La partita della Casertana dalla A… alla Z!

Tutto quello che si è visto (e non si è visto) al “Rocchi” contro la Viterbese

A come Agenore Maurizi – quando “vede” la Casertana sente già di avere tre punti in tasca: era già accaduto nel 2017-2018 quando la sua Reggina superò i rossoblù di D’Angelo conquistando una vittoria importante per la permanenza in Lega Pro dei calabresi. Taurino gli “apparecchia” la tavola della salvezza, ed l’istrionico tecnico di Colleferro si siede a… cena tornando sulla panchina della Viterbese a distanza di cinque mesi dall’esonero. “Con il risultato di oggi abbiamo raggiunto la salvezza matematica – le sue parole da… trionfatore alla fine della gara – Questo successo lo dedico a me stesso”. Ironico: quelli di Made in Sud gli fanno un “baffo”.

B come Baschirotto – un “diesel” sulla fascia destra della difesa laziale. In fase difensiva va in difficoltà per contenere un Rosso (perchè cambiarlo?) decisamente più in palla, ma quando parte in progressione fa salire tutta la Viterbese. Terzino destro d’altri tempi: per quelli più avanti negli anni ricorda il tedesco Kaltz, ex Amburgo e Nazionale tedesca vice-campione del Mondo nell’82. E che Kaltz…

C come Castaldo – torna in campo dopo oltre due mesi dall’ultima apparizione (lo scorso 3 febbraio al “Pinto” col Potenza), ma definire la sua condizione fisica come… approssimativa è un eufemismo. Con furbizia prova a conquistarsi qualche calcio di punizione, ma negli ultimi venti minuti il suo contributo è minimo in una gara che scivola stancamente in favore della Viterbese. Distante “anni-luce” dal miglior Castaldo.

D come Del Grosso – che l’arbitro “non ne azzecchi una” è pacifico (vedi falli non rilevati sul terzino al 6′ e pure al 42′ in occasione del rigore). Ma che un giocatore della sua enorme esperienza si lasci sbattere fuori per un stupido doppio giallo regalato a pochi secondi dall’intervallo sono cose che non possono vedersi neanche alla… “scuola calcio”. Ingenuo è dir poco.

E come Espulsioni – un direttore di gara bravo è quello che tiene aperte non solo le orecchie, ma anche e soprattutto… gli occhi. L’espulsione di Del Grosso ci sta: un calciatore non può permettersi di prendere in giro l’arbitro che ha sempre (e comunque) il cartellino nella sua di tasca. Ma insieme alle orecchie bisogna tenere aperti anche gli occhi: l’intervento col piede “a martello” di Camilleri ai danni di Matese (36′) è da rosso diretto. Stesso discorso per quello di Murilo che scalcia Hadziosmanovic a palla lontana (48′). Alla Viterbese mancano due espulsioni e può considerarsi “graziata” in questo senso. ‘O miracolo.

F come Fiero di Pistoia – per il “monday night” davanti alle telecamere di Raisport (e considerate le “ruggini” della partita di andata) era lecito attendersi dall’Aia un arbitro di spessore e personalità. Di contro il signor Fiero di Pistoia appare, senza ombra di dubbio, uno dei direttori di gara più scarsi dell’intera Lega Pro. Il “peccato originale” è la punizione al 2′ da cui scaturisce il gol del primo vantaggio laziale: l’intervento di Carillo su Tounkara è deciso, ma sicuramente sul pallone. L’arbitro, ingannato dalla segnalazione dell'”assistente-uno”, assegna il calcio piazzato. Gli errori, poi, proseguono per tutto il primo tempo e continuano anche ad inizio ripresa. Damato, responsabile della Can C, dopo questa prestazione dovrebbe avere già pronto il “biglietto” per rispedirlo a disposizione degli Organi Tecnici Sezionali: di questo arbitro c’è poco da andarne… Fiero.

