La partita della Casertana dalla A… alla Z!

Tutto quello che si è visto (e non si è visto) al “Pinto” nella gara con il Bisceglie

A come Avella – mettergli sulla “coscienza” la corta respinta sul cross di Makota, preludio del gol-partita di Rocco, sarebbe troppo facile. In realtà la rete che regala il successo al Bisceglie è una colossale “dormita” di tutta la difesa, compreso Icardi che resta a guardare l’attaccante nerazzurro senza accennare ad un minimo contrasto. Bravo su Vitale al 14′ e sulla punizione di Giron ad inizio ripresa. Ma ormai il danno è fatto.

B come Bisceglie – seconda vittoria nella sua storia a Caserta. La prima volta era accaduto poco più di tre anni fa, esattamente il 10 dicembre 2017: stesso risultato (0-1) maturato con un rigore di Jovanovic alla fine del primo tempo. Partita che si concluse con una dura contestazione nei confronti dei dirigenti della Casertana. Evidentemente questo Bisceglie non porta… bene.

C come Cuppone – dopo nove minuti ha la possibilità di sbloccare il risultato. Buono il colpo di testa sul traversone dalla sinistra di Santoro, ma Spurio riesce a mettere in angolo con la collaborazione del palo. Altra buona occasione ad inizio ripresa, ma la sua girata di prima intenzione sfiora il montante alla destra dell’estremo difensore nerazzurro. Stavolta il tocco di “Re Mida” non funziona.

D come Decimo posto – in classifica per la Casertana. Risultati alla mano la formazione rossoblù è in calo: nelle ultime cinque partite sono arrivate tre sconfitte meritate (Avellino, Turris e Bisceglie), un pareggio (contro una Vibonese tutt’altro che insormontabile) ed una sola vittoria (a spese di una Virtus Francavilla apparsa, quantomeno al “Pinto”, in disarmo). Quattro punti all’attivo. Poco per poter sperare di migliorare l’attuale posizione in graduatoria.

E come Emergenza in difesa – quinto “giallo” stagionale prima per Buschiazzo e poi in rapida successione per Polito. Già nella giornata di oggi il Giudice sportivo fermerà per un turno i due difensori rossoblù che salteranno la trasferta infrasettimanale di Bari. Emergenza in difesa, quindi, considerando anche l’infortunio muscolare di Del Grosso. Otto, però, gli attaccanti a disposizione: ci toccherà fare una partita offensiva…

F come Fallo di confusione – all’89’ la Casertana va finalmente a segno, ma il direttore di gara annulla la conclusione vincente di Rosso. Cosa è successo? Un nugolo di calciatori resta a terra nell’area di rigore nerazzurra e l’arbitro vede un… fallo di confusione. Il pareggio, a dirla tutta, sarebbe stato un premio troppo grande per la Casertana vista al “Pinto”.

G come Guidi – “raggiungere presto la salvezza per poi proiettarci verso orizzonti futuri e scalare la classifica” aveva dichiarato Guidi ventiquattro ore prima della partita col Bisceglie. La prestazione della Casertana, invece, fa a “cazzotti” con le sue parole. Un passo indietro? Anche qualcosa in più, considerato che si è tornati alle pessime uscite del girone di andata. Mai vendere la pelle dell’orso prima di averlo ucciso.  

H come Hadziosmanovic – Valeau, Setola, Polito, Del Grosso, Rillo. Pensavamo che cinque terzini sinistri proposti dalla Casertana nel corso della stagione potessero bastare, invece no. Dopo l’infortunio del mancino giuliese tocca proprio ad Hadziosmanovic coprire quella fascia senza grossa fortuna. Al 58′ una sua respinta in area di rigore diventa un assist che, fortunatamente, Makota non sfrutta. Buona, invece, l’infilata in area al 62′ che Rosso manda direttamente in Curva Nord. Fuori ruolo.

I come Identificazione – operazione “zona rossa” di Polizia e Carabinieri scattata al “Pinto” pochi minuti prima del fischio d’inizio. Controllati ed identificati tutti i presenti, ma anche le motivazioni per le quali erano all’impianto di viale Medaglie d’Oro. Le Forze dell’Ordine sono arrivate addirittura alle cabine della stampa prendendo generalità e numeri di telefono dei giornalisti regolarmente accreditati. A quanto pare non dovrebbero aver identificato i calciatori rossoblù in mezzo al campo: eppure molti di loro non hanno giustificato in alcun modo la loro presenza sul terreno di gioco.

