La partita della Casertana dalla A… alla Z!

Tutto quello che si è visto (e non si è visto) al “Pinto” contro la Juve Stabia

A come Arbitro – sarà pure un derby, ma sette ammonizioni sono una esagerazione per una partita combattuta ma sostanzialmente corretta. La sua direzione, però, non soddisfa soprattutto la formazione rossoblù considerato che la giacchetta nera lodigiana si perde più di un fallo da parte della compagine ospite. Secondo arbitraggio con la Casertana in campo e seconda sconfitta: era già accaduto nella scorsa stagione sul campo della Vibonese.

B come Berardocco e Bordin – entrambi protagonisti del derby: il mancino stabiese prim’attore nel vantaggio iniziale delle “vespe”, ma suo pure il lancio che frutta il raddoppio della formazione di Padalino. Per quanto riguarda il mediano casertano torna (finalmente) in campo dopo una assenza di oltre quattro mesi (ultima volta il 13 dicembre a Palermo). Positiva la sua prestazione e generoso un recupero contro quattro attaccanti ospiti nelle battute conclusive del match. Bravo.

C come Castaldo – quarta realizzazione in campionato per l’esperto attaccante che arriva a “quota trenta” gol con la maglia della Casertana. L’ultima volta era andato a segno lo scorso 27 gennaio proprio contro la Juve Stabia. Entra nella ripresa ed è subito in partita: al 48′ Farroni gli nega la soddisfazione personale con un intervento a mano aperta. Al 66′ splendido gol che prova a riaprire l’incontro: contrasto vincente su Mulè, “numero” in giravolta per evitare Troest e diagonale vincente. Rete-gioiello.

D come Diffidati – Casertana che si è presentata all’incontro con la Juve Stabia senza quattro squalificati: assenti Del Grosso, ma pure Avella, Hadziosmanovic e Rosso appiedati per un turno per “cumulo” di ammonizioni. Per la gara col Catania in arrivo un altro stop disciplinare: toccherà a Pacilli restare fuori. Anche per lui è arrivato il quinto “giallo” in campionato. In “diffida” sono rimasti solo Ciriello e Del Grosso.

E come “E’ soprattutto quando perdi…. – che capisco quanto ti amo”. Questo ritornello, ultimamente, ci sta facendo salire… l’acido.  Il fatto di amare o meno una squadra a seconda del risultato o dell’importanza della gara è una affermazione che lascia il tempo che trova. Per quanto ci riguarda a noi non piace perdere neanche le amichevoli, figuriamoci il derby con la Juve Stabia.

F come Farroni – nella stagione 2018-2019 uno dei protagonisti nel giovane Matera che fu costretto ad alzare “bandiera bianca” a campionato in corso. Due anni di “vacanza” (ben pagati) a Reggio Calabria fino al passaggio in prestito a gennaio alla Juve Stabia. Nel primo tempo “spettatore non pagante” complice una Casertana che non riesce ad incidere. Nella ripresa una parata prodigiosa da sotto misura su Castaldo e prima di incassare le reti di Cuppone e dello stesso Castaldo. Quattro presenze in campionato ed altrettanti successi stabiesi. Porta-fortuna.

G come Guidi – a fine partita il tecnico difende la prestazione dei suoi tirando in ballo un po’ tutto: gli indisponibili, la difesa quasi tutta composta da “under”, pure il fallo non rilevato su Bordin in occasione della terza rete stabiese. Tutto vero, tutto giusto: ma certi errori sono gli stessi di quelli di inizio stagione, ed alla trentaquattresima partita del campionato non si capisce fino a che punto siano ancora ammissibili.

H come Handicap – come partenza ad “handicap”. Andamento uguale-uguale a quello visto quindici giorni fa col Palermo con la Casertana sotto di due reti nelle fasi iniziali dell’incontro. Recuperare diventa quasi impossibile, ed anche quando riesci ad accorciare le distanze, subito dopo arriva la “terza mazzata” proprio come contro i rosanero. Difesa che, dopo il “clean-sheet” di Monopoli, torna ad essere “ballerina”. Cinquantacinque reti subite in trentaquattro incontri: media 1,61 a partita.

I come Izzillo e Icardi – propositivo l’ex stabiese nel corso del primo tempo, anche se troppo spesso la sua azione finisce per cozzare sistematicamente sulla linea difensiva gialloblù. Opaca, invece, la prova del centrocampista romano nella prima frazione di gioco: al 27′ una sua conclusione dal limite è poco più di un retropassaggio al portiere ospite. Icardi meglio nella ripresa, come in generale un po’ tutta la squadra. Ma non basta.

L come Longo – le indisponibilità di Turchetta e Rosso gli concedono una chance da titolare. Mulè riesce a limitarlo, il resto lo fanno i compagni di squadra che sembrano ignorare del tutto la sua fascia. Inevitabile la sostituzione alla fine del primo tempo. Chi l’ha visto?

