La partita della Casertana dalla A… alla Z!

Tutto quello che si è visto (e non si è visto) al “Pinto” con la Vibonese

A come Attendere prego… – ad ottobre bisognava attendere l'”amalgama”; a novembre bisognava aspettare le gare alla nostra portata. Ora bisogna temporeggiare fino a gennaio in vista della riapertura di mercato. Attendere prego…

B come Berardi – di nome Filippo, attaccante esterno classe 1997. Già lo scorso anno a Vibo Valentia aveva fatto ammattire mezza difesa casertana conquistando il calcio di rigore che aveva sbloccato il risultato e causato l’espulsione di Caldore. Del nazionale sammarinese il gol che spiana la vittoria dei calabresi al “Pinto”. Provare a prenderlo a gennaio? Se te lo danno.

C come Castaldo – atteso come un “Messia” entra a mezz’ora dalla fine con l’obiettivo di dare maggiore efficacia all’azione offensiva della Casertana. Invece la formazione rossoblù si spegne ed anche lui finisce per girare a vuoto. Fantasma.

D come Divertente? – “cercheremo di fare una Casertana divertente”. Così il tecnico Guidi lo scorso 9 luglio nel corso della conferenza-stampa di presentazione. Non so voi, ma per quanto ci riguarda tutto ‘sto “divertimento” non lo stiamo vedendo in alcun modo. Magari gli avversari, loro sì.

E come Espulsione – dopo Hadziosmanovic, Buschiazzo e Konate stavolta tocca a Carillo terminare anticipatamente il match per decisione disciplinare. Il capitano rossoblù salterà il posticipo del prossimo turno col Monopoli e con lui anche Bordin giunto alla quinta ammonizione stagionale. Recidivi.

F come Fischi – l’assenza del pubblico dovuta all'”emergenza Covid” risparmia la Casertana da fischi che sarebbero stati sicuramente meritati. Qualche tifoso, sfidando il freddo e la pioggia, si raduna all’esterno dello stadio per esternare il suo disappunto. Ma sono rimasti in pochi: il grosso si “rivede” sui social. Risvegli. 

G come Galfano – “abbiamo giocato sei partite in diciassette giorni. Essere meno brillanti del solito e vincere una partita come questa in modo sporco ci può stare”. Laconico il tecnico della Vibonese a fine gara. Fatto sta che i calabresi (alla vigilia della stagione “accreditati” tra quelli che avrebbero dovuto sudare per la salvezza) sembrano essersi calati meglio di tutti gli altri nel girone meridionale di Lega Pro.

H come Hadziosmanovic – c’è la famiglia in tribuna e ci tiene a fare bene. In difesa Statella (finto attaccante) bazzica dalle sue parti ma non gli crea problemi. Si propone, quindi, volenterosamente in avanti arrivando in zona-tiro al 40′ quando il portiere ospite gli ribatte col “piedone” una conclusione da posizione defilata. Nella ripresa finisce nel “marasma” come gli altri.

I come Icardi – probabilmente la migliore prestazione da quando è a Caserta. Bene in fase di ripartenza: al suo attivo un tiro al 41′ (ottima la preparazione, meno la conclusione) ed un assist a Cuppone al 53′ che l’attaccante dilapida. Vivace anche se nel finale cala un po’ come tutti.

L come Laaribi – è l’ex dell’incontro. “Regista” della Vibonese (e non trequartista come veniva proposto la passata stagione) lavora un gran numero di palloni sbagliando pure qualcosina. Insomma prova a farsi rimpiangere senza però riuscirci. In compenso si “vendica” ottenendo i tre punti. Hai detto niente…

M come Marson – di nome Leonardo, classe 1998. Il portierino della Vibonese arriva al “Pinto” col compito di riscattare le tre reti rimediate con la Ternana (una direttamente su calcio d’angolo): magari non bello stilisticamente, ma efficace sui tentativi anche dalla distanza degli avanti casertani. Promosso.

