La partita della Casertana dalla A… alla Z!

Tutto quello che si è visto (e non si è visto) al “Liguori” contro la Turris

A come “Amerigo Liguori” – che il terreno di gioco corallino fosse stato spesso avaro di soddisfazioni per i falchetti era fatto risaputo. Ma nella gara di ieri la speranza della Casertana di tornare a casa con un risultato positivo era quanto mai viva. Niente da fare: undicesima sconfitta in ventidue apparizioni a Torre del Greco. L’ultimo ko al “Liguori” riportava la stagione 2009-2010: stesso risultato, 2-1 per i padroni di casa.

B come Bagno d’umiltà – che chiede il tecnico Guidi. Quando ci sono stati meriti da dividere l’allenatore li ha distribuiti copiosamente al gruppo senza tenerne per se neanche… mezzo. Dopo la gara con la Turris il toscano presenta il “conto” ai suoi contestando una prestazione ben al di sotto della sufficienza. “Necessario tornare coi piedi per terra perchè qualcuno ha fatto voli pindarici. Errori troppo banali per essere veri”. E certi errori si stanno ripetendo dall’inizio della stagione.

C come Cuppone – “Houston, abbiamo un problema”. E questo problema si chiama Cuppone che dopo la chiusura del mercato di gennaio è un calciatore “differente” da quello ammirato nella prima parte della stagione. Probabilmente mal servito dai compagni di squadra (l’unica assistenza “decente” è addirittura di Varesanovic al 28′, ed il controllo si trasforma in passaggio per Pacilli), ma la sua partita è tutto “fumo senza arrosto”. Corre tantissimo ma assolutamente a vuoto e Lorenzini fa un figurone non concedendogli nulla. Non ci meraviglieremmo di ritrovarlo in panchina mercoledì prossimo.

D come Da Dalt – suo il “cadeau”, sotto forma di disimpegno sbagliato, che porta al momentaneo vantaggio casertano siglato da Pacilli su assistenza di Turchetta. Poi l’esterno argentino ingrana la “quarta” ed inizia a macinare chilometri sulla fascia di competenza. Polito se lo perde in continuazione (e rimedia una ammonizione che inciderà sulla sua sostituzione) ed anche quando tocca a Rillo il risultato non cambia. Perfetta al 64′ la partenza sul filo del fuorigioco e l’assistenza a centro area che prima Boiciuc e poi Alma dilapidano. Imprendibile.

E come Esempio – utilizzato prevalentemente come esterno di centrocampo, la situazione di necessità porta Caneo a riproporlo come difensore nel terzetto di retroguardia. Si incolla a Turchetta e, spesso con la collaborazione di Da Dalt, lo limita ai minimi termini. Classe 1999 “buoni” nel girone ce ne sono, basta trovarli… 

F come Fascia Sinistra – ha cominciato Valeau, ha proseguito Setola e poi sono arrivati Del Grosso, Polito e Rillo. La corsia mancina della retroguardia rossoblù è una sorta di “buco nero” nella stagione della Casertana nel quale, a turno, sono caduti tutti (compreso il più esperto, “affossato” da Partipilo nella trasferta di Terni). Da quella parte dell’attacco avversario sono arrivati una infinità di gol incassati dalla formazione di Guidi. “Film” già visto e rivisto anche a Torre del Greco. Horror naturalmente.

G come Giannone – che partisse come attaccante esterno a destra piuttosto che come trequartista lo sapevano anche i “muri” dell’impianto di Torre del Greco. Guidi dalle sue parti gli mette addosso Polito senza grosse fortune. Quando il mancino classe 1989 si trova, poi, davanti Rillo non gli sembra vero potersi conquistare un rigore “facile facile”. Nona rete stagionale per un calciatore che a Catanzaro davano per finito.

H come Hadziosmanovic – dalle sue parti Romano non è un “fulmine di guerra” ed è anche fuori ruolo. Eppure ci mette un po’ di tempo prima di prendergli le misure. Al 50′ da “brividi” la scivolata sullo stesso centrocampista col direttore di gara che propende per la simulazione di fallo. Ammonizione “legittima”, poi, al 71′ che gli costerà la “diffida”. Mai visto in avanti: l’unica cosa buona una “diagonale” al 49′ su iniziativa dal lato opposto di Giannone. Nientepopodimenoche

I come Infortuni&Infortunati – ha cominciato Castaldo, sparito per quattro giornate dopo l’esordio stagionale a Potenza. Poi Matarese a Teramo, quello di Bordin a Palermo fino ad arrivare al crociato “saltato” di Konate. Ieri in panchina c’erano Del Grosso e Castaldo, al rientro dai rispettivi problemi fisici. Domanda… ma nell’ultima mezz’ora non potevano essere proprio utilizzati? No? Ed allora cosa li abbiamo portati a fare in panchina? Una gita a Torre del Greco?

L come Lorenzini – seconda rete in ventiquattro apparizioni con la maglia corallina. Con la casacca della Casertana per vedergli fare due gol abbiamo dovuto attendere ben ottantotto incontri. Quando era in rossoblù ed aveva palla tra i piedi era un tormento unico e raramente “azzeccava” un passaggio. Nella gara di ieri annulla Cuppone e comanda alla perfezione una difesa biancorossa che concede poco o nulla. Segna ma non esulta: ah, voleva pure esultare?

