Verso Terni: i primati delle Fere

Bandecchi, Lucarelli ed un gruppo di 24 titolari: ma che hanno anche i loro momenti di appannamento

Miglior attacco (con diciassette calciatori andati a segno) e miglior difesa, solo per citare qualche primato: una delle poche squadre professionistiche ancora imbattute in Europa (le fanno compagnia, solo per fare qualche esempio, Sporting Lisbona e Stella Rossa Belgrado). Undicipuntiundici di vantaggio sull’inseguitrice Bari, la stessa squadra che doveva ammazzare il campionato e che per il momento guarda col binocolo la compagine rossoverde.

La scintilla in casa Ternana, avversaria della Casertana nella serata di lunedì, dovrebbe essere scattata qualche mese fa, e precisamente il 13 luglio dello scorso anno: al San Nicola di Bari gli umbri guidati allora in panchina da Fabio Gallo sfidano proprio i galletti biancorossi nei quarti di finale play-off e dopo l’1-1 finale vengono immeritatamente estromessi dopo dalla corsa verso la serie B al termine di una gara dove non mancheranno polemiche.

Il presidente Stefano Bandecchi ci ha messo poco a rilanciare la Ternana sul tavolo verde del campionato: il suo è stato un all-in senza mezze misure e persino le difficoltà di un mercato estivo reso impervio da tanti contratti pluriennali si sono rivelati dei punti di forza. Sono stati sufficienti pochi e mirati innesti per fare delle Fere la squadra dei record che è oggi.

A tramutare quelle che sulla carta erano delle potenzialità ad una efficienza conclamata sul terreno di gioco ci ha pensato, poi, Cristiano Lucarelli, tecnico che la scorsa estate si è legato per due stagioni al club di via della Bardesca. La sua è una gestione attenta ed oculata di un gruppo di 24 titolari: turn-over e minutaggio, nulla viene tralasciato al caso per non scontentare nessuno.

E nessuno, nel mercato di gennaio che si è appena chiuso, ha voluto abbandonare il progetto-Ternana per accasarsi altrove: zero entrate e zero uscite, non considerando il passaggio del giovane centrocampista Argento, peraltro mai utilizzato nella stagione in corso, al Casarano. Anche a costo di restare a Terni fuori lista, come accaduto ai difensori Bergamelli e Diakitè che vivranno il resto della stagione ai margini del progetto tecnico non rientrando nell’elenco dei ventiquattro presentato in Lega.

In una stagione perfetta o quasi (indolore l’eliminazione in Coppa Italia da parte dell’Albinoleffe lo scorso mese di settembre) e dove in undici occasioni su ventuno incontri si è riusciti a mantenere la porta inviolata, rari (ma anche e soprattutto brevi) i momenti di appannamento della formazione rossoverde.

L’ultimo in ordine di tempo mercoledì scorso a Palermo quando la compagine di Lucarelli è rimasta per un’ora a girarsi i pollici: poi è arrivato il pareggio di Falletti e nel finale lo stesso uruguayano ha sfiorato il colpo del ko colpendo una traversa direttamente su calcio di punizione. Andò pure meglio a novembre contro la Vibonese: sotto di una rete (ma pure nel gioco) a nove minuti dalla fine e capace di mettere a segno in pieno recupero il gol del definitivo 2-3. E per non andare troppo lontano da ricordare anche il rocambolesco 3-3 della partita di andata con la Casertana. Primo tempo di chiara ed inequivocabile marca rossoblù, mentre ad inizio ripresa la risposta della Ternana. In cinque minuti arriva il 2-2 e quando manca poco alla fine i rossoverdi mettono la freccia completando la rimonta. Giusto al 90′ il definitivo pareggio dei falchetti con la coppia centrale difensiva che resta a guardare la deviazione vincente di Cuppone.

Nella foto @GiuseppeScialla il tecnico Cristiano Lucarelli nella stagione 2017-2018 alla conduzione tecnica del Catania

Redazione