La partita della Casertana dalla A… alla Z!

Tutto quello che si è visto (e non si è visto) al “San Nicola” nella gara con la Bari

A come Avella – bravo D’Ursi od errore di posizionamento dell’estremo difensore rossoblù in occasione del vantaggio biancorosso? La verità potrebbe anche stare nel mezzo, ma in questo pareggio della Casertana a Bari c’è anche la “mano sua”. Quattro gli interventi di rilievo: si comincia dall’angolo insidioso di Marras (3′) e si prosegue con la strepitosa respinta da sotto misura su Cianci (7′). Nella ripresa altri due piccoli “capolavori” su Antenucci (61′) e Rolando (63′). Decisivo anche stavolta.

B come Bari – che la Ternana sia meritatamente in testa al girone è fuori dubbio, ma che il Bari rischi di perdere anche il terzo posto potrebbe diventare un fatto sempre più concreto. Carrera (come Auteri prima di lui) ha in mano una “corazzata”: tutti attendono che, prima o poi, venga fuori. Ma di segnali di ripresa neanche l’ombra. Oggi avrebbe meritato la sconfitta e, per quello visto sul campo, non sarebbe stato neanche un risultato a sorpresa.

C come Carillo – non fa “specie” la sesta marcatura stagionale del capitano rossoblù dopo quelle con Potenza, Virtus Francavilla, Cavese, Catania e Catanzaro. La notizia è rappresentata dal fatto che, dopo cinque realizzazioni di testa, stavolta ad essere decisivo è stato il “piedone” del difensore casertano. Altra rete “pesante” per il centrale classe 1996.

D come Difesa rossoblù – alla vigilia dell’incontro la testa era già ampiamente “fasciata”. Con D’Ursi ci prenderanno da questa parte e con Marras dall’altra: in mezzo, poi, Antenucci e Cianci ci infileranno a loro piacimento. Le premesse, a dire il vero, c’erano tutte. Poi arriva la prestazione (certo sperata) ma che non ti aspetti. Promossa, in blocco, tutta la squadra a cominciare, ovviamente, dal quartetto difensivo. Su tutti i giovanissimi Ciriello (non vedeva il campo da dicembre, ultima gara disputata con la Viterbese) e Rillo (che ha sbagliato poco).

E come Espulsioni – ne mancano all’appello due ed entrambe ai danni di calciatori baresi. Meritevoli del rosso diretto sia la gomitata di Sabbione ai danni di Cuppone (53′) che quella di Semenzato su Rillo (65′), entrambe sanzionate solo col “giallo”. Dal punto di vista disciplinare sarebbe servita una ammonizione anche ai danni di Cianci per una entrata gratuita su Longo (84′). Direzione di gara insufficiente, ma il signor Bordin di Bassano del Grappa non ha “abboccato” ai due “tuffi” di Rolando al 70′ e 79′. Almeno quello.

F come Frattali – dopo aver dato ad Avella quello che è di… Avella, necessario riconoscere anche i meriti del portiere barese. Nella ripresa viene graziato prima da Cuppone (56′, dopo un “erroraccio” di Di Cesare) e poi da Turchetta (74′, conclusione a lato da ottima posizione). Il momento giusto per… capitolare sarebbe in pieno recupero quando Rosso si presenta solo davanti all’estremo difensore biancorosso. Il controllo dell’attaccante rossoblù non è dei migliori, il piede neanche quello giusto, ma l’intervento di Frattali è da “salva-risultato”. Eppure per il Bari questo pareggio ha lo stesso “sapore” della sconfitta.

G come Guidi – serviva una prestazione “d’autore” per far dimenticare in fretta e furia l’opaca e confusionaria gara di domenica scorsa col Bisceglie. Al “San Nicola” si è visto in campo una Casertana “di qualità e ben organizzata” come evidenziato dal tecnico rossoblù a fine partita. “Sono rimasto contentissimo perchè negli occhi dei ragazzi c’era il rimpianto di non aver vinto a Bari. L’ennesima risposta di un gruppo di ragazzi eccezionali”. Complimenti mister, davvero non era facile.

