Il 2020 della Casertana dalla A alla… Z!

Tutto quello che si è visto (e non si è visto) nell’anno per i colori rossoblù

A come Avella – Cerofolini, Crispino e Dekic (senza considerare Zivkovic, mai utilizzato nell’anno) prima di arrivare ad Avella. E’ lui una delle rarissime note liete dell’intero 2020 rossoblù. Tornato a vestire la maglia della Casertana dopo le esperienze in prestito con Matelica ed Acr Messina ci ha messo un po’ a conquistare il posto di titolare, ma fino a questo momento ha fatto vedere cose egregie. La società rossoblù lo ha “blindato” per due anni: è un 2000, può solo migliorare. 

B come Big che sono venuti a mancare – questo maledetto anno si è portato via quattro grandi professionisti che, nel settore di appartenenza, hanno legato il loro nome a quello della Casertana. Il primo a lasciarci è stato Carlo Desgro, maestro di molti giornalisti di Terra di Lavoro e grande appassionato dei falchetti. Poi è toccato a Romano Piccolo, ex portiere rossoblù e tra i padri fondatori del basket casertano. A seguire Arcangelo Mataluna, imprenditore nel settore dei trasporti da sempre vicino alla Casertana. Infine Sandro Ragone, medico sociale dei falchetti per tante stagioni compresa quella che portò alla seconda storica promozione in serie B. Non dimenticheremo nessuno di loro.

C come Cristiana Capotondi – “siamo una grande famiglia allargata” ebbe a dire appena qualche mese fa il vice presidente della Lega Pro. Fatto sta che “papà Ghirelli” ci ha intossicato il Natale costringendo la Casertana a scendere in campo in appena nove uomini contro la Viterbese sulle base di un protocollo “buono” per gli ampi organici della serie A ma non certo per la C. Ghirelli continua a dire di non aver sbagliato sull’argomento, ma una delle peggiori “figure” del 2020 è stata tutta la sua. Questo è chiaro per tutti meno che per lui.

D come D’Agostino – alla fine di ottobre il massimo dirigente della Casertana ha tagliato il prestigioso traguardo dei quattro anni alla guida del club rossoblù. Il bilancio della sua squadra sul terreno di gioco di questo 2020, purtroppo, è ben al di sotto delle previsioni: per la prima volta nella gestione-D’Agostino non si è riusciti a centrare il traguardo dei “play-off”, sono arrivati due punti di penalizzazione e si è chiuso l’anno solare al penultimo posto in classifica. Le strutture sono e restano delle priorità, ma i risultati sul campo della Casertana debbono necessariamente andare di pari passo con questi ambiziosi obiettivi.

E come Estintori – nella storia della Casertana di conferenze-stampa “turbolente” ne abbiamo viste: contro la società, qualche tecnico, persino nei confronti dei calciatori. Ma contro la stampa mai. Lo scorso 6 giugno, in occasione della presentazione del nuovo direttore generale Todaro, l’irruzione di quattro “incappucciati” che scaricarono il contenuto degli estintori addosso ai presenti. A distanza di sei mesi gli “ignoti” sono rimasti tali. La Polizia brancola nel buio.

F come Floro Flores – Belcastro, Pesatori, un certo Mazzeo che arrivava dal Pescara. Andando a memoria queste le più grandi “mbrusature” rimediate dalle dirigenze della Casertana nella sua ultracentenaria storia. Ai citati può legittimamente aggiungersi il nome di Floro Flores. Dopo il deficitario precedente campionato aveva iniziato la preparazione per la stagione 2019-2020 annunciando “quest’anno se non faccio venti gol mi ritiro”. E’ bastato arrivare a gennaio, subito dopo la gara di Rieti per capire una cosa che i tifosi dei falchetti avevano compreso da tempo: non ne aveva più. Ritiro in grande stile: conferenza-stampa affollatissima, immagini di un lontano repertorio e “lacrime napulitane”. Poi ad agosto l’incarico di responsabile del settore giovanile rossoblù; è durato fino a dicembre per poi passare alla Paganese. Insalutato ospite.

G come Ginestra & Guidi – i due allenatori che si sono alternati alla guida dei falchetti nel 2020 ed in comune hanno solo questo. Uno è pelato, l’altro pieno di capelli. Il primo giocava col “tre-cinque-due” e gli abbiamo chiesto il “quattro-tre-tre”. Il secondo gioca col “quattro-tre-tre” e gli abbiamo chiesto il “tre-cinque-due”. Magari ci avremo capito poco pure noi, ma per entrambi raramente si è vista in campo una bella Casertana in quest’anno. Media-punti a partita per Ginestra 1,18; per Guidi 0,85. Poco.