M come Marotta – a gennaio di due anni fa fu un nome gettato in “pasto” ai tifosi rossoblù come probabile nuovo arrivo. Alla fine con la maglia rossoblù non si è mai visto, ma ogni volta che si trova di fronte (sin dai tempi del Benevento e poi ancora col Catania) la Casertana trova il modo di “lasciare il segno”. Dodici apparizioni con la Juve Stabia e dieci reti messe a segno. Attaccante che fa reparto da solo.

N come Nove sconfitte interne in campionato – un’enormità in diciassette incontri. Il primato (negativo) nella storia della Casertana è, ormai, prossimo: nel campionato di serie D 2004-2005 furono dieci i “ko”, ma ben otto di questi “a tavolino” sia per forfait che per esclusione dal campionato. Un primato di cui ne avremmo fatto volentieri a meno.

O come Orlando – l’attaccante tarantino (uno dei tanti elementi che la Salernitana ha girato in prestito alla Juve Stabia) protagonista di un bel duello e combattuto col più giovane Polito. Preciso il movimento del mancino che porta al gol del raddoppio di Vallocchia. Nella ripresa, però, si divora un gol fatto solo davanti a Zivkovic incespicando sulla palla a porta praticamente sguarnita. Positivo a metà.

P come Play-off – nelle ultime cinque uscite sono arrivate due vittorie (con Cavese e Monopoli) e tre sconfitte (Palermo, Viterbese e Juve Stabia). Il decimo posto, ultimo che conduce ai “play-off”, per il momento è ancora al sicuro.

Q come Quattordicesima rete – in campionato per Cuppone in trenta gare disputate. L’attaccante neretino classe 1997 continua ad essere il “bomber” indiscusso della Casertana di questa stagione. Negli ultimi anni solo Castaldo ha fatto meglio con diciassette marcature in trentatrè partite nel campionato di Lega Pro 2018-2019. Traguardo difficile da raggiungere, ma vale la pena provarci.

R come Record – da un primato all’altro: quella di Guidi è stata la trentaquattresima partita sulla panchina della Casertana. Nella particolare graduatoria della “gestione D’Agostino” sorpassa Ginestra (che si era fermato a trentatrè tra campionato e Coppa Italia) e si mette nella scìa di D’Angelo, l’allenatore che con trentacinque gare è quello che ha… resistito di più. Per la fine del campionato il record sarà del tecnico toscano.

S come Stabia – erano più di sei anni che le “vespe” non passavano in campionato al “Pinto”. Era la terza giornata di Lega Pro 2014-2015 disputata il 14 settembre 2014 quando la formazione gialloblù guidata in panchina da Pancaro si impose per 1-0 sui falchetti di Gregucci con una rete di Vella all’86’. Gara caratterizzata dall’espulsione di D’Alterio al 59′. Stavolta per la Juve Stabia è stata molto più facile.

T come Troest – con Mastalli infortunato di lungo corso il difensore danese resta l’unico “superstite” della Juve Stabia che due anni fa trionfò nel girone meridionale di Lega Pro. In quella retroguardia (“a quattro”) c’erano Vitiello, Marzorati ed Allievi: un vero e proprio muro. Oggi il biondo deve “accontentarsi” di Mulè e Caldore. Castaldo lo “svernicia” in occasione del secondo gol rossoblù: gli anni passano anche per lui.

U come Ultime due giornate – in calendario la trasferta di Catania di domenica prossima e l’ultimo impegno al “Pinto” con la Paganese del prossimo 2 maggio. Sperando che la difesa rossoblù non sia in vena di ulteriori regali.

V come Vallocchia – nelle dichiarazioni pre-gara il centrocampista ex Olbia aveva quasi “annunciato” la sesta vittoria consecutiva della Juve Stabia. “Vogliamo il quinto posto” le sue parole. Successo al “Pinto” e sconfitta del Catania a Catanzaro che consente l’aggancio agli etnei. E per lui la seconda rete stagionale dopo quella realizzata alla Cavese. Profetico.

Z come Zivkovic – dopo tre anni di panchina (e due apparizioni in Coppa Italia la scorsa stagione con Bisceglie ed a Catanzaro) arriva il suo esordio in campionato. Più o meno incolpevole sulle tre marcature stabiesi, ma le occasioni per mettersi in mostra sono davvero ridotte al “lumicino”. Qualche buona presa alta, una uscita avventurosa (al 22′ quando travolge Carillo) ed un intervento “salva-risultato” (si fa per dire…) al 93′ su Cernigoi. Questo è.

Nella foto @GiuseppeScialla Castaldo raccoglie il pallone dopo quella che sarà la rete del definitivo 2-3 in Casertana-Juve Stabia. Per lui è la trentesima rete con la maglia dei falchetti

Iannitti&Fiorentino