La partita della Casertana dalla A… alla Z!!!

Dall’arbitro alle… panchine aggiuntive. Tutto quello che si è visto (e non si è visto) nella gara del “Pinto” contro il Bari

A come Auteri – dopo le sei sconfitte di fila equamente divise sulle panchine di Benevento, Matera e Catanzaro, il tecnico di Floridia torna a vincere al “Pinto”. L’ultimo (e fino ad ieri l’unico) successo di Auteri a Caserta risaliva al 28 ottobre 2007 quando il suo Siracusa passò col risultato di 3-0 sulla Casertana che attraversava il periodo di “infelice gestione tecnica” di Francesco Farina. Quella formazione rossoblù, per la cronaca, retrocesse in Eccellenza al termine di quella stagione: tocchiamo ferro…

B come Bari – fino alla passata stagione il “Pinto” rappresentava un vero e proprio tabù per la compagine biancorossa. A dicembre dello scorso anno il rotondo 0-3 e ieri un “secco” 0-2. Forse è meglio che vada (magari pure attraverso i “play-off”) in serie B. Di “monologhi” del genere ne abbiamo abbastanza.

C come Carillo&Cuppone – tra i pochi a salvarsi in una “anonima” prestazione di tutta la squadra rossoblù. Il capitano riesce a mettere varie “pezze” in una retroguardia non del tutto irreprensibile; l’attaccante lotta come un leone sbattendo, però, sistematicamente contro il muro eretto da Auteri. Due, ovviamente, non bastano.

D come (l’arbitro) Di Graci – contro il Foggia avevamo molto apprezzato la direzione della giacchetta nera Ricci di Firenze. Il “collega” Di Graci non fa certo la stessa figura. Incerte soprattutto le decisioni disciplinari dove non usa lo stesso criterio in varie occasioni. Ma pure l’aspetto tecnico e regolamentare non convince: entra ed esce dalla partita troppo spesso. Insufficiente.

E come Eolo – dopo la “tempesta di vento” di venerdì notte e di tutta la giornata di sabato c’era il rischio che Eolo potesse condizionare seriamente anche la partita del “Pinto”. Alla resa dei conti non è andata in questo modo. Tanto vento sì, ma quelli… penalizzati sono stati i pochi (e infreddoliti) “accreditati” presenti allo stadio. Eroici.

F come Fedato – è l’ex di turno e ci terrebbe a far bene contro il “suo” Bari. La sua gara però dura appena 43′ di gioco, complice il cambio forzato fatto da Guidi dopo l’espulsione di Konate. Quasi un tempo dove, praticamente, non si vede mai ben controllato in prima battuta da Ciofani e poi da Celiento. Impalpabile.

G come Guidi – “la prestazione è stata positiva anche in relazione a chi avevamo di fronte”. Così il tecnico della Casertana a fine partita che difende sia il suo operato che quello della squadra. La classifica avrà anche una valenza “relativa” considerando i vari recuperi ancora da disputare, ma su quel “non sono preoccupato” espresso dall’allenatore rossoblù non siamo in alcun modo d’accordo.

H come Hadziosmanovic – suo uno dei pochi “brividi” rossoblù dell’incontro. La conclusione al 17′ che, dopo una deviazione, sfiora il palo alla destra di Frattali. Poi le “solite” cose negative: si perde D’Ursi al 27′ e per poco Antenucci non realizza. Poi al 45′ consente un cross troppo facile a Bianco e stavolta il centravanti barese colpisce. Nella ripresa la fascia sinistra dell’attacco biancorosso è terra di conquista. Lui arranca e di parecchio.

I come Ingenuità – magari frettolosa, ma l’espulsione di Konate (vista e rivista) ci sta tutta. Netto l’anticipo di Antenucci sul difensore casertano, ed altrettanto netta la “stecca” che il coloured rifila all’esperto attaccante. Inevitabile, dopo il primo “giallo”, l’espulsione. Non è la prima ingenuità del centrale rossoblù in questo campionato; si spera che sia l’ultima.

