Al “Pinto” un Bisceglie con l’acqua alla gola

Penultimo posto in classifica per i nerazzurri di Papagni: serve una impresa per evitare i “play-out”

A distanza di poco meno di due mesi dalla partita di andata disputata al Ventura Casertana e Bisceglie tornano ad affrontarsi nel pomeriggio di domenica al Pinto. Formazione nerazzurra che ha subito pochi cambiamenti rispetto all’undici di partenza proposto nel match dello scorso 20 gennaio. La novità più importante è costituita dal tecnico Aldo Papagni chiamato a sostituire Giovanni Bucaro dopo la sconfitta rimediata contro la Cavese.

In sette gare di campionato il nuovo allenatore ha collezionato una vittoria interna con la Viterbese, tre pareggi (nell’ordine Avellino, Turris e Monopoli) ed altrettante sconfitte (Palermo, Juve Stabia e nell’ultima giornata col Catania). Cammino che ha relegato i nerazzurri al penultimo posto della graduatoria ed ora nelle nove partite che mancano al termine della regular-season sarà necessaria una vera e propria impresa per evitare i play-out.

Relativamente allo schieramento proposto, il tecnico Papagni passa da un tre-quattro-uno-due interno ad un più prudente tre-cinque-due visto all’opera in trasferta.

Tutto ruota attorno al centrocampista Cittadino (maglia numero 8, classe 1994), vero e proprio perno della squadra pugliese ed autore di ben otto realizzazioni nella stagione in corso. L’ex Foggia a gennaio è stato al centro di numerose richieste di mercato, ma alla fine la società nerazzurra è riuscita a trattenerlo. Insieme a lui in mediana dovrebbero essere proposti sia Romizi (20, 1990) che Maimone (23, 1994). In età di Lega le alternative rappresentate da Casella (21, 2000) e Zagaria (13, 2002, utilizzato più che altro da esterno di centrocampo nella precedente gestione Bucaro), senza dimenticare il trequartista Ferrante (15, 2002) che dopo il positivo esordio della passata stagione sta trovando poco spazio nel campionato in corso chiuso da un reparto offensivo a dir poco affollato.

Infatti se la mediana è il reparto che offre il minor numero di soluzioni allo staff tecnico, per quanto riguarda l’attacco tante le alternative a disposizione di Papagni. Nelle ultime giornate l’allenatore nerazzurro ha puntato su Cecconi (9, 1995, ha esordito proprio contro la Casertana) facendo girare attorno alla punta di origini riminesi gli altri attaccanti a sua disposizione. Chi ha risposto finora meglio dal punto di vista realizzativo è stato, invece, il giovane siciliano Musso (18, 1999, quattro reti, suo il gol della vittoria sulla Viterbese), lo scorso anno con la maglia della Paganese ma arrivato a titolo temporaneo dalla Salernitana. In calo, invece, il rendimento di Mansour (7, 1995) e Sartore (24, 1995) che sembravano meglio coniugarsi col quattro-tre-tre di Bucaro della prima parte della stagione. Pronti all’occorrenza sia Rocco (11, 1990) che Makota (14, 1992), col franco-camerunense che sembrava in lista di sbarco nel mercato di riparazione ma alla fine è rimasto in maglia nerazzurra. Un paio di apparizioni da titolare anche per Pedrini (28, 2000) giunto in prestito dall’Atalanta, mentre mai utilizzato da Papagni l’altro under Vitale (19, 2000) che non scende in campo dalla gara interna col Bari dello scorso 17 gennaio.

Per quanto riguarda, invece, il pacchetto difensivo sono in quattro a giocarsi le tre maglie da titolare considerata la più che probabile indisponibilità di De Marino (4, 2000). Non dovrebbero mancare Priola (5, 1990) e Altobello (26, 1990): reparto che potrebbe essere completato nella zona mancina da Bassano (27, 1999) che ha scalzato nelle preferenze del nuovo allenatore il più esperto Vona (6, 1996).

A fungere sia da supporto in retroguardia che da appoggio in mediana i due esterni: se sulla corsia mancina l’ex Potenza Giron (3, 1994) rappresenta una garanzia, grosso punto interrogativo sulla fascia opposta che dovrà fare a meno dello squalificato Tazza (25, 1998), appiedato per un turno dal Giudice sportivo per cumulo di ammonizioni. L’unica alternativa ruolo-per-ruolo all’ex Paganese nell’organico nerazzurro è costituita da Gilli (16, 2000) sceso in campo solo nelle battute conclusive della gara col Palermo. Non è da escludere, in tal senso, qualche soluzione differente da parte di Papagni. Ancora più remota la possibilità di vedere in campo il giovanissimo Barletta (2, 2003), aggregato comunque in pianta stabile alla prima squadra nerazzurra.

Infine tra i pali due gli estremi difensori che si sono alternati fino a questo momento della stagione. Nelle ultime cinque giornate fiducia riposta in Spurio (22, 1998) che pare aver sopravanzato il più giovane Russo (1, 2000) utilizzato in diciotto delle ventisette gare complessivamente disputate. In organico pure Loliva (12, 2000) visto soltanto in panchina.

Nella foto @GiuseppeScialla il centrocampista nerazzurro Cittadino in Bisceglie-Casertana della gara di andata al “Ventura”

Massimo Iannitti