Per i falchetti appena due vittorie al Ceravolo

Trasferta sul campo del Catanzaro storicamente difficile per la Casertana

Una tradizione tutt’altro che favorevole quella che accompagna i falchetti nelle sfide esterne col Catanzaro. In diciassette complessivi precedenti tra campionato e Coppa Italia sul terreno di gioco calabrese sono arrivate per la Casertana per tredici sconfitte a fronte di appena due pareggi ed altrettante vittorie esterne della compagine rossoblù.

La prima volta in cui le due squadre si sono trovate di fronte porta la data del 17 dicembre 1950 per la tredicesima giornata del campionato di serie C 1950-1951: incontro che si concluse col risultato di 2-1 in favore dei giallorossi di casa capaci di ottenere la vittoria a sette minuti dalla fine dopo che l’ischitano Barile era riuscito ad impattare al 70′ la rete del momentaneo vantaggio catanzarese.

A seguire un filotto di altri cinque successi calabresi dal 1951 e fino al 1987 quando Catanzaro e Casertana si affrontarono per l’ultimo turno del campionato di serie C1 1986-1987: per i giallorossi successo per 5-2 che avallò definitivamente la promozione nella serie cadetta contro una Casertana che fino alle ultime giornate aveva provato a contendere a Catanzaro e Barletta il passaggio in serie B.

Per trovare il primo risultato utile della Casertana a Catanzaro bisogna arrivare direttamente alla stagione di serie C1 1990-1991 quando i falchetti (destinati ad iniziare nel girone di ritorno la cavalcata verso la serie B) riuscirono a strappare uno 0-0 alla formazione calabrese guidata in panchina da Claudio Sala.

Recenti le uniche due vittorie della formazione rossoblù. Nel campionato di Lega Pro 2014-2015 alla Casertana bastò una rete di Murolo al 25′ per superare il Catanzaro per 0-1. Medesimo risultato nella giornata d’esordio della stagione di Lega Pro 2015-2016: rete del successo siglata dopo appena tre minuti dall’attaccante rossoblù De Angelis.

Nella foto @GiuseppeScialla la formazione della Casertana vittoriosa il 6 settembre 2015 al “Ceravolo” di Catanzaro: da sinistra Idda, Rainone, Mangiacasale, Agyei, Murolo, Diakitè, Capodaglio, Gragnaniello, Mancosu, De Angelis e Tito

Redazione