G come Guidi – sarà il caso, sarà la consuetudine, sarà… quel che sarà ma ogni volta che Guidi, memore delle gare della prima parte della stagione, carica “a mille” i suoi per una partita la Casertana rimedia pessime figure. Era accaduto a febbraio con l’Avellino al “Pinto” quando la formazione rossoblù in campo non si era vista per oltre un’ora di gioco; la circostanza si è ripetuta a Viterbo da dove si torna con cinque reti sulle spalle. La cosa migliore al triplice fischio finale quando l’allenatore rossoblù si mette in mezzo per limitare i danni e non aggiungere ulteriori beffe disciplinari.

H come Hadziosmanovic – tre passi indietro rispetto alla generosa prestazione col Palermo. In avanti si vede poco o niente, mentre quando sale la Viterbese “balla” paurosamente sulle iniziative di Murilo e Simonelli, bravi a scambiarsi di continuo la posizione a supporto di Tounkara. Dopo la “cartellonata” rimediata coi siciliani si becca pure un gomito alto (29′) ed un calcione dal brasiliano (48′) che avrebbero meritato provvedimenti disciplinari più severi. Giornataccia pure la sua.

I come Icardi – dopo tre gare di assenza si rivede in campo per 66′ il centrocampista romano, ma la sua apparizione dura, in concreto, undici minuti. Al 20′ una buona assistenza in area per Pacilli chiusa da Urso in angolo; sessanta secondi dopo altro “corridoio” giusto per Rosso sventato all’ultimo istante da un difensore laziale. Poi al 23′ un “piattone” dal limite troppo centrale per impensierire Daga. L’ultimo suo “ricordo” al 31′ quando rimedia una ammonizione per una entrata dura. Poi il “buio” assoluto fino al giusto ed inevitabile cambio.

L come Lunedì sera su Raisport – le apparizioni della Casertana sul canale sportivo della televisione di Stato non sono certo state favorevoli alla formazione rossoblù: cinque reti da Ternana e Viterbese. Tutto meno che un bel biglietto da visita per la squadra di Terra di Lavoro. Per questa stagione dovremmo avere già dato e non è più il caso. Grazie e arrivederci.

M come Murilo – che l’attaccante brasiliano sia una “carognetta” lo testimoniano prima di tutto le quattordici ammonizioni rimediate nel corso della stagione prima con la maglia del Livorno e poi con la casacca della Viterbese. Il “repertorio” (negativo ma anche positivo) lo mette in mostra sul terreno di gioco: entrata inutile e cattiva su Matese al 12′ e gomitata al 29′ ad Hadziosmanovic che l’arbitro inverte con un fallo a favore dei padroni di casa. Ad inizio ripresa la “chicca” del calcione allo stesso Hadziosmanovic al 48′ prima di una “botta” gratuita a Longo (che il casertano avrà modo di restituire a poco dalla fine) a sei minuti dallo scadere. In mezzo a tutto questo uno splendido gol di testa con una perfetta scelta di tempo ed un assist perfetto per la quinta ed ultima realizzazione di Tassi. Attaccante perfetto per la categoria.

N come Nono posto? – poteva essere l’occasione giusta per sorpassare il Palermo e mettersi in scìa del Teramo, invece niente. Ed ora la gara di giovedì al “Veneziani” di Monopoli si presenta come un vero e proprio spareggio coi biancoverdi per la decima piazza della graduatoria, l’ultima che porta ai “play-off”. Altre figuracce non sono ammesse ed ammissibili.

O come Ottantasette – per ritrovare l’ultima sconfitta esterna col risultato di 5-2 bisogna tornare indietro al 7 giugno 1987 ed esattamente alla giornata conclusiva del campionato di C1 1986-1987. Con questo finale la Casertana di Materazzi uscì sconfitta dal “Ceravolo” di Catanzaro, con i giallorossi padroni di casa che festeggiavano nell’occasione la promozione nella categoria cadetta. A volte ritornano.

