso nueve” nello schieramento tattico di Baldini. Oltre che “pungere” sulla trequarti ha il compito principale di dare pressione in fase di impostazione della Casertana. E nel suo ruolo riesce benissimo costringendo al rinvio lungo Avella, circostanza quasi del tutto inedita nel campionato dei falchetti. Fastidioso.

E come Entrata – quella di Welbeck al 18′ che porta all’infortunio di Izzillo. Dura e col piede “a martello”. Ma soprattutto inutile ed assolutamente evitabile. L’arbitro Marini non vede gli estremi per un provvedimento disciplinare. Incommentabile anche il direttore di gara.

F come Federico Guidi – “la spensieratezza è il nostro punto di forza” aveva commentato nel pomeriggio di venerdì il tecnico della Casertana poco prima di iniziare la lunga trasferta di Catania. Mister ci consenta una domanda: dopo questo 3-0 a Catania se la spensieratezza è il nostro punto di forza, quale sarebbe il nostro punto… debole???

G come Golfo – due anni fa tra i protagonisti nel Trapani che ottenne la promozione in serie B attraverso i “play-off”. Si era un po’ perso nelle esperienze dello scorso campionato col Potenza e nella prima parte della stagione in corso a Castellammare di Stabia. Torna ad essere incisivo con la casacca del Catania. Del Grosso stenta a contenerlo, ma il Del Grosso dell’ultimo periodo pare… stenti a contenere un po’ tutti.

H come Hadziosmanovic – ha di fronte Reginaldo e come compito principale quello di cercare di ridurgli gli spazi per fare male. Sul raddoppio, però, la colpa è tutta di Carillo che si fa mandare a cogliere le… margherite con un finta. Nella ripresa dovrebbe cercare di spingere, ma sulla sua strada ci sono degli ostacoli insormontabili come Welbeck e Pinto. E da quelle parti non si passa.

I come Izzillo – appena poco più di un quarto d’ora in campo: il tempo per una disgraziata deviazione e per l’infortunio rimediato nello scontro con Welbeck. Per lui cinque punti di sutura all’altezza della tibia della gamba destra, ma altri controlli hanno escluso ulteriori problemi. E’ andata bene.

L come Longo – primo tempo uguale-uguale a quello di domenica scorsa con la Juve Stabia: si vede solo al 31′ in un ripiegamento difensivo quando interrompe un lancio verso Pinto. Nella ripresa ci prova con tre conclusioni senza grossa fortuna. Un gran tiro e niente più…

M come Martinez – spagnolo di Madrid con quel nome di battesimo (Miguel Angel) avrebbe potuto fare esclusivamente il… portiere. Per l’estremo difensore catanese è un pomeriggio tutto di riposo o quasi: tralasciando la “seggiata” di Longo dalla distanza, i pericoli maggiori arrivano più che altro da certi retropassaggi dei suoi compagni di squadra. Resta comunque uno spettatore non pagante, anzi no: un accreditato.

N come Niente gol in trasferta – dopo quasi quattro mesi la Casertana colleziona una gara esterna dove non mette a segno neanche una rete. L’ultima volta era accaduto lo scorso 30 gennaio allo “Zaccheria” di Foggia (1-0 per i “satanelli” il finale). Dopo quella partita la formazione rossoblù era andata regolarmente in gol nelle partite in trasferta contro Ternana, Catanzaro, Turris, Vibonese, Bari, Viterbese e Monopoli. Un brusco ritorno all’antico.

O come Occasioni da rete? – per la Casertana in tutto l’incontro si registra un solo tiro in porta. E quello di Longo al 60′ che impegna l’estremo difensore avversario in una difficile ribattuta. Poco, anzi niente per impensierire il Catania.

P come (Falsa) Partenza – come nelle ultime giornate ancora una volta minuti iniziali “fatali” alla Casertana. E’ successo contro Palermo (gol di Lucca al 2′), Viterbese (Murilo 3′) e Juve Stabia (Berardocco 6′). Contro il Catania si è resistito fino al… 9′ di gioco. Ma non prendetelo come un miglioramento.

Q come Quattro sconfitte – negli ultimi cinque incontri della Casertana. Palermo, Viterbese, Juve Stabia e Catania. Giusto in mezzo il successo esterno col Monopoli. L’impressione di fondo è che la squadra di Guidi, nonostante il tecnico affermi il contrario, abbia già tirato i remi in barca.

R come Reginaldo – “oggetto misterioso” nel campionato del Catania. Appena un gol all’attivo in tutta la stagione messo a segno a gennaio contro il Monopoli. Per il bis attende (giustamente…) la Casertana. Dribbling secco ai danni di Carillo e piattone vincente che si infila nell’angolo opposto a quello del tiro. La classe non è acqua.

S come Silvestri – se Castaldo non becca una palla e non vince un contrasto il merito è tutto del difensore etneo. Con Giosa compone una coppia centrale difensiva che non lascia passare niente e nessuno, compreso l’esperto attaccante che trasforma la trasferta di Catania in novanta e passa minuti di sofferenza. Muro.

T come Tonucci – qui c’è qualcuno che pensa che ormai sia arrivato il “libera tutti”. Il Covid, invece, è ancora presente e continua a fare male, anche nel campionato di Lega Pro. Nel Catania visto all’opera contro la Casertana mancava all’appello Tonucci, ultimo calciatore in ordine di tempo ad essere stato colpito dal “coronavirus”. Vietato abbassare la guardia.

U come Un punto – decimo posto praticamente al sicuro o quasi: alla Casertana manca un punto per la matematica certezza della posizione in classifica. Di contro la Turris (distante ora sei lunghezze ma avvantaggiata negli scontri diretti) dovrebbe fare bottino pieno nel recupero con la Cavese e domenica prossima a Vibo Valentia. Ipotesi improbabile.

V come Vrikkis – centrocampista offensivo classe 2001 arrivato lo scorso mese di ottobre a titolo definitivo dal Napoli. Contro al Casertana il Nazionale under 19 cipriota colleziona la seconda presenza in campionato: la prima poco più di un mese fa a Bisceglie quando l’allora tecnico Raffaele lo aveva fatto entrare a nove minuti dalla fine con gli etnei in vantaggio per 3-0. Stesso “trattamento” (e sullo stesso punteggio) gli riserva Baldini davanti ai falchetti con un minutaggio pure inferiore. Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio.

Z come Zero voglia – al termine della “regular-season” mancano solo 90′ di gioco. Domenica prossima al “Pinto” la Casertana si troverà di fronte la Paganese, con gli azzurrostellati già certi dei “play-out” ma che avranno la necessità di mantenere l’attuale diciassettesima posizione in graduatoria. Speriamo di evitare altre pessime figure e mettere in campo un po’ di… quella roba che pure oggi è mancata. Questo è quanto.

Nella foto @GiuseppeScialla Calapai ed Izzillo nella gara di andata disputata al “Pinto” lo scorso mese di gennaio

Iannitti&Fiorentino