La partita della Casertana dalla A… alla Z!

Tutto quello che si è visto (e non si è visto) al “Pinto” contro il Catania

A come Avelladue gol incassati, ma un rigore neutralizzato che vale come una rete. In ritardo, ma nell’occasione appare coperto, sulla prima marcatura di Piccolo, mentre poche responsabilità sulla seconda realizzazione di Manneh che lo supera da distanza ravvicinata. Il capolavoro lo realizza ribattendo la conclusione dagli undici metri di Sarao. Sarebbe potuto cambiare il “verso” della partita ed a quest’ora forse non staremmo a parlare di successo della Casertana. Bene, bravo, sette più.

B come Biondiè uno dei tanti “gioiellini” sfornati nelle ultime stagioni dal vivaio etneo. Insieme a lui anche Pino (passato in estate alla Lazio), Noce e Panebianco (questi ultimi due ieri in panchina). Peccato, però, non aver visto all’opera il giovane attaccante classe 2001 Pecorino autore finora di cinque realizzazioni in campionato. Inserito nell’undici di partenza è stato costretto al “forfait” contro la Casertana pochi minuti prima del fischio d’inizio.

C come Confente sos portieri per il Catania. Aveva iniziato Santurro, ha proseguito lo spagnolo Martinez e da sette giornate tocca a Confente, classe 1998 arrivato il prestito dal Chievo e già visto due anni fa con la maglia della Reggina. Il portierino veronese ha sulla coscienza il secondo gol rossoblù con una uscita “a farfalle” degna del miglior Zenga in Italia-Argentina ai Mondiali ’90. Carillo e la Casertana tutta ringrazia.

D come Del Grossoche servisse “esperienza” sulla fascia sinistra del “quattro-tre-tre” di Guidi era sotto gli occhi di tutti sin dalla prima uscita stagionale. Presidia con attenzione e grinta la fascia di competenza. Partita dove era necessario questo.

E come Eleven Sports piccole “chicche” che il portale televisivo continua a regalarci partita dopo partita. Corre il 92′ quando Rosaia viene atterrato in area di rigore da Izzillo. Il telecronista Lorenzo Gentile commenta testualmente “Rosaia viene falciato all’interno dell’area… ma regolarmente in questo caso secondo l’arbitro”. Delle due l’una: o viene falciato o l’azione di Izzillo è regolare. Insieme non va bene.

F come Federico Guidi – “oggi non avrei voluto parlare. E’ giusto che i riflettori siano dedicati a tutti i venti calciatori. Solo loro sanno cosa hanno passato e quanto hanno sofferto” il commento a fine partita del tecnico rossoblù. Complimenti mister! 

G come Graduatoria tre punti in più e la classifica prende forma (leggermente) diversa. Si allunga il divario con l’ultimo posto della graduatoria occupato ancora dalla Cavese, staccata la Paganese, superato il Bisceglie ed agganciati gli… amici della Viterbese. L’avevamo detto che prima o poi… li riprendevamo.

H come Hadziosmanovic all’inizio soffre un po’ l’intraprendenza di Biondi e le incursioni di Zanchi che appoggia l’azione offensiva etnea. Ha il merito, però, di non disunirsi e nel prosieguo del match prende le misure agli avversari. Nel finale cala fisicamente come un po’ tutti, ma la sua guardinga prestazione è sufficiente.

I come Izzillo oltre all’assist per Cuppone in occasione della terza rete rossoblù, a fine gara significativo il commento che appare sul suo profilo Instagram: “ci hanno rubato le scarpe prima della partita. Una cosa assurda ma è successo veramente. Mio padre quando vedevo da piccolo i giocatori con le scarpe bellissime, che costavano tantissimo, mi ha sempre detto che la differenza non la fanno le scarpe, ma i piedi. E così abbiamo giocato tutti con delle scarpe che ci hanno prestato, mezzo numero più grande, un po’ larghe. Ma abbiamo dimostrato di avere le palle contro tutto e contro tutti”. Oltre ai piedi servono gli attributi.

L come Ladri di gallineprime ore della mattinata movimentate al “Pinto”. Forzata la porta del magazzino e trafugate sia le divise da gioco che gran parte delle scarpette dei calciatori rossoblù. Le maglie sono state ritrovate in una zona della tribuna un paio di ore dopo. Si sono perse le tracce, invece, degli scarpini. Furto su commissione? Avvertimento? Oppure semplici… feticisti? In ogni caso ladri di galline.

