La partita della Casertana dalla A… alla Z!

Tutto quello che si è visto (e non si è visto) al “Partenio” contro l’Avellino

A come Adamo – che fosse in discrete condizioni di forma lo si era già visto a Foggia nel turno infrasettimanale. Mette insieme una buona prestazione prima sulla corsia di sinistra e poi sul fronte opposto dove trova la classica “ciliegina” col gol del definitivo 3-1.

B come Buschiazzo – ad Avellino torna la difesa “a quattro” e l’uruguayano finisce nuovamente in panchina dopo l’unica da titolare contro il Catanzaro. L’espulsione di Hadziosmanovic cambia le “carte in tavola” e poco prima dell’intervallo si passa nuovamente “a tre”. Qualcosa, però, non convince: viste le “amnesie” di Konate e Carillo possibile che non ci sia spazio per il sudamericano?

C come Cudini di Fermo – decisamente negativa la prestazione del direttore di gara marchigiano. Il rigore su Icardi (evidente la reiterata trattenuta di Rizzo) c’era tutto e con questo pure l’espulsione ai danni dell’esterno irpino. Poi il rosso diretto per proteste ad Hazdiosmanovic, conseguenza dell’errore fatto in precedenza. A spianare ulteriormente la strada agli irpini la seconda rete di Maniero in fuorigioco. Insufficiente: ma in Lega Pro c’è da attendersi qualcosa di meglio?

D come Dekic – come ogni giovane estremo difensore alterna cose egregie ad errori pacchiani. Molto bravo nelle battute iniziali dell’incontro su Maniero e De Francesco. Nella ripresa, però, fa “crac” con una incerta respinta da cui scaturisce il raddoppio irpino sia pure in fuorigioco.

E come Effetto Partenio – con la Casertana in versione ospite svanisce dopo i due pareggi “interni” con Ternana e Catanzaro. Nei confronti tra lupi e falchetti il “Partenio” resta ancora un fortino per gli irpini. Dal 1971, anno di inaugurazione dell’impianto, ad oggi quattro successi biancoverdi ed appena due pareggi. Maledizione.

F come Falso nueve – senza veri e propri attaccanti di ruolo (lo stesso Fedato è di fatto un esterno) la Casertana si presenta al confronto con l’Avellino con un Varesanovic nelle vesti di “falso nueve” di derivazione catalana. “Non abbiamo bisogno di un centravanti. Il nostro centravanti è lo spazio” ebbe a dire Pep Guardiola, all’epoca allenatore del Barcellona. Ma i blau-grana avevano Messi; a noi manca tanto Castaldo (od almeno Cuppone).

G come Gol fotocopia – la Casertana continua a prendere gol in… fotocopia. Il primo rimediato a Teramo somigliava terribilmente all’1-0 del Potenza nella giornata di esordio; la rete che consente all’Avellino di impattare dopo il momentaneo vantaggio di Icardi uguale uguale alla seconda realizzazione di Ilari nella trasferta abruzzese. E tutti e quattro sempre dalla stessa fascia.

H come Hadziosmanovic – due secondi e mezzo per vedersi sventolare sotto il naso prima il cartellino giallo e poi il rosso. Chissà cosa avrà detto all’arbitro per meritarsi l’espulsione diretta. Nella stessa azione l’errore lo commette, però, Konate che si lascia soffiare un pallone “sanguinoso” da Fella poi messo a terra dall’italo-montenegrino.

I come Icardi – bello il gol (controllo in piena area di rigore e gran botta), finalmente positivo negli inserimenti (su di lui un rigore non concesso) e buono anche nel lavoro di sacrificio a cui è chiamato nella ripresa quando deve curare la fascia destra cercando di contenere Adamo. Poi la formazione rossoblù becca il secondo gol e sparisce anche lui insieme alla Casertana.

L come Legge dell’ex – ad Avellino aspettavano di rivedere in campo Castaldo costretto, però, a saltare anche questo match. La “legge dell’ex” si materializza, invece, in casa avellinese: a cinque minuti dalla fine perfetto il traversone di Tito dalla sinistra e stilisticamente bella la voleè di Adamo per il terzo gol irpino.

M come Maniero – per convincerlo a scendere di categoria l’Avellino ha dovuto offrirgli un contratto triennale, raro a vedersi in Lega Pro. A “secco” nelle prime quattro uscite di campionato attende… la Casertana per sbloccarsi e le rifila una doppietta. Bomber di razza.