L come Libertà di Stampa – le cabine riservate agli organi di informazione mai così piene. Insieme ai “simpaticoni” di Raisport anche tanti colleghi al seguito della formazione barese. Ed al “Pinto” si sono rivisti anche altri amici per i quali è terminato il periodo di… espiazione. Bentornati.

M come Marras – il “furetto” biancorosso (legato fino al 2023 al Bari) è ispirato e prova da solo nel primo tempo a fare male alla Casertana. Ad inizio ripresa, però, dilapida la rete del raddoppio con un colpo di testa che non sarà certo il “pezzo” migliore del suo repertorio. Comunque talentuoso.

N come “Non sono queste le partite dove fare punti salvezza” – frase fatta da utilizzare all’occorrenza in partite come quella col Bari. Ed a questa aggiungiamo pure “ci sono squadre che fanno un altro campionato” sentita anche in sala-stampa. Da parte nostra non vorremmo fare “l’altro campionato”, ma “lo stesso campionato” di tutte le altre squadre.

O come Origlia – a sette minuti dalla fine c’è spazio anche per la prima in campionato del giovane trequartista romano. Dopo un inizio di stagione travagliato dal punto di vista fisico ritorna sul terreno di gioco dopo una assenza di oltre otto mesi. Redivivo.

P come Panchine Aggiuntive – senza una minima copertura di plexiglass i componenti di entrambe le panchine aggiuntive prendono in pieno vento e freddo. “Che lavoro schifoso” avrebbe detto il dottor Frankenstein Junior. Fortunatamente al “Pinto” era… assente il fido assistente Igor che avrebbe replicato “potrebbe esser peggio, potrebbe piovere”. E giù il diluvio…

Q come Quarantacinquesimo – la partita col Bari, di fatto, dura quarantacinque minuti. Giusto allo scadere del primo tempo il gol di Antenucci che chiude con largo anticipo l’incontro in favore dei biancorossi. Con la Casertana in inferiorità numerica il secondo tempo è una “non-partita” con la retroguardia ospite che controlla senza affanni le sterili offensive rossoblù. Ripresa superfua.

R come Rosso –terza espulsione stagionale ai danni della Casertana. Dopo Hadziosmanovic (contro l’Avellino) e Buschiazzo (Virtus Francavilla) arriva anche quella di Konate col Bari. Sperando che giocare in dieci non stia diventando una… abitudine.

S come Setola – per chi non l’avesse ancora capito (a questo punto dovrebbero essere davvero in pochi…) uno dei problemi più evidenti della Casertana sono gli esterni difensivi. Se quando provi a “fare il fuorigioco” salgono in tre ed il quarto si… addormenta il gol arriva sicuro. Vedi rete del vantaggio barese.

T come Telecronista di Elevensports – quello che era già accaduto la scorsa stagione si è ripetuto ieri. In trasferta il Bari (come da contratto?) si porta dietro anche il “personale” telecronista non fidandosi di quelli… altrui. A questo punto c’è da domandarsi se fosse loro anche il pallone e l’arbitro…

U come Un tiro in porta – per Frattali, estremo difensore del Bari, un pomeriggio di tutta tranquillità quello vissuto al “Pinto”. Un solo intervento che arriva quasi al 95′ sul colpo di testa di Carillo. Per il resto neanche l’ordinaria amministrazione. Avrebbe anche potuto evitare la trasferta.

V come Varesanovic – in una mediana rossoblù con tante menti “pensanti” è quello che si vede di meno. Un’altra prestazione da parte del centrocampista bosniaco che non aggiunge (e non toglie) nulla a quello che già conosciamo. Poco.

Z come Zero punti – tre volte sul nuovo manto in erba sintetica del “Pinto” ed altrettante sconfitte con Turris, Foggia e Bari. Ci viene quasi da rimpiangere il “campodipatate” dello scorso anno. Domanda… ma è stato benedetto?

Nella foto @GiuseppeScialla il momento dell’espulsione di Konate

Iannitti&Fiorentino