Tre punti, ma poche certezze

Avella, Carillo e soprattuto Matese le note positive di una gara in cui il fattore fortuna per la Casertana non è certo mancato

La gioia per i tre punti, ottenuti peraltro in uno scontro diretto per la salvezza, ma anche la consapevolezza che al Simonetta Lamberti la fortuna è stata una componente essenziale per tornare a casa con una vittoria.

Del resto, la premessa appare d’obbligo. Di fronte si trovavano due squadre che per quello che hanno espresso in campo, giustificavano la classifica della vigilia; di fronte c’erano due squadre ancora alla ricerca del loro primo successo casalingo stagionale; di fronte c’erano due squadre con le difese tra le più battute del torneo; di fronte c’erano due squadre che nel decidere di investire sui giovani hanno, o dovrebbero almeno avere, la percezione che questa rischia di essere una stagione ad alto coefficiente di difficoltà.

Insomma, il derby non è stato… un bel derby, complice anche la posta in palio, elemento questo che deve portare sicuramente a riflettere. Non ce ne voglia Federico Guidi, ma non siamo sicuramente d’accordo quando parla di una Casertana che ha superato un esame di maturità.

La Casertana vista ieri è stata la solita squadra capace di incappare nei suoi atavici errori difensivi e nella poca capacità di produrre gioco. Per un tempo ha sofferto, e non poco, la Cavese presentatasi al tiro in modo pericoloso in almeno tre occasioni con Senesi, Russotto e Germinale e solo l’attenzione e la bravura di Avella ha scongiurato un passivo che rischiava di compromettere i buoni propositi con il quale il tecnico toscano aveva mandato in campo i suoi. Nella ripresa, complice un calo dei padroni di casa, la Casertana ha provato ad allentare la pressione portando il baricentro più avanti. La rete di Carillo, solo un episodio poteva sbloccare l’incontro, regala tre punti fondamentali ai falchetti in chiave di morale e soprattutto di classifica.

Nel rettangolo verde è stato un derby speculare: squadre schierate a specchio 4-3-3 (ampiamente previsto alla vigilia), con la Cavese più intraprendente, soprattutto nella prima frazione di gioco, e Casertana più sorniona, che seppur con qualche sofferenza ha saputo aspettare l’episodio per girare l’incontro. È stato il derby delle scelte che non ti aspetti: Polito, all’esordio in maglia rossoblù dopo due panchine, schierato da Guidi a sinistra, nella linea difensiva, per lui che è un destro naturale, autore di una prestazione non certamente da ricordare soprattutto se l’idea era quella di avere un marcatore su Senesi; Favasuli schierato da Maiuri in un centrocampo che se da un lato ha innalzato la sua media in termini di esperienza, dall’altro ha perso sicuramente in dinamismo al punto forse da rimpiangere l’impiego dal primo minuto di Pompetti, almeno per quello che ha prodotto nello spezzone di gara in cui è stato impiegato. È stato il derby delle conferme: Avella, Carillo e soprattutto Matese in casa rossoblù hanno rappresentato, e rappresentano, quelle poche certezze su cui Guidi può contare e su cui può investire nel futuro prossimo. Di Avella e Carillo, alla terza marcatura stagionale, abbiamo già parlato, quello che fa particolarmente piacere è invece la crescita di Matese, mancino classe 2001, prodotto del settore giovanile e tra i pochi calciatori di proprietà della Casertana. Dopo qualche spezzone, ieri la grande occasione di giocare titolare dopo aver ben impressionato contro il Bari sette giorni prima. Una conferma meritata per il ragazzo, che è stato tra i più positivi della gara, in un centrocampo dove sia Bordin che Izzillo continuano a faticare. Insomma, da Cava de Tirreni, la Casertana torna con tre punti in più in classifica, qualche conferma e tante cose su cui bisogna lavorare. Gli impegni ravvicinati, anche contro squadre di media classifica, a partire da mercoledì contro la Vibonese, potranno svelare il vero volto di questa Casertana. Ieri non è stato superato un esame di maturità, quello semmai arriverà quando si avrà la certezza di iniziare ad essere costante nel raccogliere i risultati.

Giovanni Fiorentino