Mettere subito da parte la gara di Teramo

Tante le motivazioni alla base della prima sconfitta in campionato. Ma le attenuanti non debbono diventare un alibi È arrivata sul terreno di gioco di Teramo la prima sconfitta stagionale per la formazione rossoblu,  in un campo tradizionalmente ostico ai falchetti: un punto nelle otto gare disputate nell’impianto teramano la dicono lunga sul feeling che la Casertana con questa terra.

La sconfitta di ieri arriva dopo due pareggi in cui la squadra di Guidi aveva fatto intravedere alcune cose buone, mentre ieri sera, al netto delle assenze (previste e meno previste), l’undici rossoblu mai è parso in grado di impensierire la squadra di Paci che con la vittoria di ieri guarda tutti dall’alto seppur in coabitazione del Bari e della sorpresa Turris.

Un segnale da non sottovalutare questo per il tecnico toscano, alla ricerca della prima vittoria in campionato da quando allena i grandi, su cui dover lavorare e soprattutto meditare. È pur vero che ieri ha dovuto fare di necessita virtù,  ma allo stesso tempo è anche vero che rispetto dell’undici che ha impattato contro la Ternana, i soli assenti erano Fedato e Santoro. Poco, troppo poco, per giustificare un’involuzione del genere.

Intanto la gara di ieri, ha dato tanti spunti di riflessione, già affrontati nelle settimane scorse,  e che gara dopo gara sembrano materializzarsi sotto gli occhi di tutti. La difesa continua a subire tanto, forse troppo, e ieri Dekic,  come già successo contro il Potenza, ha limitato il passivo. Le due reti subite su palla alta e le occasioni create dal Teramo sono un campanello d’allarme da tenere in considerazione. L’altra nota dolente di questo avvio di stagione è il centrocampo, continua ad aiutare poco la linea difensiva e, forse per caratteristiche, non appare in grado di arginare i pari ruolo avversari. L’attacco, ieri veramente ridotto all’osso, è un reparto in questo momento ingiudicabile, capace di fare cose straordinarie e allo stesso tempo non impensierire le difese avversarie.

Andando sui singoli, anche ieri non straordinaria la prova di Hadziosmanovic,  apparso troppo in difficoltà contro Costa Ferreira. Come contro Volpe del Potenza anche ieri l’esterno ex  Monopoli ha sofferto la velocità e soprattutto l’estro del dirimpettaio che da quel lato ha fatto il bello e cattivo tempo.  Non da meno la prestazione di Konate e Carillo,  con il primo che si è fatto anticipare da Pinzauti in occasione del raddoppio di Ilari, cosa questa che  purtroppo accade spesso, e il secondo che si perso Iotti in occasioni del gol del vantaggio. Errori questi, che non si possono concedere ad avversari scaltri ed esperti senza pagare dazio.

A metà campo, nel terzetto proposto ieri forse, almeno per un tempo l’unico ad avere la testa nella partita è stato Bordin  mentre Izzillo e Icardi,  spostato al fianco di Cuppone, tra i meno peggio in campo, dopo l’infortunio di Matarese, sembra ancora lontano dalla condizione migliore.

Insomma una Casertana che ha sofferto troppo il Teramo, alla quale possono concesse delle attenuanti a patto che non diventino un alibi: questa è la squadra che dovrà guadagnarsi la salvezza, questa la squadra che dovrà lavorare per invertire la rotta. A  cominciare da mercoledì quando al Partenio arriverà il Catanzaro e per farci ritorno la domenica contro l’Avellino nel primo derby stagionale. Tre partite in sette giorni, tre avversari durissimi: recuperare Castaldo oggi diventa fondamentale, mettere da parte Teramo di vitale importanza.

Nella foto @GiuseppeScialla il tecnico della Casertana Federico Guidi nella trasferta di Teramo

Giovanni Fiorentino