Casertana, cambiare è d’obbligo

Falchetti puniti dai soliti errori in fase difensiviva, messi a nudo da una Turris brava a sfruttare le corsie esterne, punto debole della squadra di Guidi. Mercoledì contro il Foggia è già decisiva.

Il derby con la Turris, il secondo consecutivo in ordine temporale dopo quello contro l’Avellino, doveva segnare, a ragion di logica, “l’inizio di una nuova era”. Messo da parte il ciclo di gare “fuori portata”, contro avversari costruiti per raggiungere altri obiettivi, era proprio contro la squadra corallina, neopromossa, che sarebbe dovuto iniziare il vero campionato della formazione rossoblù. Lo stesso tecnico Guidi, non ci aveva girato intorno alla vigilia e proprio in questa gara riponeva, come del resto tutti, grande fiducia. Le motivazioni non mancavano: il ritorno al “Pinto” fattosi nuovo con manto erboso in sintetico (parere personale: togliere l’erba naturale è qualcosa che non scende proprio, ma ci saranno le ragioni per aver fatto questa scelta), il rientro di qualche infortunato, Castaldo in primis che non si vedeva dalla gara contro il Potenza alla prima giornata, la voglia di cancellare quello zero nella casella vittoria, la voglia di abbandonare una posizione di classifica a dir poco deludente e modesta. Sembravano esserci tutte le condizioni per iniziare a dare un senso ad una stagione, che al momento è stata vissuta con più ombre che luci.

Davanti una Turris che dal canto suo può essere considerata la vera sorpresa di questa prima parte di stagione, e per come si stanno comportando quelle squadre di fascia “medio-alta” vedi Monopoli, Potenza e Virtus Francavilla per restare a quelle che da qualche anno sono in pianta stabile in quella parte della classifica, può anche restarci. Tutto apparecchiato dunque per assistere ad un derby che sarebbe o che avrebbe potuto da un lato rilanciare la Casertana, dall’altro certificare il buon avvio di stagione della Turris. In campo, ahinoi, però si è visto solo la seconda della due opzioni: per la Casertana si è trattato di un vero incubo, costretta ad inseguire sempre la compagine corallina, di raggiungerla due volte, prima di crollare vittima dei soliti e ormai noti errori.

Del resto mister Fabiano, all’esordio in serie C dopo una vita spesa nei campi dell’Eccellenza e della serie D, l’ha preparata secondo un canovaccio ormai comune a tanti tecnici che hanno compreso le pecche della formazione rossoblù: esterni offensivi in grado di saltare l’uomo e squadra accorta in fase di non possesso. Al resto ci pensano i limiti della Casertana stessa, che con quelli di ieri ha sommato quattordici reti subite in sei partite. Un motivo ci sarà se questa squadra subisce così tanto e si macchia di grossolani errori partita dopo partita.

Così il 4-3-3 della Turris in fase di possesso si trasformava in 4-5-1 (Da Dalt e Giannone si abbassavano molto sulla linea mediana) in fase difensiva che “attirava” i falchetti nella loro trequarti prima di ripartenze veloci e sanguinose che hanno prodotto tanti danni.  Una trappola in cui la squadra di Guidi è caduta, forse anche la per la sua “ingenuità”. Perché nei quattro gol subiti c’è forse tutto il campionario di errori che accompagnano la squadra da inizio stagione. Palla persa banalmente da Buschiazzo e ripartenza veloce con palla a Giannone sulla corsia di destra, che dopo aver saltato Setola, tagliava al centro e lasciava partire, senza opposizione un tiro che si beffava Dekic. In occasione del secondo gol era Loreto a crossare senza opposizione dalla sinistra, con gli “esterni fuori giri” e Romano appostato, indisturbato, sul secondo palo non aveva difficoltà a metterla dentro, complice una linea difensiva troppo stretta e un portiere che aveva scelto di non uscire. I gol del 3-2 (rigore abbastanza fiscale) e 4-2, nascono da azioni fotocopia e non solo in questa gara. Era successo a Potenza, a Teramo, contro l’Avellino: trova un esterno con un po’ di estro e fantasia e crossare al centro diventa potenzialmente una giocata su cui paghiamo dazio. Dai piedi di Da Dalt sono partiti i due assist, identici, che hanno portato prima al fallo da rigore di Setola, e poi al gol di Pandolfi: in entrambi i casi difesa assente, e nel caso del gol 4-2 Dekic incredibilmente fermo con una palla che tagliava nell’area piccola. Il ritorno al gol di Castaldo, per lui anche l’assist ad Izzillo in occasione del pareggio ma anche il rigore sbagliato che avrebbe consentito alla Casertana di rientrare in partita, sembra essere l’unica notizia positiva della domenica, al pari della prima rete stagionale di Izzillo forse alla prima buona partita giocata in maglia rossoblù, in una gara in cui sia Bordin e soprattutto Icardi si sono visti davvero poco. Così come Cavallini e Fedato non sono stati buoni compagni di reparto di Castaldo in fase offensiva. Sicuramente meglio Pacilli nella ripresa che a questo punto si candida per una maglia da titolare nella gara contro il Foggia.

Insomma, una Casertana che non riesce a contenere in fase difensiva, perché sarebbe sbagliato attribuire tutta la colpa solo al pacchetto arretrato, cosa questa che a fine partita ha fatto sbottare anche lo stesso tecnico Guidi: “siamo ricaduti in vecchi errori, qualcosa non torna… sicuramente abbiamo le potenzialità per fare delle cose belle, ma a questo punto debbo fare le mie valutazioni”. Esternazioni queste che lasciano presagire che già mercoledì, contro il Foggia nel recupero della seconda giornata, potrebbero esserci dei cambi, in una partita che rappresenta il vero spartiacque della stagione.

Del resto se in sei giornate ti ritrovi con tre punti in classifica, senza aver ancora mai vinto e con quattordici gol subiti è arrivato il momento di prendere coscienza che qualcosa in questa squadra non va.

Nella foto @GiuseppeScialla il tecnico rossoblù Federico Guidi

Giovanni Fiorentino