Violante: i motivi di un addio

Al suo posto sembra fatta per il ritorno di Martone che già dovrebbe aver operato questa estate con la Casertana

Dieci giugno 2019: è la data di presentazione da parte della Casertana del tecnico Ciro Ginestra e del responsabile dell’area tecnica Salvatore Violante. Contratto biennale (con opzione per il terzo anno) per il primo; addirittura triennale per il secondo. Parte in questo modo il nuovo progetto tecnico della società rossoblù.

A distanza di poco meno di un anno e mezzo di quel progetto non è rimasto più nulla. Rescissione contrattuale col tecnico; risoluzione consensuale dell’accordo col dirigente di San Prisco.

Pensare che poco più di un anno fa lo stesso Violante era il primo a difendere uomini e, soprattutto, decisioni. “Ginestra è fondamentale in questo progetto. È stata una mia scelta, la mia prima ed unica scelta appena arrivato alla Casertana” come ebbe a dichiarare poco più di un anno fa. Una presa di posizione forte (successivamente smentita dai fatti) a cui sono seguite cadute di stile neanche un briciolo giustificabili come quanto accaduto come, solo per fare un esempio, dopo la sconfitta interna con la Paganese quando parlò di “stampa imborghesita” che aveva distolto l’attenzione della squadra dalla gara con gli azzurrostellati, manco fossero i giornalisti ad andare in campo o ad individuare moduli e variazioni tattiche.

La fossa attorno a lui se l’è scavata nei mesi successivi, dal lock-down in poi. Da uomo di società si è schierato apertamente con la proprietà (“che mette passione, sangue, sudore e soldi“) rispedendo al mittente (lettera, letterina) tutte  le lamentele da parte dei calciatori relative alla tardiva corresponsione degli emolumenti. In questo modo ha perso Ginestra ed ha perso molti calciatori, peraltro la maggiorparte scelti dal suo predecessore e dallo stesso tecnico.

A questo punto dalla sua parte (o magari l’inverso…) è rimasta solo la stessa proprietà, ma già negli ultimi mesi i rapporti apparivano molto diversi rispetto a qualche tempo prima. Il mercato posto in essere da Violante è apparso da subito deficitario dal punto di vista operativo: il suo primo compito era quello di risolvere gli onerosi contratti con i senatori e non ha raggiunto in alcun modo l’obiettivo prefissato, né prima né dopo l’intemezzo Todaro.

Per le risoluzioni concretizzate con D’Angelo e Zito pare (…) sia stato necessario un intervento esterno, quello dell’ex consulente Aniello Martone. Suo il contatto con i procuratori dei calciatori e sua la chiave che dovrebbe essere stata utilizzata per liberarsi del peso economico dei rispettivi contratti. E lo stesso Martone, sfruttando i rapporti con direttori sportivi di A e categoria cadetta, dovrebbe aver chiuso anche delle operazioni in entrata sfruttando le amicizie con altri direttori sportivi di serie A e B.

L’ultima problematica che ha riguardato Violante è stata quella che ha portato all’addio del responsabile tecnico. E’ quella relativa all’utilizzo (anzi, al mancato utilizzo) di alcuni elementi attualmente nell’organico della Casertana. Impiego richiesto dalla società, ma di fatto non assecondato dalla stessa area tecnica. I rapporti si sono definitivamente deteriorati e la strada non poteva che essere quella della risoluzione dell’accordo accolto sui social con dimostrazioni tutt’altro che di affetto da parte di molti calciatori costretti ad interrompere la loro esperienza con la Casertana negli scorsi mesi.

Per la sua sostituzione sono tre i nomi che circolano con insistenza: c’è quello dell’ex Viterbese Ivano Pastore, ma pure quello di Vittorio Cozzella sia pure legato contrattualmente al Livorno. Su tutti, però, il ritorno dello stesso Martone: soluzione che fa tremare i polsi a molti (qualcuno già sta preparando i cartoni per raccattare oggetti personali dalla sede di corso Trieste) e che è apertamente invisa alla piazza. Ma se “nel calcio e nella vita comanda chi tiene i soldi” alla fine il suo rientro a Caserta non potrebbe essere tanto lontano.

Massimo Iannitti