H come (annus) Horribilis  – Coronavirus o Covid-19, chiamatelo come volete. E’ stato “lui” il grande protagonista di questo nefasto 2020, capace di mettere fine anticipatamente ad un campionato riuscendo in una “impresa” che non aveva raggiunto neanche la Seconda guerra mondiale. Inevitabili le ripercussioni anche sul mondo del calcio: stadi vuoti, mancati incassi e sponsor che sono venuti meno. Ed ora per le società diventa difficile anche la semplice sopravvivenza.

I come Ivano Pastore la Casertana per la prima volta nella gestione-D’Agostino ha un direttore sportivo fatto a… direttore sportivo. Basta, quindi, coi titoli presi per corrispondenza alla “Scuola Radio Elettra”. Arrivato a novembre ha avuto il tempo di studiare come e dove apportare i necessari correttivi ad un organico che presenta molte lacune. A lui il compito di “ridisegnare” nel mercato di riparazione la squadra rossoblù.

L come Lettera/Letterina – è quella inviata dai calciatori rossoblù all’Aic dopo la mancata corresponsione degli stipendi dello scorso mese di marzo poi avvenuta successivamente. Circostanza che ha portato ai due punti di penalizzazione (il tardivo pagamento degli stipendi, non la lettera…) e missiva che fece infuriare la proprietà della Casertana: “con questa presa di posizione significa che non hanno fiducia nel sottoscritto e che andranno tutti via a fine stagione” ebbe a dichiarare D’Agostino. “Promessa” che, alla resa dei conti, è stata in gran parte mantenuta.

M come Media – dall’ottobre 2018 i rapporti tra parte della stampa e società si sono deteriorati e da due anni a questa parte non si riesce più a trovare un punto di intesa. Restiamo dell’idea che non esiste una “stampa buona” ed una “stampa cattiva”. Ci sono tanti giornalisti (con qualcuno che, a torto, pensa di essere migliore degli altri…) che da anni seguono quella che è la loro squadra del cuore, la Casertana. Ognuno alla sua maniera: chi in modo più “neutro” e parziale e chi in una ottica maggiormente critica e di analisi. Ed ognuno di loro spera solo di poter raccontare nuovi successi rossoblù. Solo questo.

N come Numeri dell’Anno – appena 25 le partite disputate dalla Casertana nell’anno solare 2020. Undici relative al campionato di Lega Pro 2019-2020; altre quattordici inerenti la stagione 2020-2021 in corso. Poche le vittorie, appena cinque. Dieci, invece, i pareggi e dieci pure le sconfitte. Venticinque le reti realizzate, mentre sono trentasette quelle subite. Anno bisesto, anno funesto, anno… modesto!

O come Otto mesi – l’otto marzo la Casertana conquistava l’ultimo successo della stagione 2019-2020 prima dello stop definitivo al campionato di serie C. Per rivedere i falchetti uscire vittoriosi dal campo di gioco si è dovuto attendere l’otto novembre col 3-1 di Francavilla Fontana. Otto mesi lunghissimi: una infinità.

P come Pinto stregato – le maggiori delusioni sul campo sono arrivate sul terreno di gioco del Pinto. Dodici le gare disputate nell’anno al Comunale di viale Medaglie d’Oro: ben sei sconfitte (nell’ordine Vibonese, Turris, Foggia, Bari, ancora Vibonese e per ultima la Viterbese), quattro pareggi (Virtus Francavilla, Potenza, Picerno e Bisceglie) ed appena due vittorie. Il 29 febbraio con la Cavese (2-0) ed il 7 dicembre contro il Monopoli (2-1). Mai così male nella storia dei falchetti.

Q come Quarantasei calciatori – Adamo, Avella, Bordin, Buschiazzo, Caldore, Carillo, Castaldo, Cavallini, Cerofolini, Ciardulli, Ciriello, Clemente, Corado, Crispino, Cuppone, D’Angelo, Dekic, De Sarlo, Fedato, Floro Flores, Hadziosmanovic, Icardi, Izzillo, Konate, Laaribi, Lezzi, Longo, Matarese, Matese, Origlia, Pacilli, Paparusso, Petito, Petruccelli, Petta, Polito, Rainone, Santoro, Setola, Silva, Starita, Tascone, Valeau, Varesanovic, Zito, Zivkov. Sono i calciatori scesi in campo con la maglia della Casertana nell’anno 2020: in tutto quarantasei. Quello che ha collezionato il maggior numero di presenze è Varesanovic con diciannove partite all’attivo; Castaldo, invece, il più utilizzato con 1473′ in campo.