M come Modulo – “abbiamo provato qualcosa di diverso” l’indizio alla vigilia del tecnico rossoblù. Con tutti gli attaccanti che la Casertana ha in organico il “quattro-due-tre-uno” (poi corretto nella ripresa in “quattro-tre-tre” e riproposto nuovamente nelle battute finali) ci può stare ed è anche qualcosa di interessante in proiezione futura. Fatto sta che quattro punte hanno prodotto la miseria di due tiri in porta in oltre 90′ di gioco. E questo non ci può stare.

N come “Numero” – “se dovesse arrivare un calciatore deve essere pronto, alzare il livello e non fare solo numero. Altrimenti restiamo così” cosi Guidi nella conferenza stampa pre-gara. Che sul mercato degli “svincolati” sia rimasto ben poco è cosa certa. Ma l’errore sembra essere stato fatto nel mercato di riparazione rimpinguando all’infinito il reparto d’attacco (dove ci sono almeno due elementi che non stanno trovando in alcun modo spazio) a scapito di difesa e centrocampo. Gli infortunati ci sono, i “diffidati” pure… e quando si gioca con qualcuno “fuori ruolo” (o “fuori campionato”) questi sono i risultati.

O come Otto ammonizioni – più che un direttore di gara romagnolo il signor De Tommaso di Rimini sembrava uno “sbandieratore fiorentino”. Alla sua seconda gara in assoluto nel girone meridionale di Lega Pro commina ben otto “gialli” che sono una esagerazione per un derby tutto sommato senza grosse “scintille” in mezzo al campo. Sotto l’aspetto tecnico, invece, decisioni condivisibili a cominciare dal rigore. Ed a chi si lamenta che “il fallo è cominciato fuori dall’area” consigliamo di andarsi a rileggere il Regolamento. Attentamente…

P come Pacilli – il gol messo a segno testimonia un momento positivo di condizione già evidenziato nella trasferta di Catanzaro. Avrebbe meritato anche il bis, ma il portiere corallino gli nega con un buon intervento la doppietta personale. Rivede la rete gonfiarsi dopo oltre un anno: l’ultima realizzazione risaliva a Teramo-Viterbese del 25 settembre 2019. Bentornato.

Q come “Qualcuno che ha giocato poco finora”… – “oggi ha capito perchè” commenta a muso duro Guidi a fine partita. Il messaggio è rivolto a chi nel corso della stagione ha “assaporato” più degli altri quello che una volta era il legno della panchina. Una considerazione, peraltro, già conosciuta: le “seconde linee” di questa Casertana non sono in alcun modo a livello delle “prime”.

R come Rosso – praticamente “invisibile” per tutto il primo tempo. Nella ripresa sembra partire meglio quando viene dirottato in posizione centrale, ma alla fine si perde nel “marasma” generale anche lui. Tenta il “gol impossibile” in forbice aerea al 67′ sul traversone di Rillo. Appunto, impossibile. 

S come Sconfitte – con questa fanno dodici equamente divise tra gare interne ed esterne. Quasi il cinquanta per cento delle gare complessivamente disputate dalla Casertana fino a questo momento della stagione. L’ultimo pareggio oltre quattro mesi fa al “Partenio” contro il Catanzaro. Eppure ad un certo punto dell’incontro per un “punticino” con la Turris ci avremmo messo la firma.

T come Turris – al triplice fischio finale resta un dubbio: per modificare l’inerzia del campionato corallino c’è voluto il cambio dell’allenatore o la pessima Casertana di ieri pomeriggio? In ogni caso arriva una vittoria che mancava da due mesi e per Caneo (considerate le tante assenze) è un esordio sicuramente positivo per quello che si è visto sul terreno di gioco. Certe partite si vincono con la sciabola e non certo col fioretto.

U come “Un minuto in più per questa cosa”! – qualche settimana fa quelli del Potenza si lamentarono al “Pinto” per i palloni improvvisamente… spariti con la Casertana a difesa del minimo vantaggio. A Torre del Greco dimostrano di non avere questi… problemi: per perdere qualche attimo compare dalla panchina corallina un secondo pallone in mezzo al campo. Immediato il “rimbrotto” dell’arbitro: “un minuto in più di recupero per questa cosa. Non è professionale”. Ripensandoci bene una circostanza uguale la vedemmo anche a Caserta qualche anno fa contro il Nola: ma si era in Eccellenza non in Lega Pro.

V come Varesanovic – gli infortuni e le squalifiche gli regalano una “chance” da titolare dopo l’ultima esperienza tutt’altro che positiva a Foggia. Un paio di buone assistenze dalla trequarti verso gli avanti rossoblù, ma poi si “perde” Lorenzini in occasione del gol del pareggio corallino. Scompare nella ripresa, un po’ come tutti. Se questo di Torre del Greco era l'”esame di riparazione” per il giovane centrocampista è arrivata l’ennesima bocciatura.

Z come Zero punti – in due gare contro Avellino e Turris. La classifica al momento non è certo preoccupante (decimo posto per questo turno al sicuro), ma all’appello mancano ancora undici partite e bisogna ancora mettere la parola “fine” al discorso salvezza. Si comincia da mercoledì prossimo quando al “Pinto” sarà di scena la Virtus Francavilla. Vietato sbagliare.

Nella foto @GiuseppeScialla l’intervento di Abagnale su Pacilli al 28′ del primo tempo quando Turris e Casertana erano ancora sul risultato di parità

Iannitti&Fiorentino