H come Hadziosmanovic – parte maluccio come un po’ tutta la squadra rossoblù. In difficoltà al 19′ quando regala un angolo al Bari, mentre qualche minuto dopo D’Ursi (il suo “uomo”) porta in vantaggio i biancorossi pugliesi. La partita rischia di mettersi definitivamente in salita per lui dopo il “giallo” (31′), ma l’italo-montenegrino viene, invece, fuori alla distanza. Ottima la pressione fino dalle parti di Frattali che porta alla conclusione Cuppone (56′). Precisa la chiusura su Rolando in cerca di rigori regalati (70′). Più che sufficiente.

I come Infortuni – la Casertana finisce (finalmente) una partita senza neanche un infortunato. La lista, quindi, non si allunga tenendo conto che l’infermeria della formazione rossoblù sembra ormai un… reparto di “lungodegenti”. Cinque le gare senza Izzillo, nove le partite senza Castaldo, mentre da metà dicembre si sono perse le “tracce” di Bordin, tralasciando gli infortunati storici. Contro il Bari, poi, mancavano pure Del Grosso e Icardi. Domenica prossima previsto il rientro dalla squalifica di Buschiazzo e Polito, mentre Ciriello e Hadziosmanovic vanno in “diffida”. Sliding doors in vista.

L come L’ultimo attacco – al 92′ l’ultima occasione per la Casertana per incamerare il bottino pieno. L’appoggio di Matos per Rosso sembra arrivare con un attimo di ritardo: dall’altra parte l’attaccante pare essere un attimo in… anticipo sul pallone. La conclusione che viene fuori è un po’ “masticata” ed il portiere biancorosso riesce a sventare in angolo. Peccato.

M come Millenovecentosettantuno – sedici maggio 1971: risaliva a questa data l’ultima rete della Casertana in quel di Bari. Il gol del piemontese Migliorati non servì ad evitare la sconfitta ai falchetti nel campionato di serie B. A distanza di cinquant’anni da quella realizzazione arriva il gol di Carillo che vale almeno un punto. Altro calcio, altri protagonisti… altro risultato!

N come Nono posto – decima piazza della classifica occupata stabilmente dalla Casertana. Il nono posto occupato dal Palermo, però, si avvicina ad una sola lunghezza, complice il turno di riposo previsto per oggi dal calendario per la compagine rossonera. Alle spalle dei falchetti “steccano” quasi tutte le altre, ad eccezione della Turris tornata al successo. Domenica arriva la Cavese: altri tre punti e si può già iniziare a pensare alla prossima stagione.

O come Obnubilamento – secondo Carrera, tecnico del Bari, il suo compito di allenatore deve lasciare spazio a… quello di psicologo del gruppo a sua disposizione. “Devo capire cosa scatta nella testa dei calciatori, devo ancora capire qual è il vero problema di questa situazione”. Nel frattempo che comprende nelle ultime tre gare ha rimediato la miseria di un punticino, peraltro immeritato. Parte con un modulo e ne cambia altri due a gara in corso. Alla fine è la sua confusione che si trasmette alla squadra in mezzo al campo.

P come Perrotta – “siamo entrati in campo senza cattiveria ed agonismo” commenta il difensore biancorosso a fine gara. Appurato che il Bari è in… confusione, ma che partita ha visto? I suoi compagni di squadra hanno… menato tutto quello che c’era da menare, a cominciare da Sarzi Puttini che al 35′ travolge, manco fosse un “Tir” lanciato a cento all’ora sull’autostrada, il malcapitato Matese. Nella ripresa, quando si è capito che la Casertana era un avversario meno “molle” di quanto ci si attendeva, è iniziato il gioco duro (ed intimidatorio) della compagine biancorossa. Solo gli errori dell’arbitro sotto l’aspetto disciplinare hanno consentito che la formazione di Carrera terminasse l’incontro in undici.

