L’Avellino chiede strada anche alla Casertana

La squadra di Braglia, reduce dal successo di Foggia, costruita per lottare per le primissime posizioni nel raggruppamento

Ormai lontane anni-luce le tensioni di inizio 2020 quando i soci Circelli ed Izzo litigavano per le posizioni di potere all’interno del club irpino; finito nel dimenticatoio pure Eziolino Capuano, passato in pochi mesi da pagliaccio (così recitava uno striscione della Curva Sud contro l’allenatore salernitano) a Salvatore della Patria biancoverde.

Il new-deal dell’Avellino è cominciato a fine febbraio con l’avvento di Angelo D’Agostino (imprenditore con svariati interessi dall’edilizia all’editoria, dalle energie rinnovabili ai servizi per le aziende) desideroso di riportare nel più breve tempo possibile la società irpina nel calcio delle grandi. Il primo passo del nuovo patron, dopo la conferma di Salvatore Di Somma nel ruolo di direttore sportivo, è stata la scelta dell’allenatore: sembrava vicino Auteri, ma alla fine la scelta è ricaduta su Piero Braglia che proprio con Di Somma aveva lavorato (bene) a Castellammare di Stabia nel biennio 2010-2012 conquistando la promozione in serie B, sia pure attraverso i play-off, delle vespe.

Il tecnico toscano ci ha messo poco, se non pochissimo, a vestire i panni di sergente di ferro già indossati in precedenza. Qualche lamentela neanche troppo velata nei confronti del club per un mercato in entrata che stentava a decollare, ma alla fine la società biancoverde gli ha messo a disposizione quanto richiesto.

Squadra profondamente cambiata rispetto alla scorsa stagione e che nelle prime quattro uscite di campionato ha messo insieme tre vittorie ed un pareggio lunedì nel derby con la Juve Stabia: appena due i confermati ed uno di questi sarà out per il confronto della Casertana: si tratta del difensore Laezza, infortunatosi nel corso dell’allenamento congiunto con la Cavese dello scorso settembre e che resterà fuori per qualche mese. Ma insieme a lui indisponibile anche l’altro centrale di retroguardia Luigi Silvestri, con l’ex Potenza appiedato da una positività al Covid-19 emersa subito dopo la gara di lunedì sera con la Juve Stabia.

Qualcosa da modificare, almeno nel pacchetto di retroguardia, nel tre-cinque-due (che in fase difensiva diventa cinque-tre-uno-uno) proposto da Braglia, anche se le alternative non mancano nella rosa del sessantacinquenne allenatore originario di Grosseto.

Tra i pali l’ex rossoblù Forte (maglia numero 22, classe 1991) che la passata stagione a Carrara ha completamente riscattato l’opaca esperienza vissuta con la Viterbese. Portiere di esperienza anche il dodicesimo: si tratta dell’ex Picerno Pane (1, 1990), assoluta garanzia per la categoria, mentre il ruolo è completato dal giovane Pizzella (12, 2001) rientrato ad Avellino dopo l’esperienza con la Nocerina tra i Dilettanti.

Scelte obbligate per quanto riguarda il terzetto di difesa: da destra a sinistra dovrebbero esserci Dossena (13, 1998, arrivato dall’Alessandria), l’ex Sambenedettese Miceli (6, 1991) e Rocchi (15, 1996). Remota la possibilità che porta all’utilizzo del croato Nikolic (30, 2001), lo scorso anno in forza alla squadra Primavera della Dinamo Zagabria ed ancora in attesa dell’esordio in campionato.

In mediana il gioco gira attorno De Francesco (10, 1994), ex Spezia che nella scorsa stagione ha contributo alla promozione della Reggina nella categoria cadetta. Giovane l’alternativa nell’organico di Braglia: si tratta di Bruzzo (30, 1999) arrivato da Pontedera ma formatosi nel settore giovanile del Genoa. Tre uomini per le altre due maglie del centrocampo con Aloi (4, 1996) e D’Angelo (27, 1995, pericolosi i suoi inserimenti su palle inattive, già tre gol messi a segno) che partono favoriti rispetto al più giovane Marco Silvestri (8, 1999), uno dei due confermati insieme a Laezza del passato campionato. In ritardo di condizione, invece, Errico (14, 1999) che l’Avellino ha preso in prestito dal Frosinone dopo l’esperienza con la Viterbese.

Ampia scelta nel ruolo di esterni di centrocampo con variazioni sul tema dettate da una maggiore copertura o spinta offensiva. A destra l’ex Lecce Ciancio (23, 1987, che a Foggia si è adattato a terzo della difesa) giunto anche lui dalla Carrarese al pari di Forte, ma anche Rizzo (2, 1999) preso dal Livorno. Sulla corsia mancina Tito (3, 1993) od il giovane talento Burgio (24, 2001) che l’Inter ha sacrificato per ragioni di bilancio cedendolo all’Atalanta da cui è arrivato in prestito. Alternativa per entrambe le fasce l’ex rossoblù Adamo (17, 1998) titolare solo nella gara di Coppa Italia contro il Renate ed autore di una buona prova allo Zaccheria nel turno infrasettimanale.

Nuovo di zecca tutto il reparto d’attacco: non andato a buon fine il tentativo di riportare il rossoblù Castaldo alla base, il club irpino ha dirottato le sue attenzioni su altri profili di tutto rispetto a cominciare dal possente Bernardotto (7, 1997) che si è legato all’Avellino con un contratto biennale dopo la precedente esperienza con la Vibonese. Insieme a lui poi sono arrivati anche Santaniello (9, 1990, dal Picerno) e Maniero (19, 1987) che ha spuntato alla società biancoverde un accordo fino al giugno 2023. La ciliegina sulla torta nel mercato avellinese è stata poi rappresentata dall’arrivo in prestito dalla Salernitana di Fella (11, 1993) reduce da due ottime stagioni in Lega Pro in termini realizzativi con Cavese e Monopoli. Elemento duttile quest’ultimo capace di giostrare sia come seconda punta che come trequartista, utile di conseguenza per modificare in corsa il tre-cinque-due di Braglia. Il turn-over operato in settimana dovrebbe portare all’inserimento sin dal primo minuto di Fella e Maniero.

Questa, infine, la probabile formazione dell’Avellino che sarà opposta alla Casertana (3-5-2): Forte; Dossena, Miceli, Rocchi; Ciancio, Aloi, De Francesco, D’Angelo, Tito; Fella, Maniero.

Nella foto @GiuseppeScialla il tecnico dell’Avellino Piero Braglia in occasione di Casertana-Cosenza della stagione 2017-2018

Massimo Iannitti