La partita della Casertana dalla A… alla Z!

Tutto quello che si è visto (e non si è visto) al “Pinto” contro l’Avellino

A come Aloi – tre falli ognuno dei quali meritevoli di ammonizione, ma alla fine per lui c’è “solo” il decimo giallo in campionato. Il direttore di gara lo “grazia” al 6′: fallo netto e da dietro su Izzillo (che porterà all’infortunio del centrocampista rossoblù) sul quale l’arbitro si limita a concedere un calcio di punizione. Il cartellino arriva al 57′ e poi sei minuti dopo altra entrata dura su Santoro. Cattivo l’ex Trapani, ma in un campionato del genere serve anche quello. 

B come Braglia – il doppio “ko” rimediato con la Casertana dal suo Cosenza in campionato è stato completamente vendicato. Già nella stessa stagione 2017-2018 riuscì a sbattere fuori dai “play-off” la Casertana grazie ad un pareggio. Nel campionato in corso vittoria al “Partenio” ed al “Comunale”. Classe 1955: ma in pensione non ci va?

C come Castaldo – si perde probabilmente l’ultima occasione della carriera di sfidare il “suo” Avellino con cui ha giocato sei stagioni. L’infiammazione al ginocchio che lo tiene fuori nel derby di ieri sera fa la somma con l’assenza nell’incontro di andata, ma pure con l’infortunio alla caviglia che lo costrinse a saltare la partita della scorsa stagione. Pensandoci bene con la Casertana al “Partenio” non ha giocato neanche nelle due gare interne dei falchetti con Ternana e Catanzaro. Evidentemente proprio la parola “Avellino” gli crea infiammazione.

D come direttore di gara – detto del clamoroso “abbaglio” in occasione della “non ammonizione” ad Aloi dopo appena 6′ di gioco resta da domandarsi il motivo della terza designazione stagionale (record) del signor Marcenaro di Genova per le gare dell’Avellino. La serie positiva irpina con la giacchetta nera ligure prosegue: nel campionato in corso tre gare in trasferta ed altrettante vittorie. Talismano.

E come Esame di maturità – dopo i successi con Teramo e Catanzaro “tutti” avevamo iniziato a fare “voli pindarici” ipotizzando questa o quell’altra posizione nella “griglia play-off”. La sconfitta con l’Avellino fa ritornare “tutti” con i piedi per terra. Esame di maturità fallito, ma sicuramente quello con la compagine irpina non era dei più semplici. 

F come Forte – è uno dei tanti ex che propone il derby, ma la serata del suo ritorno a Caserta è di tutta tranquillità. Mai impegnato dagli avanti rossoblù se non in qualche intervento che rasenta l’ordinaria amministrazione. Nel rapporto gare giocate/gol subiti è il portiere meno battuto di tutto il girone: ci sarà un motivo.

G come Guidi – “abbiamo sentito l’importanza della partita e c’era troppo voglia di fare bene. Secondo tempo più equilibrato, ma ci è mancata la fortuna di un episodio a favore” ” commenta l’allenatore rossoblù a fine partita. Mister, mi sa che il “jolly” per questa settimana ce lo eravamo già giocati a Catanzaro con l’autorete di Scognamillo.

H come Hadziosmanovic – considerando che dalla sua parte Tito arriva da lontano non ha un vero e proprio avversario da tenere d’occhio. Nel primo tempo “naviga” nella mediocrità al pari di tutti i suoi compagni di squadra, mentre nella ripresa quando capisce che non c’è più bisogno di fare la guardia al “bidone della benzina” si propone con continuità in avanti. Ma è tardi per lui ed è tardi per tutti.

I come Infortuni – alla fine della stagione mancano ancora dodici partite (giusto un terzo del campionato) ed a questo punto bisogna iniziare a fare i conti anche con gli infortuni. Non considerando quelli “storici” di Matarese e Castaldo (l’attaccante ha giocato giusto la metà delle gare disputate), già nell’incontro con l’Avellino lo staff tecnico ha dovuto fare a meno di Bordin e Del Grosso ed, a match in corso, anche di Konate e Izzillo che probabilmente salteranno anche la sfida del “Liguori” contro la Turris. In arrivo anche la squalifica di Icardi. Sarà emergenza.

L come Luigi Silvestri – difensore irpino classe 1993. Due settimane fa il gol (decisivo) da distanza siderale contro il Palermo. Al “Pinto” ha il merito di sbloccare il risultato di testa sfruttando un “blocco” di Carriero e D’Angelo ai limiti dell’area di rigore. Prestazione maiuscola con la sola piccola sbavatura di una ammonizione evitabilissima al 77′.