N come “Non sarà una salvezza tranquilla” – commenta ad alta voce un collega a fine partita sgranando gli occhi dopo il quarto stop di fila al “Pinto”. L’impressione di fondo è proprio quella, ma andrebbe bene comunque.

O come Otto calciatori Otto – dopo l’ennesima sconfitta interna consecutiva in sala-stampa a fine gara si cerca di far “confessare” a Guidi che l’organico a sua disposizione non è certo un granchè. Da parte sua il tecnico “dribbla” le domande invitando a chiedere alla società su eventuali nuovi arrivi. Parte, a microfoni spenti, il “toto-giocatori” da parte dei giornalisti presenti. “Ne servono due o tre” dice il primo, “forse qualcuno in più” il secondo. “Ne servono otto, e con loro qualcuno pure per la panchina” il commento più drastico.

P come Pacilli – conferma le buone cose già viste con la Cavese ed è sicuramente tra i migliori del reparto d’attacco anche con la Vibonese ed arriva alla conclusione in due occasioni. Poi finisce la “benzina”.

Q come Quarantacinquesimo – minuto fatale col Bari: prima rete di Antenucci e gara praticamente chiusa in favore dei galletti che raddoppieranno all’87’ con Montalto. Minuto fatale pure con la Vibonese a segno con Berardi. Ed alla fine matura lo stesso 0-2 grazie al raddoppio di Plescia. Film già visto.

R come Reazione – positiva con Potenza e Ternana nelle prime due gare della stagione. A metà con la Turris: poi il nulla. A questa Casertana manca la capacità di reagire dopo aver preso una rete. Preso il gol si “siede” e non riesce più a pungere. E’ successo anche con la Vibonese.

S come Sostituzioni – a Cava de’ Tirreni i cambi effettuati nella ripresa avevano dato la “spinta” giusta per agguantare la vittoria sia pure in extremis. Stavolta il contributo di quelli che arrivano dalla panchina è praticamente nullo ed “affossa” le speranze della Casertana di conquistare almeno il pareggio. Di male in peggio.

T come Terna arbitrale – gara non difficile sotto il profilo tecnico ed agonistico per i tre in “giallo”. Il brivido, a questo punto, se lo sono creati da soli quando l’assistente “numero due” Biffi di Treviglio ha segnalato un fuorigioco inesistente su retropassaggio. Il direttore di gara, saggiamente, ha fatto scodellare il pallone. Distratto.

U come Urbi et Orbi – non è servita neanche la benedizione per sfatare il tabù del “Pinto”. Ancora un stop per la Casertana sul manto in erba sintetica del “Comunale” di viale Medaglie d’Oro. A questo punto si potrebbe pensare seriamente di tornare a giocare al “Partenio”: ottomilacinquecentoeuro a partita e ci togliamo il pensiero.

V come Varesanovic – nel marasma del mercato rossoblù (chi ha portato uno, chi ha portato un altro) all’ex “responsabiledellareatenica” due acquisti (con tanto di biennale) possono sicuramente attribuirsi. Uno è il “talento cristallino” Cavallini ancora inespresso; l’altro è il bosniaco “figlio d’arte”. Clamoroso l’errore di quest’ultimo al 27′ quando “cicca” un colpo di testa nell’area piccola. Auliv&Chiappariell.

Z come Zona Rossa – era necessario dare continuità alla vittoria di Cava de’ Tirreni con un risultato positivo. Invece nel “saliscendi” del campionato è giunta una nuova sconfitta. La Casertana, quindi, resta in piena “zona rossa” della graduatoria e ringrazia pure il Palermo che è riuscito a fermare sul pareggio la Viterbese. Bisogna venirne fuori.

Nella foto @GiuseppeScialla l’abbraccio a fine gara tra Castaldo e l’ex falchetto Laaribi

Iannitti&Fiorentino