Ranieri: “Turris e Casertana con il mio cuore spezzato in due”

Le parole dell’ex centrocampista che negli anni Settanta ha indossato le maglie dei falchetti e della formazione corallina

Caserta e Torre del Greco. Sono stati cinque anni splendidi“. Un calcio profondamente diverso dall’attuale quello che racconta Bruno Ranieri, mediano classe 1952 che nella sua lunga carriera ha indossato, tra le altre, le casacche dei falchetti e della compagine corallina.

A Caserta sono arrivato nell’estate 1973 dopo che nella stagione precedente avevo esordito nella massima serie col Napoli – continua l’ex centrocampista – La trattativa fu portata avanti da Cominato (direttore tecnico dei falchetti all’epoca, ndr) che riuscì a convincere il direttore generale partenopeo Janich. Ho saltato pochissime partite in tre stagioni. Quella che ricordo con maggiore affetto è sicuramente la prima con Pasinato sulla panchina. Una squadra composta da tantissimi giovani, ma tutti di grande valore. Alla fine fu un terzo posto finale alle spalle di Pescara e Lecce, ma per un certo periodo del torneo quella Casertana fu in lotta per la promozione in serie B“.

Ricordi quelli di Ranieri legati al calcio, ma non solo.”C’era la partita la domenica e basta. Ma durante la settimana si viveva la città e soprattutto i compagni di squadra. Da scapolo dividevo la camera con Mimmo Di Maio e ci sentivamo dei privilegiati: in camera c’era la televisione, il frigorifero e persino il ventilatore, un vero e proprio lusso per l’epoca. Spesso venivano a trovarci Pasinato e Cominato. Nascevano in questo modo profonde amicizie che non potevano che avere riflessi positivi anche sul terreno di gioco“.

Dopo la prima con Pasinato alla conduzione tecnica altri due campionati in rossoblù. “Più difficili sotto il profilo dei risultati – il ricordo di Ranieri – Nel 1974 anche il dramma del rapimento del presidente Moccia che scosse tutto l’ambiente. Nella stagione seguente arrivò sulla panchina Nedo Sonetti con il quale eravamo stati compagni di squadra nella Reggina all’inizio degli anni Settanta insieme a Fazzi. La retrocessione in serie D fu l’unico neo di un triennio importante sotto l’aspetto calcistico e formativo“.

E in quei tre anni a Caserta Ranieri ha trovato anche moglie. “E’ casertana e nonostante i tantissimi anni passati a San Benedetto del Tronto dove tuttora viviamo rimane legatissima alla sua città. Il compianto Marco Fazzi e sua moglie Fiorella sono stati i nostri testimoni di nozze. Un’ennesima testimonianza delle forti amicizie che si creavano nel gruppo dei calciatori“.

Dopo 119 gare disputate con la maglia della Casertana nell’estate 1976 il passaggio alla Turris. “A dire il vero la società rossoblù mi aveva ceduto alla Pistoiese per la cifra di cento milioni delle vecchie lire – le parole di Ranieri – Al tempo non esistevano accordi pluriennali ed il calciatore era a vita di proprietà del club di appartenenza. Non c’erano i procuratori ed ogni anno dovevi ridiscutere l’ingaggio: se non trovavi un accordo venivi messo fuori rosa a minimo di stipendio. Nella peggiore delle ipotesi si poteva rinunciare al trasferimento. Ero già pronto per andare a Pistoia quando arrivò la Turris che offrì alla società toscana due calciatori (il difensore La Rocca e l’attaccante Luzi, ndr) per avermi. E’ cominciato così il mio biennio a Torre del Greco“.

Due stagioni in biancorosso comunque positive per l’ex centrocampista. Sesto posto finale il primo anno alle spalle, tra le altre, di un imprendibile Bari. Nel successivo campionato, poi, un piazzamento utile per accedere alla C1 introdotta nella stagione 1978-1979 a seguito della riforma voluta dalla Federcalcio. “Indipendentemente dai risultati di Torre del Greco ho un bellissimo ricordo e sono certo che sia lo stesso per la tifoseria corallina nei miei confronti. Pur essendo originario di Torre Annunziata, e conoscendo la rivalità esistente tra i due centri, come impegno sul campo sono stato sempre portato come esempio. Per me questo è motivo di grande soddisfazione. Anche di quella esperienza sono rimaste le amicizie. Ho vissuto due anni a Torre del Greco e conosciuto profondamente l’ambiente a cui sono rimasto legato“.

Oltre 70 presenze con la casacca della Turris e poi il salto in serie B con la Nocerina dove ritroverà, tra gli altri, anche Grava, compagno di squadra ai tempi della Casertana. A seguire la chiamata da parte del Cosenza in C2. “Nonostante la retrocessione con la Nocerina venivo da un campionato disputato nella categoria cadetta e di scendere in C2 non ne volevo sapere. A convincermi fu proprio Sonetti che era stato chiamato alla guida della formazione calabrese. E dal punto di vista calcistico la mia esperienza a Cosenza ha segnato una svolta decisiva nella mia carriera“.

Primo posto in classifica nella stagione 1979-1980 e promozione in C1 per i lupi della Sila. L’anno successivo il passaggio alla Sambenedettese ancora con Sonetti in panchina e passaggio in serie B. E proprio a San Benedetto del Tronto, dove ha giocato per sette campionati, Ranieri ha messo radici.

Intanto sabato all’Amerigo Liguori in programma Turris-Casertana. “Seguo la Sambenedettese, ma anche il girone meridionale di Lega Pro. La Turris è in un momento di stanca dopo una prima parte della stagione assolutamente positiva – il commento del doppio ex – Mi spiace per Fabiano che resterà un allenatore importante nella storia della società corallina. Li ha riportati dopo tanti anni in serie C e questo è un merito che nessuno potrà togliere al tecnico. La Casertana è una formazione in pieno recupero. Sono dell’idea che non sarà una partita facile per nessuno“.

Di pronostici neanche a parlarne. “No, assolutamente. Casertana e Turris sono entrambe parte del mio cuore. E sabato vedendo la partita avrò il cuore spezzato in due” le parole conclusive di Ranieri.

Nella foto una immagine di Casertana-Turris disputata al “Pinto” il 4 novembre 1973 con Bruno Ranieri inseguito dal corallino Sergio Gardini

Massimo Iannitti