M come Matos&Matese – il portoghese magari “potrà anche dire la sua” in questo campionato, ma non certo con l’Avellino. Cozza sistematicamente su Miceli che non gli lascia neppure un centimetro, ed il cambio ad inizio ripresa è inevitabile. Per quanto riguarda il giovane centrocampista entra dopo appena 10′ al posto dell’infortunato Izzillo: corre (spesso a vuoto), lotta (pagando dazio fisicamente) e contrasta (senza grosso successo). Tanto rumore per nulla.

N come Non pervenuta – metti il primo tempo e considera pure la ripresa della Casertana vista in campo contro l’Avellino c’è poco da salvare. L’impressione di fondo è che in certe zone del campo (difesa e, soprattutto, centrocampo) le “seconde linee” non siano allo stesso livello delle prime. Senza il miglior Izzillo in mediana la formazione rossoblù si perde, e fanno una pessima figura anche i compagni di reparto Icardi e Santoro. Incompleto.

O come Off-side? – nella gara di andata fu un gol in fuorigioco di Maniero a spianare definitivamente la strada al successo irpino. Dubbio simile in occasione del raddoppio di Bernardotto: traversone lungo di Tito per il “piattone” di Carriero e sulla ribattuta di Avella il “tap-in” vincente di Bernardotto. Off-side? No. A tenere in gioco l’attaccante ex Vibonese è Rillo.

P come Primo tempo – dove l’Avellino ha “nascosto” il pallone alla formazione rossoblù non concedendo nulla. Gli irpini mettono a segno due reti in 34′ di gioco e chiudono con larghissimo anticipo il derby del “Pinto”. Seconda frazione di gioco praticamente inutile, figuriamoci i quattro minuti di recupero.

Q come Quello che si è visto – se la Ternana è “fuori categoria” ed il Bari è una squadra di serie B che stenta a ritrovarsi in Lega Pro, l’Avellino è una formazione perfetta per “la categoria”. Senza i fenomeni di Lucarelli la compagine irpina (che ha scelto di non fare “minutaggio”) sarebbe prima in classifica. Tanta esperienza e tutti al posto giusto. Diranno la loro nei “play-off”. 

R come Rillo – l’indisponibilità di Del Grosso gli “regala” una maglia da titolare. Non sembra soffrire in alcun modo l’emozione, anche se i compagni di squadra nelle prime battute sembrano… evitarlo. Forse qualche responsabilità sul secondo gol quando si perde Carriero con “concorso di colpa” da parte di Icardi, ma nel complesso uno dei “meno peggio” nella formazione rossoblù. Ma non è Del Grosso…

S come Salvezza – vittorie di Bisceglie e Paganese mentre cade per la terza volta consecutiva la Cavese. Un punticino anche per il Potenza. Zona “play-out” ancora ben distante, ma a questo punto meglio cercare di mettere al sicuro quanto prima la salvezza in questa parte conclusiva della stagione. Si comincia con la Turris che ha appena mandato a casa il tecnico Fabiano. 

T come Tito – l’ex rossoblù incarna alla perfezione il ruolo di “braccetto” sulla corsia mancina dell’Avellino. Più che un terzino una vera e propria ala sinistra che sforna in continuazione traversoni pericolosissimi per la retroguardia rossoblù. Suo lo “zampino” in entrambe le realizzazioni biancoverdi. Assist-man.

U come Un tiro – all’attivo della Casertana in tutto l’incontro ed a dirla tutta neanche nello specchio dei pali. E’ quello di Turchetta al 44′ con la conclusione che trova la deviazione di un difensore biancoverde e si spegne sul fondo poco lontano dalla porta difesa da Forte. Troppo poco per impensierire questo Avellino.

V come Varesanovic – dopo quattro partite vissute in panchina (l’ultima gara a Foggia) la panchina rossoblù gli riserva di ultimi venti minuti quando ormai la partita è da parecchio ai titoli di coda. Sforna un colpo di tacco in piena area di rigore che serve poco o nulla, e trova anche il tempo di rimediare una ammonizione. C’è il rischio concreto che sabato con la Turris tocchi a lui…

Z come zero in coerenza – utilizziamo il… mezzo pubblico per una comunicazione privata. Il messaggio è indirizzato a quelli che ci “bannano” eppure continuano a leggerci, che ci ignorano eppure ascoltano con attenzione ogni singola parola che diciamo, che fanno finta che non esistiamo eppure non perdono occasione di parlare (male ovviamente) di noi. Noi andremo avanti fin quando le forze (e la voglia) ce lo consentiranno. Col nostro modo di fare informazione e di essere tifosi (e già, siamo pure tifosi). E soprattutto con la nostra coerenza. Proprio quella che vi manca.

Iannitti&Fiorentino