Q come Quarantacinquesimo minuto – chi di 45′ ferisce… di 45′ perisce. Più o meno (insomma…) il proverbio dice cosi. All’andata disputata al “Pinto” (espulsione di Konate poco prima dell’intervallo) il Bari era andato a segno con Antenucci proprio all’ultimo minuto del primo tempo, spianando la strada verso la vittoria esterna. Stavolta a “colpire” è stata la Casertana quando ormai la squadra biancorossa pensava di aver messo al sicuro il risultato. Chi la fa l’aspetti.

R come Reazione – “avevamo dentro una grande ferita dopo la partita di domenica scorsa. L’importante era reagire subito, come abbiamo fatto oggi”. Le parole sono quelle di capitan Carillo al termine dell’incontro. Effettivamente la sconfitta col Bisceglie resta un “cruccio” grande da dimenticare. Il pareggio di Bari riscatta una domenica negativa sotto tutti gli aspetti. Serviva una reazione ed è arrivata. Puntuale.

S come Sabbione – il peggiore nelle fila del Bari. Entra a cinque minuti dall’intervallo e vede passare sulla sua testa il pallone che Carillo spingerà in fondo al sacco. Nella ripresa (53′) rimedia una ammonizione per fallo su Cuppone e poi rifila una “botta” a Rosso al 77′. In mezzo un tentativo offensivo al 55′ quando cerca il piattone su traversone di Maita mandando il pallone in Curva ed un altro svarione in difesa sul quale per poco non ne approfitta Matos (85′). Non è arte sua.

T come T’aggia ‘mparà e t’aggia perdere – di grande esperienza la mediana del Bari con Maita e De Risio che per il raggruppamento sono un lusso. Ma il giovanissimo centrocampo casertano fa la sua ottima figura ribattendo colpo su colpo alle iniziative dei padroni di casa. Riaccende la “luce” Varesanovic e fa il “suo” anche Matese: il tutto sotto il “coordinamento tecnico” di un Santoro sempre sul “pezzo”. Gli occhi di molti club anche di serie A (pare sia spuntata anche l’Udinese) sul giovane centromediano classe 1999. Prima t’aggia ‘mparà e po’ t’aggia perdere.

U come Under – diciotto elementi contati nella distinta presentata dalla Casertana al direttore di gara. Sette “under” in campo che diventeranno nove al termine dell’incontro. Per una volta le “seconde linee” non fanno rimpiangere i titolari, e l’occasione è proprio la partita al più alto coefficiente di difficoltà. Molto bene.

V come Vanacore – un minuto di raccoglimento su tutti i campi di Lega Pro per Antonio Vanacore, allenatore in seconda della Cavese. La sua scomparsa ha gettato nello sconforto non solo la società metelliana, ma anche tutti i club con i quali il mancino di Pozzuoli aveva vissuto la sua lunga carriera calcistica. Tra questi anche la Casertana, con la maglia rossoblù indossata nella stagione di serie D 2001-2002. Come tutti abbiamo sperato fino all’ultimo che Tonino riuscisse a vincere la sua personale partita, a mettere a segno il gol più bello. Non è andata così: evidentemente il disegno di Dio su Vanacore era diverso. E così vogliamo immaginarlo, col suo sinistro velenoso che finisce direttamente all’incrocio dei pali della porta d’ingresso del Paradiso. Ciao Tonino.

Z come Zero Vittorie a Bari – il terreno di gioco di Bari da sempre “avaro” di soddisfazioni per la Casertana. I falchetti tornano a giocare nel capoluogo pugliese a distanza di trentotto anni dall’ultima volta (0-o in quella occasione da parte degli specialisti rossoblù dell’X guidati dal molfettese Salvemini) e rimediano un pareggio che, alla resa dei conti, va assolutamente stretto alla formazione rossoblù. Avrebbe potuto essere la prima vittoria della Casertana a Bari e la partita avrebbe assunto toni “epici”. Ci riproviamo l’anno prossimo.

Nella foto @GiuseppeScialla l’esultanza di Carillo dopo la rete dell’1-1 nella gara di questo pomeriggio al “San Nicola” contro il Bari

Iannitti&Fiorentino