P come Pacilli – che fosse un ex dal “dente avvelenato” lo si sapeva bene considerato il “trattamento” ricevuto dalla dirigenza laziale nella seconda parte della scorsa stagione. Tanta (e giustificata) la rabbia dell’attaccante abruzzese nell’esultanza dopo la rete del primo momentaneo pareggio. La sua realizzazione è un “gioiello” di rara bellezza, probabilmente una delle “cose” più belle della Casertana in questa stagione. Tenta il bis al 24′, ma la conclusione mancina viene deviata in angolo. Cala, come accade spesso, nella ripresa. Lavoratore part-time.

Q come Quintina – prendere cinque gol dalla “Ternana-schiacciasassi” ci sta; rimediarne altrettanti dalla Viterbese no, neanche alla Playstation. Retroguardia rossoblù in versione “Presepe vivente fuori stagione” in tutte le marcature laziali e difesa casertana che diventa, numeri alla mano, la peggiore di tutto il girone. Dietro facciamo “acqua” da tutte le parti e non da ieri.

R come Romano – di nome Marco Arturo, presidente della Viterbese. Se Maurizi dispensa il meglio del suo “cabaret” al termine dell’incontro, al massimo dirigente gialloblù viene riservato il palcoscenico di Raisport nell’intervallo quando dichiara “la gara di andata siamo stati costretti a giocarla”. Presidente, poteva dirlo prima, avremmo compreso! Sarà un… “pesce d’aprile” pure questo?

S come Santoro – torna a disposizione dopo un turno di stop disciplinare, ma la sua (al pari degli altri) non è certo la miglior prestazione della stagione. Di fronte a lui c’è l’esperto Salandria che associa grinta, polmoni e tecnica. Il giovane centromediano rossoblù non incide e non inventa, limitandosi a “ricamare” quando ci sarebbe ben poco da andare per il sottile. Troppa forma ma poca sostanza.

T come Tounkara – il rigore fallito (o neutralizzato da Avella) è l’unica ombra di una partita oltremodo positiva. Prende (e restituisce) “sportellate” dai difensori rossoblù, ma si rivela decisivo anche in giocate di “fino”. Decisivo al 64′ quando con una finta manda Carillo a… cogliere le margherite ed appoggia ad Urso che innesca la terza marcatura di Simonelli. Quattro minuti dopo chiude anticipatamente l’incontro in favore della Viterbese anticipando di netto il capitano rossoblù. Pronto per essere uno dei protagonisti del prossimo mercato di Lega Pro.

U come Urso – stenta a contenere Pacilli non essendo un esterno difensivo di ruolo, ma importante la sua “diagonale” al 20′ quando risolve una delicata situazione in area laziale. Sale di tono nella seconda frazione di gioco quando si fa trovare pronto nell’azione che porta al terzo gol della Viterbese. Velocissimo danesino classe 1999 scuola Roma: uno degli elementi più interessanti della formazione laziale.

V come Viterbese – il “Rocchi” resta un campo stregato per la Casertana: in tre precedenti due sconfitte ed appena un pareggio. E la formazione rossoblù in tutte e tre le occasioni non ha mai finito in… undici l’incontro. Nel 1997 l’espulsione di Sparacio anticipò di trenta secondi la rete decisiva di Martinetti. Nel 2018 (0-0 il finale) a lasciare anzitempo il campo fu Rainone, mentre ieri sera è toccato a Del Grosso. Insomma per la Casertana giocare in… inferiorità numerica con la Viterbese non è certo una novità. 

Z come Zero punti – nelle ultime due gare altrettante sconfitte per la Casertana. Prima il “ko” (meritato) col Palermo; poi la sconfitta (giusta) di ieri sera con la Viterbese. Ora mancano quattro partite al termine della “regular-season”: se si riesce ad invertire la tendenza bene, altrimenti possiamo anche chiuderla qui.

Nella foto @GiuseppeScialla “bagarre” a fine gara tra Turchetta ed un calciatore della Viterbese sotto gli occhi del direttore di gare Fiero di Pistoia

Iannitti&Fiorentino