La partita della Casertana dalla A… alla Z!

Tutto quello che si è visto (e non si è visto) al “Ceravolo” contro il Catanzaro

A come Avella – con questo ragazzo siamo arrivati al punto che si notano più le “incertezze” che gli interventi che compie. Al 17′ tutt’altro che impeccabile sul cross teso di Casoli che Curiale dilapida. Ma sette minuti prima aveva negato in maniera eccezionale la rete a Di Massimo. Straordinario fino ad oltre il novantesimo, ma non ditelo in giro.

B come Buschiazzo – quando al 33′ viene ammonito per un fallo a centrocampo su Di Massimo crollano le quote di “espulsione si” dei principali siti di scommesse. Tranne questa “pecca” la sua è una partita senza sbavature: non va troppo per il sottile e “spazza” tutto quello che c’è da spazzare nell’area rossoblù. Buona chiusura in area al 55′ su pericolosa iniziativa avversaria partita dalla sinistra. Essenziale.

C come il “Ceravolo” di Catanzaro – tra qualche anno si ricorderà solo lo 0-3 della Casertana e non certo la sofferenza rossoblù nel primo tempo. I giallorossi di casa vedono crollare il loro “fortino” dopo quasi un anno (del 26 febbraio 2020 l’ultima sconfitta sul campo amico con la Reggina). I falchetti espugnano per la terza volta nella loro storia il terreno di gioco catanzarese. Archiviata pure questa, se ne riparla l’anno prossimo.

D come Di Massimo – di nome Alessio, attaccante classe 1996. Giostra da seconda punta su tutto il fronte d’attacco e senza dubbio è quello che mette più in apprensione la retroguardia della Casertana. Con Avella mette in atto un “duello” a distanza: l’abruzzese ci prova almeno quattro volte, ma il portiere rossoblù è in serata di grazia e non fa passare neanche uno spillo. Comunque pungente.

E come Evacuo – nella gara di andata disputata al “Partenio” aveva fallito qualcosa di simile a quello che sbaglia Curiale al 17′. Calabro lo inserisce nell’ultima mezz’ora dopo essere andato sotto di una rete, ma ormai la “frittata” è fatta e tocca pochissimi palloni. Girata in piena area all’80’, ma la sfera termina fuori. A dispetto dell’età (classe 1982) uno come lui dovrebbe sempre partire titolare.

F come Fortuna – “ce vo’ ‘a ciort ‘ncopp a fortuna”. Alla vigilia della gara di Catanzaro tutti avremmo sottoscritto quello che c’era da… sottoscrivere per un pareggio. L’assedio giallorosso del primo tempo alla porta casertana fa temere che questa “sottoscrizione” non vada a buon fine. Poi il “colpo di genio” di Scognamillo che cambia il senso dell’intero incontro. Lo 0-3 è un risultato senza dubbio pesante per la compagine calabrese: ma ce lo prendiamo lo stesso…

G come Guidi – dalla tribuna ha seguito la prestazione dei suoi. Magari avrà sofferto, si sarà inca…volato per qualche disattenzione, ma alla fine la grande gioia di aver espugnato il “Ceravolo”. La società ne ha annunciato il prossimo rinnovo. Sarà il primo “passo” per la stagione 2020-2021, ma intanto c’è quella in corso dove le soddisfazioni da raccogliere sono ancora tante. Andiamo avanti.

H come Hadziosmanovic – la panchina calabrese prova a metterlo in difficoltà con l’inserimento nell’undici di partenza di Porcino (centrocampista) al posto di un terzino come Contessa. La sua resta una gara di contenimento puro, eppure al 59′ mette lo “zampino” nell’azione che porta in vantaggio la Casertana. Pratico.

I come Icardi – in una gara di sacrificio (suo il salvataggio su Di Massimo al 25′) poco prima dell’intervallo l’arbitro lo “grazia” non comminando una ammonizione sacrosanta che lo avrebbe portato a saltare la gara di domenica con l’Avellino. Ma questo non sarà l’unico errore di un direttore di gara che si porta dietro un cognome “pesante”: al 69′ si perde un altro “giallo” su Risolo, ammonito appena otto minuti prima. Delrio insufficiente.

L come Lezione – un diavolo per… capello da parte di Antonio Calabro, tecnico del Catanzaro. “I ragazzi non meritano di perdere partite come questa, ma è il calcio. A volte te la fa passare liscia, altre volte ti bastona. E questa partita con la Casertana deve valere la lezione”. Pienamente d’accordo col tecnico salentino: alla “sua” Viterbese era andata di lusso al “Pinto” (3-4 il finale) nella stagione 2018-2019. E’ la “legge del contrappasso”.

