L’Avellino di Braglia: qualità e quantità

Biancoverdi ospiti domenica al “Pinto” imbattuti da nove gare e che sono reduci da tre vittorie consecutive

Nove gare senza sconfitte: sette successi ed appena due pareggi dopo la sconfitta del 20 dicembre scorso a Bari. Nel conto anche tre partite senza incassare alcun gol. Secondo posto in classifica per l’Avellino, avversario nella serata di domenica della Casertana al Pinto. Tifosi biancoverdi che già pregustano (a meno di un clamoroso calo della Ternana nella parte finale della stagione) una cavalcata trionfale nei play-off come già accaduto al loro tecnico Piero Braglia nella stagione 2017-2018 quando era alla conduzione del Cosenza.

Nel mercato di gennaio pochi e mirati ritocchi per l’Avellino. Anche per questo motivo la formazione irpina sarà molto simile a quella che lo scorso 25 ottobre superò (non senza polemiche) i falchetti al Partenio. Qualche movimento in entrata (in difesa ed a centrocampo senza toccare il reparto offensivo) da parte del club biancoverde, ma pure qualche uscita che ha riguardato principalmente elementi che avevano trovato scarso impiego nella prima parte della stagione o giovani trasferiti in prestito. Ma soprattutto gerarchie in mezzo al campo che si sono consolidate.

Sotto l’aspetto tattico il tecnico irpino è tornato da qualche settimana al canonico tre-cinque-due, dopo aver sperimentato anche il quattro-quattro-due in una fase del campionato.

A guardia della porta irpina l’ex rossoblù Forte (maglia numero 22, classe 1991) che rappresenta una garanzia assoluta nella categoria e che è imbattuto da 326′ di gioco. Nel ruolo di vice un altro elemento di esperienza come Pane (1, 1990) che ha collezionato finora sette presenze, mentre sta trovando poco spazio Leoni (32, 1998) ingaggiato dalla società biancoverde nel periodo in cui Forte era fuori per infortunio.

Nella retroguardia a tre il ruolo di centrale è affidato al capitano Miceli (6, 1991). A sinistra Luigi Silvestri (28, 1993), mentre qualche dubbio in più per l’allenatore biancoverde per l’altra maglia da titolare. Le alternative per la terza maglia della difesa sono rappresentate dall’argentino Illanes (31, 1997), tornato ad Avellino a gennaio dopo l’esperienza vissuta già la scorsa stagione, e dall’ex Cavese Rocchi (15, 1996). Possibilità decisamente ridotte per Dossena (13, 1998) che nel corso della stagione ha trovato meno spazio rispetto ai compagni di reparto.

A centrocampo Braglia, dopo qualche esperimento, dovrebbe aver trovato l’assetto definitivo dopo l’arrivo di Carriero (21, 1997) affiancato da Aloi (4, 1996) e D’Angelo (27, 1995, pericoloso sulle palle inattive ed autore già di sei reti in campionato). Soluzione differente può essere rappresentata dall’impiego di De Francesco (10, 1994, in gol mercoledì contro il Foggia), mentre chances ai minimi termini sia per Marco Silvestri (8, 1999) che per l’altro under Errico (14, 1999) che finora ha collezionato appena 26′ in tutta la stagione e che nel turno infrasettimanale non figurava tra i convocati per infortunio.

Sulle corsie esterne della mediana a destra inamovibile o quasi Ciancio (23, 1987), anche se su quella fascia hanno giostrato anche Adamo (17, 1998) e, con maggiore propensione difensiva, Rizzo (2, 1999). Dall’altro lato del campo c’è l’altro ex Tito (3, 1993), ma il mercato di gennaio ha portato in dote anche Baraye (33, 1997) in prestito dalla Salernitana.

In avanti quattro frecce nell’arco di Braglia per i quali vige la regola assoluta del turn-over senza che ci siano delle coppie prestabilite. Otto marcature per Fella (11, 1993) e sette quelle realizzate da Maniero (19, 1987) e , mentre segue con quattro reti l’ex Picerno Santaniello (9, 1990). A quota tre Bernardotto (7, 1997). Tutti attaccanti legati all’Avellino da contratti pluriennali ad eccezione di Fella in prestito anche lui dalla Salernitana.

Nella foto @GiuseppeScialla Adamo e Carillo in una fase della gara di andata disputata ad Avellino

Massimo Iannitti