N come Novità sintetico – l’esilio della società rossoblù dovrebbe essere finito. Domenica, con ogni probabilità, si torna al “Pinto” e ci sarà il modo di apprezzare il nuovissimo manto in erba sintetica installato dalla società rossoblù. Il tutto in attesa del restyling completo dell’impianto di viale Medaglie d’Oro.

O come Ostacoli incontrati – nell’ordine Potenza, Ternana, Teramo, Catanzaro ed Avellino. Quasi tutte occupano la parte sinistra della classifica che vede in testa proprio la compagine umbra seguita dai biancorossi abruzzesi e dagli irpini. Il “ciclo di ferro” è alle spalle: ora la Casertana è attesa da due gare interne con Turris e Foggia con due avversarie almeno sulla carta abbordabili. Incrociamo le dita.

P come Pacilli – contratto e tesseramento nel pomeriggio di sabato. Ieri subito in campo, anche se si è visto poco come il resto della squadra nell’ultima parte della gara. Ingaggio di spessore per la formazione rossoblù, anche se l’ex Lecce arriva da una stagione decisamente in sordina con la maglia della Viterbese. Appena tredici presenze (per 682′ in campo) ed una sola rete messa a segno in occasione della trasferta di Teramo.

Q come “Quando giochi bene…” – a fine gara tra i commenti dell’allenatore rossoblù Guidi ne scegliamo uno: “quando giochi bene è più facile arrivare al risultato piuttosto che no”. Il tecnico della Casertana non cambia di una virgola l’idea che è alla base del suo lavoro. Ma vincere una partita sia pure senza grossi meriti non dispiacerebbe.

R come Reti subite – peggiora il bilancio della Casertana. In cinque incontri sono ben dieci le realizzazioni incassate dalla formazione rossoblù. Media due reti a partita e solo in una occasione Dekic è riuscito a mantenere la porta inviolata. Ma non era” primo non prenderle”?

S come Sliding doors – nel giro di un minuto cambia il verso dell’incontro. Da una chiara massima punizione non concessa alla Casertana (che avrebbe portato ad una superiorità numerica per l’espulsione di Rizzo), ad un rosso diretto ad Hadziosmanovic. Mancava solo Gwyneth Paltrow ed il film era fatto.

T come Tre punti – in cinque partite per la Casertana in classifica. Con tutte le problematiche del caso non ci sentiamo in alcun modo di puntare l’indice verso il tecnico Guidi. Fatto sta che nella stagione 2017-2018 l’allora tecnico rossoblù Scazzola in cinque gare fece pure meglio (quattro punti con vittoria a spese del Catania e pari esterno con l’Andria), ma venne ugualmente esonerato dopo la sconfitta di Trapani.

U come Ultima mezz’ora – dopo la seconda rete di Maniero (58′) la partita perde di intensità e bellezza e avremmo fatto sinceramente a meno dell’ultima mezz’ora. L’Avellino si limita a controllare, la Casertana pensa a fare “minutaggio” con gli inserimenti di Ciriello e Matese. La rete di Adamo a cinque minuti dalla fine è solo per la statistiche.

V come Viso Aperto – primo tempo giocato a viso aperto tra le due formazioni e senza esclusioni di colpi. Contro un quotato Avellino la formazione rossoblù non alza certo le barricate e ribatte colpo su colpo agli avversari. Poi l’arbitro ci mette del suo e la partita dei falchetti si spegne. Peccato.

Z come Zero vittorie – nelle prime cinque uscite di campionato. Alla Casertana non accadeva dalla “nefasta” stagione di serie D 2004-2005 conclusa con l’esclusione dal torneo dopo il quarto “forfait” (era l’ultima “Dimasciese”). Per trovare poi un cammino simile tra i professionisti bisogna tornare indietro addirittura alla stagione di serie C 1975-1976 quando la formazione rossoblù di Sonetti attese fino all’undicesima giornata per conquistare il primo successo. Meglio non ricordare come andò a finire quel campionato.

Nella foto @GiuseppeScialla l’ammonizione per proteste ai danni di Icardi dopo la mancata concessione del calcio di rigore alla Casertana

Iannitti&Fiorentino