M come Matos – al terzo “scampolo” di presenza in maglia rossoblù realizza la sua prima rete. Perfetta la partenza sul filo del fuorigioco: Casoli riesce anche ad anticiparlo in ripiegamento difensivo. Poi forse un “falletto” ai danni dell’esterno giallorosso, ma perfetto il tocco “sotto” a scavalcare Di Gennaro. Ha qualcosa da dire anche lui in questa Casertana.

N come “Nostro primo obiettivo” – con Guidi squalificato, ai microfoni del dopo-partita c’è il “vice” Andrea Cupi che commenta “abbiamo sofferto in passato, ma poi abbiamo preso consapevolezza di quello che possiamo fare. Vederli allenare è una grande soddisfazione. E’ giusto che si godano questa classifica, ma senza perdere di vista il nostro primo obiettivo”. Obiettivo…

O come Ottavo posto – il successo di Catanzaro, quindi, conferma l’ottavo posto in graduatoria per la compagine di Guidi insieme a Juve Stabia e Palermo, anche loro vittoriose. Il traguardo principale ovviamente resta sempre quello della salvezza, ma guardi la classifica e non puoi non iniziare a pensare a “qualcosa” in più tenendo conto che la quarta piazza (occupata proprio dai giallorossi) è distante appena cinque lunghezze. Sognare non costa nulla.

P come Pacilli – lo staff tecnico rossoblù lo inserisce nella formazione di partenza dopo oltre un mese (l’ultima volta ad inizio gennaio col Catania) e l’esterno aquilano mette in mostra da subito “numeri” di alta scuola, a cominciare dal lancio al 3′ per Cuppone da cui arriverà il primo pericolo per la porta del Catanzaro. Sostituito al 54′ quando non ha più “benzina” in corpo. Joga bonito.

Q come Quattro occasioni da rete – nitide, quelle collezionate dal Catanzaro nel corso del primo tempo. L’impressione è che la “linea Maginot” eretta dalla Casertana prima o poi possa crollare, ma alla fine (un po’ per merito nostro, un po’ per demeriti altrui) si resiste fino all’intervallo. Nella ripresa, dopo il vantaggio rossoblù, la “storia” cambia ed a finire in mille pezzi è proprio il Catanzaro.

R come Rosso – in ombra contro il Teramo parte dalla panchina al “Ceravolo” dimostrando che anche a gara in corso può rivelarsi importante il contributo dell’esterno piemontese. Suo il traversone al 59′ che determina l’autorete che sblocca il risultato. Perfetto, poi, il “tagliente” all’87’ che Matos trasforma in gol. Assist-man. 

S come Scognamillo – risaliva a poco meno di un anno fa l’ultima autorete in favore della Casertana. L’aveva “confezionata” Bariti nella gara di Lentini con la Sicula Leonzio del 26 febbraio 2020 terminata poi col risultato di 2-2. Ora tocca a difensore italo-russo giunto in prestito dall’Alessandria. Cosa dirgli? Grazie!

T come Turchetta – “invisibile” fino al 30′ quando costringe Scognamillo al fallo da ammonizione. Cinque minuti dopo rimedia pure un “pestone” da Curiale, poi un’altra botta sempre dal centrale ad inizio ripresa ed infine un fallo da Risolo che costa il “giallo” al centrocampista. Sorvegliato speciale “numero uno” in questa Casertana, e non è la prima volta.

U come Una partita alla fine del “tour de force” – otto giorni ad alta intensità per la Casertana. Dopo la “batosta” di Terni la formazione rossoblù ha conquistato il bottino pieno prima col Teramo ed a seguire col Catanzaro. Domenica sera l’ultimo impegno difficile che propone il calendario prima di una serie di incontri “abbordabili” (almeno sulla carta). Arriva il lanciatissimo Avellino. C’è da “vendicare” l’inopinata sconfitta del girone di andata. Assolutamente.

V come Vittorie – in nove partite del 2021 sono arrivati sette successi e due sconfitte da parte di una formazione rossoblù che non “conosce” pareggi dal 21 ottobre scorso. Un cammino eccezionale quello della Casertana che sembra ricordare “rimonte” magari lontane nel tempo, ma che hanno acceso la fantasia di quelli più fiduciosi. Dopotutto sono passati appena… trent’anni.

Z come Zero gol subiti dal Catanzaro – Carlini, Curiale, Di Massimo, Di Piazza, Evacuo, Jefferson e Molinaro. Tutti (o quasi) attaccanti di “razza” per la Lega Pro. Eppure il Catanzaro nel doppio confronto con la Casertana è l’unica squadra a non aver “rifilato” neanche un gol alla difesa dei falchetti. E’ un dato di fatto.

Nella foto @GiuseppeScialla l’esultanza di Carillo dopo la seconda rete siglata dalla Casertana al “Ceravolo” di Catanzaro

Iannitti&Fiorentino

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