La partita della Casertana dalla A… alla Z!

Tutto quello che si è visto (e non si è visto) al “Pinto” nella gara con la Cavese

A come Avella – inoperoso per quasi tutto l’incontro. Il pericolo più serio della partita arriva… da un appoggio all’indietro di Hadziosmanovic che lo porta a concedere un calcio di punizione indiretto alla Cavese. Sul gol incassato il demerito appare più della difesa che resta a guardare il doppio colpo di testa di Matino e Gerardi. Pomeriggio di tutto riposo per l’estremo difensore: una volta tanto…

B come Bubas – non certo al meglio, al pari di molti suoi compagni di squadra, ma è sempre un elemento da temere nello schieramento offensivo della Cavese. Intelligente nello smarcamento in piena area in occasione del vantaggio. Dieci minuti prima, però, aveva fallito un rigore in movimento calciando sulla traversa la punizione “a due” nell’area rossoblù. Fuori condizione.

C come Campilongo – ogni volta che ritorna a Caserta, piuttosto che sulla panchina avversaria, ci farebbe piacere vederlo in mezzo al campo con la maglia dei falchetti come quando incantava gli spalti gremiti del “Pinto”. La sua è una sconfitta amara che complica ulteriormente la posizione in classifica della compagine metelliana. La prossima settimana due impegni al “Lamberti” con l’obiettivo (difficile) di ottenere il bottino pieno: prima il recupero col Catanzaro e poi l’impegno di sabato col Catania. In bocca al lupo Sasà.

D come Diffidati – cinque i cartellini “gialli” nei confronti dei calciatori rossoblù nel corso della gara con la Cavese, ma nessuna squalifica in arrivo per la formazione rossoblù. Entra in “diffida” Cuppone che raggiunge a quota “quattro” Ciriello, Hadziosmanovic, Pacilli, Rosso e Santoro. Fondamentale dosare le ammonizioni nelle prossime gare di campionato.

E come Espulsioni doppie – per la seconda volta nella stagione in corso la formazione ospite della Casertana termina l’incontro in doppia inferiorità numerica. Era accaduto nella gara col Teramo quando a finire anzitempo negli spogliatoi furono gli abruzzesi Vitturini e Piacentini. Circostanza, peraltro, successa anche alla Casertana sempre al “Pinto” col Monopoli quando furono espulsi sia Icardi che Konate.

F come Fuorigioco – sul gol del vantaggio cavese? A fine partita qualche recriminazione da parte della panchina rossoblù, ma rivedendo le immagini la rete è regolare. Piuttosto qualche dubbio sull’azione da cui scaturisce il corner con un fallo non rilevato su Pacilli. Battuta a sorpresa del tiro dalla bandierina verso Bubas che sembra più avanti di tutti, ma sul corner (ed in generale su tutte le rimesse) il regolamento non prevede l'”off-side”. Sul primo colpo di testa di Matino, invece, a tenere in gioco Gerardi ci pensa lo stesso Pacilli, scalato nel corso dell’azione sulla linea di fondo. Niente fuorigioco. 

G come Guidi – nel pomeriggio di sabato l’atteso annuncio del rinnovo per altre due stagioni per l’allenatore toscano e tutto il suo staff. Il tecnico festeggia a modo suo conquistando la dodicesima vittoria in campionato in trenta gare complessive sulla panchina della Casertana. Nella “gestione D’Agostino” meglio di lui ha fatto solo Luca D’Angelo che nella stagione 2017-2018 in trentacinque incontri raccolse quattordici successi. Può raggiungerlo e superarlo.

H come Hadziosmanovic – al quarto d’ora per poco non combina un pasticcio con un retropassaggio che costringe ad Avella a commettere fallo all’interno dell’area di rigore. Ma è solo un piccolo passaggio a vuoto all’interno di una partita positiva grazie anche alla scarsa vena di un Senesi che dalle sue parti non punge in alcun modo. La cosa migliore è il rigore che si conquista: salta con un tocco sotto Ricchi e mette in mezzo un cross insidioso che costringe al tocco di braccio Gega. Preciso.

I come Indisponibili – la nota dolente è sempre la stessa, quella che riguarda gli infortunati. Salgono a dieci le partite senza Castaldo, mentre sei le gare in cui è mancato Izzillo, senza dimenticare che Icardi è sparito dai “radar” da due incontri a questa parte. In questo finale di campionato c’è bisogno di tutti: in settimana si potrebbe rivedere qualcuno.

L come Longo – prima rete in maglia rossoblù per l’attaccante originario di Barcellona Pozzo di Gotto. L’ultima volta era andato a segno il 13 ottobre 2019 quando al 91′ con la maglia del Potenza aveva realizzato il gol dell’1-0 nel match del “Viviani” contro il Teramo. Ma evidentemente il ragazzo ha un conto “aperto” anche con la Cavese: nella stagione 2018-2019 doppietta nel 4-0 finale dei lucani a spese dei blu-foncè. Bestia nera.