L come Lamentele – e mentre Polizia e Carabinieri facevano i loro controlli sulla Tribuna del “Pinto” chi si è fatto sentire per tutta la partita sono stati i “rumorosi” dirigenti del Bisceglie. Proteste a tutto spiano verso tutti e tutto: contro i calciatori della Casertana ma pure contro l’arbitro. Ed hanno pure vinto…

M come Makota – il franco-camerunense a gennaio era in lista di sbarco dal Bisceglie. Non in cima alle preferenze di Papagni fino alla gara del “Pinto” dove il “numero quattordici” nerazzurro si guadagna per la prima volta un posto da titolare: suo il cross da cui scaturisce il gol-vittoria pugliese. Egoista qualche minuto dopo quando preferisce la conclusione da posizione defilata piuttosto che l’assistenza per Rocco solo a centro area. Comunque imprendibile.

N come Numero 24 – che il caos regnasse sovrano al “Pinto” era chiaro: in mezzo al campo, sulla tribuna… ma pure nel magazzino. Ad inizio ripresa Carillo e Icardi si presentano in campo entrambi con la maglia numero “24”. Il doppione dura una decina di minuti quando il capitano rossoblù torna al canonico “13” cambiando la casacca a bordo campo.

O come Otto partite – alla fine della “regular-season”. Le prime due in rapida successione: si comincia già mercoledì prossimo con la trasferta di Bari. Poi si tornerà al “Comunale” di viale Medaglie d’Oro domenica con ospite la Cavese, tornata in campo solo ieri dopo l’emergenza-Covid che ha colpito la formazione blu-foncè.

P come Papagni – “catenaccio e contropiede” da parte del tecnico pugliese? Può darsi, ma alla vigilia pochi avrebbero scommesso qualcosa sulla vittoria del Bisceglie a Caserta. I nerazzurri, sia pure senza tre titolari, hanno giocato la partita della vita erigendo un vero e proprio “muro” davanti a Spurio contro il quale hanno cozzato sistematicamente i  casertani. Il resto lo ha fatto una difesa rossoblù ballerina come non si vedeva da tempo. Vittoria, comunque, meritata.

Q come Quarantadue reti – incassando un gol dal terzo peggior attacco del girone, la difesa della Casertana con quarantadue reti subite, si conferma come una delle più “perforate” di tutto il raggruppamento. Peggio dei falchetti solo la Turris a “quota” quarantotto. Decisamente troppe.

R come Rossoblù – l’ultima “apparizione” delle maglie a righe rossoblù addosso ai calciatori della Casertana risale al dieci gennaio con la formazione di Guidi superava il Catania al “Pinto” col risultato di 3-2. Poi la “scomparsa” della muta di maglie. A distanza di oltre due mesi sarebbe lecito attendersi una nuova fornitura da parte dell’azienda di materiale tecnico. Domanda: ma queste maglie debbono arrivare dall’Oregon (sede della Nike) o da Scafati? Mistero.

S come Sette sconfitte interne – per la formazione rossoblù in questa stagione. Per trovare lo stesso numero di stop al “Pinto” bisogna tornare al campionato di serie D 2012-2013. In serie C, invece, solo nel campionato di guerra 1942-1943 si raggiunsero le sette sconfitte. Sperando di non fare peggio quest’anno.

T come Turchetta – è la sua cinquantesima gara ufficiale con la Casertana, ma sicuramente non sarà ricordata come la migliore. Il “flauto” appare in condizione decrescente, o quantomeno è diventato prevedibile: Vitale in prima battuta e Altobello in seconda non dovrebbero essere ostacoli insormontabili per il suo talento. Eppure si perde anche lui nel marasma generale. Bocciato, come tutto l’attacco del resto.

U come Un tiro nello specchio della porta – quello già descritto di Cuppone al 9′ a cui aggiungere una “ciabattata” di Matese al 20′. Per il resto un “ciapa no” (cit. milanese, traduzione “a non prendere”) da parte degli avanti della Casertana. A Spurio non è parso vero non raccogliere neanche una volta il pallone in fondo al sacco.

V come Vona – prima della gara di Caserta solo in tre occasioni (tutte al “Ventura” con Teramo, Foggia e Viterbese) la retroguardia nerazzurra non aveva incassato almeno un gol. Merito non solo del romano ex Castrovillari, ma pure di Altobello e Priola che, rispetto alla gara col Catania, non hanno concesso neanche un millimetro agli attaccanti rossoblù. Bunker.

Z come Zagaria – in panchina nelle ultime sei gare il ragazzino classe 2002 viene proposto da Papagni col chiaro compito di “mordere” le caviglie a Santoro e mettergli pressione in fase di impostazione. Il giovane centrocampista riesce alla perfezione nel suo intento costringendo, inoltre, anche Buschiazzo al fallo da ammonizione. Esce, stremato, per crampi: prestazione di grande sacrificio.

Nella foto @Giuseppe Scialla la rete di Rocco che ha deciso Casertana-Bisceglie

Iannitti&Fiorentino