La partita della Casertana dalla A… alla Z!

Tutto quello che si è visto (e non si è visto) al “Partenio” contro il Catanzaro

A come Accrediti massima solidarietà ai colleghi di SportCasertano e TuttoCasertana a cui la società rossoblù ha negato per la seconda volta consecutiva l’accredito per le gare interne dei falchetti. La stessa solidarietà che esprimiamo a voce ancora più alta e ferma nei confronti del nostro direttore Giuseppe Scialla che da oltre dieci anni ci racconta, attraverso i suoi splendidi scatti, le avventure della Casertana in qualsiasi categoria ed in ogni parte d’Italia.

B come Buschiazzo – alla sua prima da titolare il difensore uruguayano conferisce solidità alla retroguardia rossoblù. Nel conto anche una ammonizione evitabile poco prima dell’intervallo ed una acrobatica chiusura su Di Piazza al 68′. Positivo.

C come Casoli – l’ex Matera al 40′, sia pure in posizione defilata ma al limite dell’area piccola, si ritrova tra i piedi un pallone pericoloso, ma viene chiuso al momento della conclusione da Konate. Tra i due scatta un “muso a muso” che sembrava dovesse preannunciare cose peggiori. Arriva l’arbitro e rimette le cose a posto. Non era assolutamente il caso.

D come Diciassette – il numero di maglia di Evacuo, attaccante del Catanzaro. Trentotto primavere sulle spalle, ma l’ex Trapani, in un reparto d’attacco giallorosso assolutamente competitivo, dimostra di essere ancora l’elemento più pericoloso di tutti. Detto questo è clamoroso il suo errore sotto porta al 77′ quando alza sopra la traversa un traversone di Garufo che doveva solo essere spinto in porta. Sarà il numero che gli porta male?

E come Ex – due gli ex falchetti in campo al “Partenio” con la maglia giallorossa. Ed entrambi hanno provato di tutto per dare un dispiacere alla Casertana. Insieme a Carlini particolarmente voglioso Pinna che ha spinto molto sulla fascia di competenza nei 45′ in cui è stato impiegato: ha provato anche su calcio di punizione (la sua specialità) al 25′ senza grossa fortuna. Meglio così.

F come Factotum – “titolo” da attribuire a Cuppone che ha fatto reparto da solo correndo come un forsennato da una parte all’altra del campo. E nonostante una retroguardia ospite che sembrava fosse invalicabile in due occasioni ha anche provato a pungere: bello ma impreciso di un niente il tiro dal limite all’11’. Perfetto, poi, l’assist verso Icardi al 53′ con la difesa giallorossa che riesce a chiudere all’ultimo momento sul trequartista casertano. Infaticabile.

G come Guidi – “dobbiamo trovare ancora il nostro giusto equilibrio” spiega Guidi a fine gara. Lavori in corso, quindi, per la Casertana con il tecnico che vorrebbe “lavorare col gruppo nella sua completezza”, circostanza mai accaduta dal momento del suo arrivo sulla panchina dei falchetti. Ha ragione anche lui.

H come Hadziosmanovic – meglio come terzino destro nel “quattro-tre-tre” o come braccetto nel “tre-quattro-due-uno”? Propendiamo per la seconda ipotesi anche se c’è ancora molto da lavorare sull’italo-montenegrino. Nel giro di quattro minuti (dal 27′ al 31′) si becca due “cazziatoni” dall’arbitro (dopo le proteste) e da Cuppone, con l’attaccante che gli rimprovera un ritardo nella battuta di un fallo laterale. In mezzo ai due episodi anche un “calcetto” gratuito all’ex Pinna che sfugge alla terna arbitrale. Non serve.

I come Izzillo – chiamato ad “imbottire” la mediana l’ex Avellino svolge il “compitino” assegnatogli senza strafare. In generale si vede poco o nulla: aveva fatto meglio (ma pure peggio) in precedenti occasioni.

L come Lotta e Governo – come è apparsa la Casertana vista all’opera contro il Catanzaro. Non solo una squadra capace di mettere in campo tutte le energie possibili per competere con l’avversario, ma pure una formazione che ha cercato di fare la partita senza subire troppo. La maglia è uscita sudata.