M come Massime punizioni il direttore di gara Perenzoni di Rovereto già aveva portato bene alla Casertana in occasione della trasferta di Francavilla Fontana e conferma col Catania. Dopo un (giusto) rigore concesso per fallo di mano di Konate, l’arbitro trentino “macchia” una prestazione sicuramente positiva non concedendo in pieno recupero la seconda massima punizione al Catania per il netto atterramento di Izzillo ai danni di Rosaia. “Rigore è quando arbitro fischia” (cit. Vujadin Boskov).

N come Nebbia“e nebbia il Val Padana” chiosava il colonnello Edmondo Bernacca nelle Previsioni del Tempo di qualche decennio fa, ed infatti una partita del girone meridionale di Lega Pro fermata per nebbia resta un evento più unico che raro. E’ successo in Catanzaro-Viterbese, con la terna arbitrale costretta alla sospensione pochi minuti dopo l’inizio della ripresa. Al “Ceravolo”, però, non è la prima volta: era già accaduto in Catanzaro-Verona, gara valida per il campionato di serie B, il 28 gennaio 2006. Non esistono più le mezze stagioni.

O come Ottantatrè, “O Maletiempo” come racconta la “smorfia” napoletana. Casertana-Catania si è giocata con un vento forte ed una pioggia battente che in una fase del secondo tempo si è trasformata un vero e proprio diluvio. Insomma un freddo… “torrido”, come ebbe a dire qualche anno fa un collega. Qualche fotografo, saggiamente, ha trovato riparo al termine della prima frazione di gioco in tribuna. Altri tre (compreso il “nostro” Scialla) hanno resistito stoicamente sul campo fino al triplice fischio finale. Eroici.

P come Piccoloattaccante napoletano classe 1988 del Catania. Uomo-ovunque della compagine etnea: parte come centrocampista esterno, poi mezzala, ma pure punta aggiunta al fianco di Reginaldo e Sarao. Suo il gol del momentaneo pareggio catanese e l’assist per Manneh per quello che sarà il definitivo 3-2. Calciatore di categoria superiore.

Q come Quattro ammoniti oltre alla partita il Catania perde anche sotto il profilo nervoso. Alla fine saranno quattro gli ammoniti nella compagine etnea: nell’ordine Dall’Oglio, Sarao, Tonucci e Welbeck. L’elenco avrebbe potuto allungarsi ancora di più con un “giallo” a Rosaia che, dopo la mancata concessione del rigore al 92′, continuava a dire all’arbitro “non ci credo… non ci credo”…

R come Raffaeleun po’ incazzato, un po’ spocchioso e forse pure un po’ presuntuoso, come del resto la sua squadra. Il tecnico catanese mastica amaro a fine partita nella sala-stampa del “Pinto”. “La Casertana? Tre tiri in porta, anzi quattro considerando l’occasione allo scadere, e tre gol. Per il resto la partita l’abbiamo fatta noi”. Avrebbe fatto meglio a recriminare sul rigore non concesso nei minuti di recupero.

S come Serie negativa è quella del Catania al “Pinto”. In tredici precedenti tra Coppa Italia e campionato i rossazzurri etnei non sono mai riusciti a passare al “Comunale” di viale Medaglie d’Oro. Il bilancio ora è di sei vittorie della Casertana e sette pareggi.

T come Turchetta ci ha fatto… ringiovanire di tre anni. I movimenti, il guizzo e persino il gol sono quelli già ammirati qualche stagione fa quando fu tra i protagonisti assoluti della rimonta rossoblù nella formazione di D’Angelo. Lasciarlo andare via nell’estate 2018 fu un errore gravissimo. Bentornato a casa.

U come Under con gli innesti di Del Grosso e Turchetta ed i rientri di Konate e Carillo diminuisce sensibilmente il “minutaggio” rossoblù dedicato agli under. Guidi, comunque, riesce a garantire il “minimo sindacale” grazie agli inserimenti nel finale sia di Matese che di Polito. Qualche euro in meno, ma tre punti in più.

V come Vittoriadopo aver chiuso un 2020 assolutamente deficitario in termini di risultati (cinque successi in venticinque gare), non poteva cominciare in modo migliore l’anno nuovo dal punto di vista calcistico. Buon 2021 Casertana.

Z come Zanchi sicuramente non è stato l’ingaggio più importante e di “nome” nella campagna estiva di rafforzamento etnea, ma l’ex Rieti classe 1991 anche a Caserta si conferma uno dei punti di forza della compagine catanese. All’inizio soffre un po’ l’esuberanza tecnica di Pacilli, poi si propone con buona continuità sulla corsia mancina e mette lo zampino sulla rete del momentaneo pareggio rossazzurro. Elemento di grande affidabilità.

Iannitti&Fiorentino