M come Monopoli – nel prossimo turno il calendario propone per la Casertana la trasferta al “Veneziani”, ma alla data di oggi appare difficile che la formazione rossoblù possa scendere in campo contro i monopolitani. Diciannove le positività (di cui undici calciatori) nel gruppo-squadra biancoverde e situazione in continua evoluzione. Come accaduto per il match contro il Palermo di questo fine settimana si va verso il rinvio.

N come Natalucci – padre italiano e madre della Repubblica Dominicana (ha vestito anche la casacca della Nazionale caraibica) per il classe 2000. Sulla carta è un terzino, ma nel primo tempo è una presenza costante in fase offensiva sulla fascia di competenza dove prova a mettere in difficoltà Rillo. Nel secondo tempo cala un po’ ed arriva il cambio con Nunziante. Comunque bravo.

O come Ottantanovesimo – gol-vittoria all’89’? L’ultima volta la scorsa stagione al “Pinto” in occasione del match di Coppa Italia contro il Bisceglie quando la rete di Starita fissò il risultato sul definitivo 2-1. In campionato, invece, bisogna tornare indietro alla stagione 2014-2015 quando Marano all’89’ mise a segno la rete del 2-1 sul terreno di gioco della Vigor Lamezia. A volte ritornano.

P come Pacilli – il più ispirato nel reparto offensivo nel corso del primo tempo: un paio di assistenze (22′ e 36′) non vengono sfruttate al meglio dai suoi compagni di reparto. Poco prima dell’intervallo (42′) prova a fare tutto da solo, ma Kucich, con una leggera deviazione, gli nega l’euro-gol dalla distanza. Nella ripresa va a segno dal dischetto: nella stessa porta, due stagioni fa, aveva realizzato una doppietta con la maglia della Viterbese sempre dagli undici metri. Specialista.

Q come Quarantuno punti in classifica – obiettivo salvezza raggiunto con sei giornate di anticipo rispetto alla conclusione della stagione. Alla fine di dicembre, dopo l’inopinata sconfitta al “Pinto” con la Viterbese, sembrava un traguardo quasi impossibile da raggiungere considerando i dodici punti all’attivo raccolti in quattordici incontri (media punti 0,85). Da gennaio è iniziato un nuovo campionato con ventinove lunghezze raccolte in sedici gare (1,81). E c’è pure il rammarico per qualche punto perso per strada.

R come Rosso – ha il compito (non semplice) di sostituire Turchetta, ma l’ex Mantova ci riesce nel migliore dei modi. Combina alla perfezione con Pacilli sfiorando la rete in un paio di occasioni. Nella ripresa sembra sparire un po’ dal gioco, ma ad un minuto dallo scadere confeziona lo splendido cross per la deviazione vincente di Longo. Assist-man.

S come Scarpa di Collegno – seconda gara diretta con la Casertana in campo dalla giacchetta nera piemontese e seconda vittoria dei falchetti. Alla formazione rossoblù con l’arbitro torinese era già andata bene in occasione della trasferta al “Ventura” di Bisceglie lo scorso mese di gennaio. Talismano.

T come Terza volta consecutiva – che la Cavese torna a mani vuote dalla trasferta al “Pinto”: 3-1 in favore dei falchetti nella stagione 2018-2019, 2-0 lo scorso campionato e 2-1 nel pomeriggio di ieri. Per ritrovare un risultato positivo dei metelliani al “Comunale” bisogna tornare alla stagione di serie D 1994-1995 quando il blu-foncè Russo impattò la rete casertana messa a segno da Sparacio.

U come Undici ammonizioni – (tralasciando quelle verso le panchine) a cui aggiungere anche due espulsioni per doppio “giallo”. La prestazione dell’arbitro appare ampiamente al di sotto della sufficienza sotto l’aspetto disciplinare. Torna la “sindrome da sbandieratore fiorentino” sia pure all’interno di una partita comunque dove non sono mancati colpi bassi. Di positivo dal punto di vista tecnico la concessione del calcio di rigore: ma era una massima punizione impossibile da non concedere.

V come Vittoria in rimonta – nella stagione in corso già era accaduto in occasione della trasferta di Pagani con le reti di Castaldo, Cuppone e Icardi dopo il momentaneo vantaggio azzurrostellato di Diop. Per ritrovare qualcosa di simile al “Pinto” bisogna tornare indietro al 14 aprile 2019 col Siracusa quando la doppietta di Castaldo ribaltò il gol aretuseo di Vazquez.

Z come Zero pubblico – desolatamente vuota (ma in linea con le “restrizioni Covid”) la tribuna del “Pinto”. Sarà stato anche per l'”irruzione” (con relativi controlli) delle Forze dell’Ordine di domenica scorsa, ma gli spalti del “Comunale” sono rimasti assolutamente deserti. Zero accrediti. In questo periodo non può essere altrimenti.

Nella foto @GiuseppeScialla la tribuna del “Pinto” desolatamente vuota in occasione del derby Casertana-Cavese

Iannitti&Fiorentino