La partita della Casertana dalla A… alla Z!

Tutto quello che si è visto (e non si è visto) al “Pinto” contro il Palermo

A come Arbitro – lascia “giocare” molto intervenendo il minimo indispensabile il signor Maranesi di Ciampino. La conseguenza è una partita che si incattivisce fino ad arrivare all’espulsione di Almici per gioco violento. Pignolo all’inverosimile, invece, sulle riprese del gioco con inevitabile rallentamento della partita. Al 20′ del primo tempo vede “un venti euro” sul terreno e… cade in maniera goffa e plateale. L’errore più grande è la mancata ammonizione di Luperini ad inizio ripresa per fallo su Matese. Sarebbe stata la seconda per il centrocampista rosanero e la partita avrebbe probabilmente preso una piega differente.

B come Buschiazzo – entra quando manca poco alla fine al posto di un “esausto” Hadziosmanovic, ma trova il tempo di mettere a segno la sua seconda rete in carriera dopo quella siglata con la maglia del Pisa nella sfida col Gozzano di due anni fa. I suoi centimetri sarebbero serviti molto nel cercare di contenere Lucca. A sette minuti dalla fine non servono più.

C come Cuppone – corre come un “dannato” per tutti e 90′ (e passa) di gioco. Sua la rete che, sia pure per pochi secondi, riapre il match alla fine del primo tempo. Per lui è la dodicesima in campionato. Ma arriva anche un “giallo” che lo costringerà a saltare il prossimo incontro con la Viterbese. Peccato.

D come Del Grosso – la sfida con Santana ha il “sapore” di serie A, ma termina completamente nelle mani dell’attaccante palermitano. Il suo lato è una “prateria” dove scorazzano gli avanti rosanero e da dove arrivano tutti i cross che Lucca trasforma in gol. Prestazione forse anche peggio di quella vista al “Liberati” con la Ternana.

E come E sono otto… – contro il Palermo si taglia il… traguardo dell’ottava sconfitta interna in campionato per la Casertana. E’ il peggior cammino interno nella ultra-centenaria storia del club rossoblù: solo nel campionato di serie D 2004-2005 si raggiunsero i dieci stop al “Comunale”, ma due per “forfait” ed altri otto a seguito dell’esclusione dal campionato. C’era una volta il “fortino del Pinto”.

F come Floriano – da “oggetto misterioso” della gestione-Boscaglia a protagonista assoluto in quella di Filippi il passo è stato breve. Perfetto il traversone al 2′ che consente al Palermo di sbloccare il risultato. Svaria su tutti il fronte d’attacco e mette in grossa difficoltà tutta la retroguardia rossoblù. Il ritorno dei “senatori”.

G come Guidi – “gli errori sono figli della nostra inesperienza. Potevamo portare a casa un risultato positivo e sono convinto della formazione iniziale” commenta a fine gara l’allenatore rossoblù. Noi no, e neanche dell’attenzione riposta su Lucca, finalizzatore principale del Palermo ampiamente conosciuto. Sarebbe stata necessaria una difesa più “fisica” per contrastare l’attaccante rosanero e le soluzioni “arrangiate” a centrocampo non hanno certo facilitato il compito della squadra. Passi per le assenze, ma si poteva e doveva fare meglio.

H come Hadziosmanovic – la migliore partita da quando è in rossoblù. Sulla corsia di destra si intende alla perfezione con Pacilli con il quale il dialogo è continuo oltre che proficuo. Al 35′ sfiora la marcatura personale con un gran destro a cui si oppone Pelagotti. Prima dell’intervallo perfetto il cross che Cuppone trasforma in rete. Nella ripresa si “immola” in velocità contro un tabellone pubblicitario. Generoso.

I come Indisponibili – per il confronto col Palermo l’elenco degli infortunati rossoblù (tralasciando i vari Konate, Matarese, Icardi e Castaldo) era lungo. Che Santoro fosse un elemento imprescindibile in questa squadra lo si era compreso da tempo. Ma se alla Casertana togli pure Turchetta (il miglior Turchetta) vedi ridotto quasi del cinquanta per cento il suo potenziale offensivo. Si rivede in panchina Izzillo, ma solo per “onor di firma”. La Casertana non poteva non risentirne.

L come Lucca – “lo sai a Lucca che fanno quando piove? Lasciano piovere” recita un antico proverbio toscano. Pure a Caserta se è per questo, con la squadra rossoblù che ha lasciato… piovere nella sua area di rigore tre traversoni che il “gioiellino” rosanero ha spedito in fondo al sacco. Nella ripresa, forse pago del “bottino”, cala di tono: lascia a Kanoute la battuta del calcio di rigore, ma rifila al 61′ una gomitata inutile a Del Grosso. Se la poteva sicuramente risparmiare.

