L’Arte di arrangiarsi

Il tecnico rossoblù Guidi ha dovuto fare di necessità virtù contro il Catanzaro. Il cambio del modulo ha reso una Casertana più concreta in difesa anche se meno pericolosa sul fronte offensivo

Un punto d’oro e pure lo spauracchio Catanzaro, temuto e non poco alla vigilia, può andare nel dimenticatoio in questa prima parte della stagione. Il post-Teramo era seguito da una gara sulla carta con quoziente di difficoltà davvero alto per la formazione rossoblù.

Davanti c’era quella formazione giallorossa che, organico alla mano, è destinato a fare un altro campionato, ad occupare le zone alte della classifica, ad impensierire e dare fastidio a chi si giocherà l’unico posto che porta direttamente nella categoria cadetta. Dal Partenio di Avellino, la formazione di Guidi, col tecnico ancora alla ricerca della prima vittoria in campionato da quando allena i grandi, torna con un punto, il terzo in quattro partite, e qualche minima certezza in più.

Da quando è a Caserta, ed in perfetto stile campano, l’allenatore rossoblù sta imparando l’arte dell’arrangiarsi: calciatori da adattare, moduli da poter utilizzare per far quadrare il cerchio, convivere con qualche infortunio di troppo (a cominciare da quello di Matarese che resterà fuori per qualche mese come è possibile desumere dal comunicato della società di questo pomeriggio). Una serie di tribolazioni che stanno sicuramente mettendo a dura prova il suo difficile lavoro.

Ieri contro il Catanzaro si è dovuto aggrappare ad un modulo inedito per quello che è il suo credo tattico, ma quello, sulla carta, che più gli avrebbe concesso possibilità di rendere il gioco più fruibile. Quel 3-4-2-1 che ha mostrato una formazione rossoblù che si è difesa con ordine, magari anche stringendo i denti in qualche frangente, e provando a ripartire con le armi, esigue, che aveva a sua disposizione. L’esperimento, se tale poteva essere considerato, ha funzionato ed ha fatto emergere in Guidi una duttilità tattica che fino a questo momento non era conosciuta.

Modulo tattico nuovo con una difesa a tre che ha retto bene l’urto del notevole potenziale d’attacco catanzarese. Pratico ed essenziale Buschiazzo al pari di Carillo mentre Konatè sembra prendersi troppe licenze di avanzare per dar man forte a centrocampo. In mediana Bordin si presenta giornata dopo giornata come un play affidabile, sempre dentro la partita, capace di contenere e rilanciare l’azione. Maluccio, invece, Izzillo protagonista in negativo con una prestazione poco sufficiente.

Sulle corsie esterne Hadziosmanovic, sicuramente meglio rispetto alle gare precedenti, e Setola non sono dispiaciuti, anche tenendo conto di chi avevano come dirimpettai. In avanti, se così si può dire, la nota positiva è rappresentata sicuramente dalla prestazione di Matese, classe 2001 che con grande sacrificio ha dato tutto quello che aveva nei sessanta minuti in cui è rimasto in campo, mentre da Icardi, vale un pochino il discorso fatto in precedenza per Izzillo, ci si aspetta sicuramente di più. Menzione a parte per Cuppone: ieri ha fatto reparto da solo, corsa, tanta, e anche la lucidità di trovare la conclusione a rete e l’assist su cui Icardi non è stato reattivo.

È anche vero che forse Calabro, tecnico della compagine calabrese, abbia commesso lo stesso errore commesso dal ternano Lucarelli due gare fa: snobbare, magari involontariamente, i falchetti lasciandosi condizionare, nelle sue scelte, dalle assenze, più da chi sarebbe sceso in campo. Perché il Catanzaro visto nel secondo tempo, complici i cambi, ha cambiato passo e ha creato quelle occasioni da rete che erano mancate nella prima frazione di gioco. Buon per i falchetti.

In definitiva una Casertana che può guardare con un pizzico di ottimismo più al derby di domenica contro l’Avellino, che dovrebbe vedere almeno nell’elenco dei convocati Fedato. Il non aver subito gol per la prima in stagione, amichevoli comprese, è già di per se una notizia buona.

Nella foto @FrancoLucianoperCasertanaLive una delle rare iniziative della Casertana in area catanzarese nella gara di ieri pomeriggio al Partenio

Giovanni Fiorentino