R come Rainone – in un calcio dove non esistono più “bandiere” e si cambiano venti calciatori ogni stagione, negli ultimi anni alla Casertana restava una piccola certezza di nome Pasquale Rainone. La società rossoblù non ha rinnovato al centrle difensivo il contratto scaduto a giugno ed il suo bilancio di gare con la Casertana si è fermato a 146 incontri con 5 reti messe a segno. Oggi è tra i protagonisti della sorprendente Turris. Con la retroguardia rossoblù vista all’opera nella prima parte del campionato in corso, Rainone avrebbe potuto essere ancora un valore aggiunto per la Casertana. Peccato. 

S come Sintetico&Stadio – dopo anni di attesa e mancate promesse il Pinto ha finalmente il manto in erba sintetica. Messo da parte il “campodipatate” delle ultime stagioni, il presidente D’Agostino ha puntato sul “green” artificiale come primo passo nell’ottica del nuovo stadio. Ora l’obiettivo è proprio la realizzazione dell’impianto che potrebbe essere il “volano” per il definitivo rilancio del calcio casertano. I lavori potrebbero partire a marzo 2021: incrociamo le dita.

T come Todaro – per la serie “meteore” il direttore generale ex Bisceglie. Annunciato il 28 maggio nell’ambito di un “progetto di rafforzamento e professionalizzazione della struttura organizzativa”, ricorderemo di lui il comunicato dell’8 giugno quando ebbe a “precisare che questa società ha già nei propri quadri dirigenziali, un Responsabile dell’Area Tecnica con il quale in perfetta sintonia si sta programmando il futuro della Casertana”. Il tempo di arrivare al 6 luglio e Todaro… non c’era più in quanto “benché animato da grandi motivazioni e buoni propositi, numerosi impegni professionali non mi consentono di rivolgere alla società le attenzioni che merita”. Il 20 ottobre ha trovato tempo e modo di diventare amministratore unico della Juve Stabia. 

U come Ultras – ci hanno insegnato che sul campo il calcio è determinazione, cuore e coraggio. Ma il calcio è anche sugli spalti gremiti di tifosi, con bandiere che sventolano e cori che incitano. L’ultima volta dei tifosi rossoblù sugli spalti del Pinto risale allo scorso 29 febbraio. Già dal turno successivo in occasione della trasferta di Monopoli iniziò il lungo ciclo di gare “a porte chiuse” che continua ancora. Prima o poi finirà anche questa “quarantena” del tifo: lontano dagli occhi, ma non lontano dal cuore.

V come Violante – è trasut ‘e sicc, ma ci ha messo pochissimo tempo a mettersi ‘e chiatt. Nell’ottica di un aziendalismo assolutista durante il “lock-down” è riuscito nell’impresa di farsi odiare da quasi tutto lo spogliatoio rossoblù, staff tecnico compreso. Cosa ricorderemo di lui? Un paio di contratti biennali assolutamente inutili nel mercato estivo 2019, le sue dichiarazioni in sala stampa dove parlava per minuti e minuti senza dire nulla di concreto e quel “come ti permetti” dello scorso 8 luglio. Per il resto poco o niente.

Z come Zito – è stato tra gli ultimi “alieni” a lasciare la Casertana (della stagione 2018-2019 è “sopravvissuto” solo Castaldo). Le sue dichiarazioni “post-addio” non sono passate certo inosservate: parole di elogio nei confronti di D’Agostino, mentre “entrate” dure (tipo quelle che vedevamo sul campo) verso il responsabile dell’area tecnica colpevole di non far arrivare alla proprietà le giuste informazioni sulla squadra. Nel mercato di riparazione si vocifera di un suo ritorno in rossoblù al pari di tanti altri ex eccellenti. La riapertura dei trasferimenti è vicina: lo scopriremo il prossimo anno.

Nella foto @GiuseppeScialla la prima Casertana della stagione 2020-2021 vista in campo al “Viviani” di Potenza

Iannitti&Fiorentino