Qualcosa rimane tra le pagine chiare e le pagine scure

Avella, Polito e Santoro note positive nonostante la sconfitta. L’espulsione, stupida, di Buschiazzo apre l’emergenza centrali in vista di Bisceglie

Al Renzo Barbera, da sempre campo indigesto per la formazione rossoblù, nelle condizioni in cui ci si è arrivati, si poteva ben poco. Troppo profonda la rosa del Palermo e troppo risicata quella della Casertana, costretta a fare i conti non solo con le squalifiche e gli infortuni, ma anche col Covid, che alla vigilia della partenza per la trasferta in terra siciliana ha messo ko sette tesserati.

Troppe assenze, in un colpo solo, per una Casertana che ha provato a fare la partita con le poche armi che aveva a disposizione. Più che fare la partita, la formazione rossoblù l’ha subita, con i padroni di casa a menare le danze per quasi tutti i novanta minuti e i falchetti costretti a fare muro cercando improbabili ripartenze. Una sconfitta che lascia l’amaro in bocca, perché riavvolgendo il nastro, ad armi pari, forse, qualcosa di positivo sarebbe potuto venire fuori. Questa la realtà che va accettata.

Casertana che è rimasta aggrappata ancora una volta ad Avella, che in almeno tre/quattro occasioni ha tenuto in vita i falchetti, a dimostrazione che questa per il giovanissimo portiere rossoblù può essere l’anno della definitiva consacrazione. Così come note positive, almeno per un tempo, sono arrivate da Polito e Santoro. L’ex Cavese nel primo tempo, schierato sulla corsia di destra nella linea difensiva, ha fatto cose egregie: applicazione, impegno e tanta corsa in avanti dove ha cercato di proporsi in fase offensiva. Ha giocato di sostanza, badando al sodo prima di calare alla distanza. Di Santoro, invece, è piaciuto il secondo tempo, soprattutto quando non avendo Bordin al suo fianco (costretto ad uscire per una botta al piede) ha preso le redini della squadra in mano e ha cercato di dare ordine anche in un momento in cui il Palermo ha calato il ritmo in attesa della giocata risolutiva.

Della trasferta siciliana, quindi, qualcosa rimane tra le pagine chiare e le pagine scure. Ma oltre alle note positive ancora una volta bisogna fare i conti con quelle negative, quelle che rischiano di rendere ancora più amara e pesante una sconfitta. L’espulsione di Buschiazzo, rappresenta l’ultimo episodio in ordine di tempo di cattiva gestione della gara dal punto di vista nervoso che i calciatori rossoblù hanno. Con una squadra costretta a fare a meno di Konatè (appiedato per due turni dal Giudice Sportivo) e Carillo l’uruguagio rappresentava l’unico centrale esperto a disposizione di mister Guidi. Con onestà l’atteggiamento troppo sudamericano dell’ex Siena non l’abbiamo compreso. Si era in una fase della partita in cui bisognava avere la testa giusta piuttosto che farsi prendere la mano e andare a cercare di farsi giustizia da solo; si era in una fase della partita in cui bisognava avere la freddezza di pensare già alla prossima gara, consapevoli delle difficoltà che avevano accompagnato la trasferta a Palermo.

Guidi a fine gara ha sbottato: “sono stufo di queste espulsioni stupide” anticipando che il difensore sudamericano, per regolamento interno, sarà sanzionato. Ecco in un momento della stagione come questo, e con una gara così importante che incombe alle porte, in cui bisognerà fare necessariamente risultato, multare chi si rende protagonista di gesti come questi, appare un segnale importante da lanciare alla squadra. Del resto, al Ventura di Bisceglie mercoledì, ammesso che si giochi, in palio non ci saranno solo tre punti, ma anche la possibilità, almeno per la Casertana, di guardare la zona bassa della classifica con meno preoccupazioni.

Nella foto @AntonioMelita il momento dell’espulsione di Marconi e Buschiazzo

Giovanni Fiorentino