M come Martin – utilizzato col “contagocce” nella stagione in corso sia da Boscaglia che dal suo successore Filippi. L’ultima gara da titolare per il francese con la Viterbese in corrispondenza con l’esonero dell’allenatore ex Entella. Entra ad un quarto d’ora dalla fine per mettere in “ghiaccio” il risultato. Ci mette meno di sessanta secondi per rimediare una ammonizione. Ed a questo punto smetti di domandarti perchè gioca poco…

N come Nuove maglie – e nuovo main-sponsor (la Puli-San) per la Casertana. Si ritorna al rossoblù classico (non quello di inizio stagione che aveva il righino oro dentro) dopo quasi quattro mesi. L’ultima volta era accaduto col Catania ad inizio gennaio: ma era andata decisamente meglio.

O come Odjer – lo staff tecnico rosanero gli affida il ruolo di “vice De Rose” ed il ghanese non demerita in fase di impostazione. I “peccati”, come al solito, quando si tratta di contenere le sfuriate avversarie. L’undicesima ammonizione stagionale è la logica conseguenza e gli comporta il cambio ad inizio ripresa. Cattivo.

P come Pacilli – il più ispirato nel reparto d’attacco della Casertana. “Numeri” di alta (ed altra…) scuola soprattutto nel primo tempo quando crea più di qualche apprensione al reparto difensivo palermitano. Splendido il colpo di tacco che smarca Hadziosmanovic in occasione della rete di Cuppone. Sempre “joga bonito”.

Q come Quarantaseiesimo – tornano le reti “pesanti” incassate dalla Casertana alla fine del primo tempo. Proprio quando sembrava che la formazione rossoblù potesse raddrizzare il match arriva in pieno recupero il terzo gol siciliano che sigilla con un tempo di anticipo la vittoria del Palermo. “Dormita generale”.

R come Rosso – vedi la formazione iniziale e pensi ad un “quattro-due-tre-uno”. Invece è ancora “quattro-tre-tre” con Rosso utilizzato a centrocampo al fianco di Varesanovic e Matese. La sua è una partita “fumosa” dove stenta a trovare non solo lo spunto giusto, ma anche e soprattutto la posizione. A gennaio era meglio prendere un centrocampista in più ed un attaccante in meno, ma questa ormai è storia vecchia.

S come Sabato Santo – le partite della vigilia di Pasqua ci avevano fatto tornare indietro nel tempo agli anni Ottanta e Novanta, a certe (vittoriose) partite con Foggia, Perugia e lo stesso Palermo. Stavolta non è andata bene, ma in linea con le ultime stagioni quando si è scesi in campo il Sabato Santo.

T come Trent’anni – in campionato il Palermo non era mai riuscito a passare a Caserta uscendo sconfitto in sei occasioni su otto complessivi precedenti. L’ultima vittoria rosanero al “Pinto” risaliva giusto a trent’anni fa, ma in Coppa Italia: era il 27 febbraio 1991 quando Cancelli e Lunerti firmarono lo 0-2 con il quale i siciliani ipotecarono la qualificazione al turno successivo.

U come Ultime cinque gare – che mancano alla fine della stagione dopo lo stop col Palermo. Si tornerà in campo lunedì 12 aprile al “Rocchi” di Viterbo. Poi in rapida successione il recupero col Monopoli e la gara interna con la Juve Stabia per finire con Catania e Paganese. Si gioca per vincere, non per partecipare.

V come Varesanovic – in un centrocampo “raffazzonato” come quello della Casertana dovrebbe essere, almeno sulla carta, quello con le idee più chiare. Spesso, però, si ostina a portare troppo palla nel tentativo (vano) di far salire in qualche modo la sua squadra. Ennesima insufficienza.

Z come Zero punti – nella giornata di oggi per la Casertana. La formazione rossoblù scivola al decimo posto in classifica sorpassata proprio dal Palermo. Quattro i punti di vantaggio sulla Virtus Francavilla, immediata inseguitrice dei falchetti, che ha però all’attivo due partite in più. Un piazzamento “play-off” non dovrebbe essere in discussione. Ed alla fine potrebbe anche andare bene così.

Nella foto @GiuseppeScialla Cuppone che raccoglie in fondo al sacco la rete del momentaneo 1-2 col Palermo

Iannitti&Fiorentino