M come Matese – undici mesi fa l’ultima volta da titolare. Era il 27 novembre 2019 quando Ginestra lo utilizzò sin dal primo minuto proprio a Catanzaro nella sfida valida per gli ottavi di finale di Coppa Italia. Partita la sua di sacrificio tra centrocampo ed attacco.

N come Niente da Fare – l’allenatore rossoblù a fine gara già anticipa l’elenco degli indisponibili per la gara di domenica prossima ad Avellino. L’unico che dovrebbe essere tra i convocati è Fedato. Per gli altri è necessario attendere ancora, a cominciare da Castaldo per il quale la società non ha chiarito la problematica.

O come Opinione – il tecnico catanzarese Calabro a fine gara “sembra” avere le idee chiare. “Avremmo meritato i tre punti” commenta l’allenatore salentino e ci sentiamo di dargli ampiamente torto. Il Catanzaro ha deluso: il turn-over non ha pagato e non sono servite neanche le “correzioni”  del secondo tempo. Restiamo dell’idea che le opinioni sono come le palle: ognuno ha le sue.

P come Pareggio quando è arrivata la designazione del signor Carella di Bari il risultato era già… scritto. La giacchetta nera aveva già diretto la Casertana in tre precedenti occasioni ed era sempre finita in parità. Stesso discorso pure col Catanzaro. “Mister X” colpisce ancora.

Q come Quando si torna al Pinto? – per la seconda volta in questa stagione il “Partenio” ha ospitato le gare interne della Casertana. Ma la formazione rossoblù quando riuscirà a tornare nel suo impianto? La data sembra avvicinarsi. Definita l’installazione del sintetico stando a quello che trapela dalla società bisogna completare alcune opere accessorie ed ottenere, quindi, l’omologazione da parte della Lega Pro. La prossima gara interna è prevista per il primo novembre contro la Turris. Speriamo bene.

R come Rigore? – proteste, neanche tanto velate, da parte del Catanzaro per la mancata assegnazione di due calci di rigore. Al 23′ sul traversone dalla destra di Casoli c’è il netto tocco di Izzillo col braccio, ma è chiaramente fuori area. Poi al 69′ il contatto tra Konate e Di Piazza col difensore casertano che spinge leggermente l’esperto attaccante ex Lecce. Nessuno dei due episodi era, comunque, meritevole della massima punizione. 

S come Spettatore non pagante – un pomeriggio di tutta tranquillità per Branduani, estremo difensore del Catanzaro. L’unico intervento degno di nota arriva all’84’ con l’uscita di piede all’esterno dell’area di rigore sull’accorrente Petruccelli.

T come Tre dietro – Buschiazzo, Konate, Carillo. La difesa “a tre” ha conferito solidità ad un reparto che era apparso tra i peggiori di questo inizio di stagione. L’esperimento è riuscito.

U come Una tantum – fatto sta che il passaggio dal “quattro-tre-tre” visto nelle prime tre gare della stagione della Casertana al “tre-quattro-due-uno” è stato più per necessità che per… virtù. La scelta era praticamente obbligata e, col senno di poi, si poteva fare lo stesso anche tre giorni prima a Teramo. Appare, comunque, una soluzione una tantum e non destinata, organico alla mano, a proseguire per il resto del campionato.

V come Vittoria – quattro partite alle spalle: tre pareggi ed una sconfitta. La Casertana ha bisogno di sbloccare anche la casella “vittorie” per mettere fieno in cascina sotto forma di punti in classifica. Il prossimo turno ci sarà ancora una gara al “Partenio”, ma stavolta nelle vesti di ospiti dell’Avellino. Partita difficile e con pronostico sulla carta chiuso in favore dei padroni di casa. Ma le prime uscite della stagione ci hanno già insegnato che nulla è scontato come sembra.

Z come Zero gol fatti e subiti – per la prima volta in questa stagione la Casertana riesce a mantenere inviolata la propria porta. Segnale confortante per una retroguardia apparsa un po’ troppo “ballerina” nelle precedenti uscite. Di contro lo “zero” riguarda anche le reti messe a segno. Ma con l’attacco spuntato proposto contro il Catanzaro non si poteva fare proprio meglio.

Nella foto @FrancoLucianoperCasertanaLive Pinna e Hadziosmanovic in Casertana-Catanzaro di ieri pomeriggio al “Partenio”

Iannitti&Fiorentino