La partita della Casertana dalla A alla… Z!

Tutto quello che si è visto (e non si è visto) al “Bonolis” contro il Teramo

A come Attenuanti – a questa Casertana non mancano giustificazioni dopo la prima sconfitta stagionale rimediata a Teramo. Fatto sta che in una partita alla vigilia già difficile sul campo e resa ancora più problematica per quanto accaduto all’esterno del terreno di gioco, non si può e non si deve prendere un gol dopo appena 3′ con difesa schierata e calciatore avversario che salta solo-soletto in piena area piccola. Presepe vivente, ma siamo fuori stagione.

B come Bordin – nella mediana dei falchetti sembra l’unico ad avere le idee chiare. Nel primo tempo combatte rimediando anche una ammonizione ed al 7′ sfiora, complice una deviazione, la rete che avrebbe regalato l’immediato pareggio dopo il vantaggio dei padroni di casa. La sufficienza viene dilapidata, però, nella ripresa quando spreca malamente due palloni da cui arrivano altrettante occasioni sprecate dal Teramo con Ilari e Bunino.

C come Covid-19 – che aveva sfiorato il gruppo rossoblù già nel corso della preparazione svolta ad Arienzo e che in questo fine settimana ha intaccato due calciatori costretti al “forfait”. La speranza è quella che tutto si risolvi in fretta e nel migliore dei modi. Forza ragazzi.

D come Direttore di Gara – il signor Mattia Caldera di Como. Con le due squadre a centrocampo per le formalità di rito il minuto arbitro sembra perdersi fisicamente in mezzo ai due assistenti. In mezzo al campo, però, denota una forte personalità e porta a termine l’incontro senza grosse sbavature. Fatto sta che della sezione di Como eravamo abituati a ben altri “marcantoni”: prima Pozzi, poi Marelli ed infine Ostinelli. Sarà cambiata la “razza”.

E come Estremo difensore – una volta si diceva che “il pallone nell’area piccola è sempre del portiere”. Da allora il calcio è sicuramente cambiato e con esso anche il difficile ruolo di chi difende i pali. Dekic si rivela bravissimo in almeno due occasioni: nella prima ci mette il piedone in uscita bassa su Mungo (17′). Nella seconda è oltremodo reattivo sulla conclusione ravvicinata di Ilari (74′). Ma sul primo gol resta anche lui a guardare Iotti al pari dei compagni di squadra. 

F come Fedato – uno di quelli che a Teramo… non si è visto perchè non convocato. “Affaticamento” la motivazione ufficiale del suo “forfait” e ci può stare considerando che l’attaccante è arrivato solo all’ultimo giorno di mercato e con una preparazione sicuramente approssimativa rispetto agli altri compagni di squadra. Guidi, da parte sua, non vuole rischiare nessuno, ma già al quarto impegno della stagione è costretto a “sperare di recuperare qualche calciatore”. A cominciare da Fedato: dopo la bella prestazione con la Ternana la sua assenza si è fatta sentire. 

G come Guidi – che il “quattro-tre-tre” sia il credo tattico del tecnico rossoblù è circostanza acclarata. Che possano esserci partite e, soprattutto, condizioni contingenti dove si possa proporre qualcosa di diverso in mezzo al campo è altrettanto pacifico. La gara col Teramo poteva essere l’occasione giusta per tornare al tanto vituperato “tre-cinque-due” anche in considerazione di una retroguardia che continua a prendere gol con una non gradita regolarità e di un attacco dove le scelte erano assolutamente limitate.

H come Hadziosmanovic – nella seconda frazione di gioco abbandona il “fortino” difensivo proponendosi con continuità sulla corsia di destra e cercando di assecondare un reparto d’attacco dove il solo Cuppone si danna l’anima. Nel primo tempo, però, soffre molto la classe di Costa Ferreira che mette sovente in difficoltà l’esterno basso casertano. Manca la sua opposizione sul cross del portoghese da cui scaturisce il secondo gol del Teramo.

I come Icardi – parte centrocampista, prosegue come attaccante dopo l’infortunio di Matarese e poi arriva un inevitabile cambio in una partita dove si vede poco. La Casertana ha puntato molto su di lui in questa stagione (ed anche per la prossima), ma il calciatore romano sembra ancora lontano dalla migliore condizione. Al momento gira a vuoto.

L come Lewandowski – di nome Michal, portiere classe 1996 del Teramo neanche lontano parente di Robert, attaccante del Bayern Monaco. Lo scorso anno chiuso da Tomei che gli aveva lasciato appena 90′ nella gara di Coppa al “Rocchi” di Viterbo. Da quest’anno titolare nella compagine biancorossa di Paci: in quattro partite appena una rete subita sul difficile campo di Bari. Non sarà Tomaszewski e neanche Mylnarczyk, però in questo Teramo il suo contributo si vede.

M come Matarese – la smorfia di dolore è visibile sul volto del giovane attaccante rossoblù dopo lo scontro avvenuto alla mezz’ora del primo tempo con conseguente botta al ginocchio. Serve a poco “l’acqua santa” e lo spray ed alla fine è necessaria la barella per trasportarlo fuori dal terreno di gioco. Torna l’incubo di un precedente infortunio all’articolazione. Speriamo davvero non sia nulla di grave.

N come Ne bis in idem – ovvero “non due volte nel medesimo fatto”. La citazione latina è per il primo gol subito dalla Casertana che somiglia terribilmente all’1-0 rimediato da Salvemini a Potenza. Avversari che vengono lasciati liberi di saltare a pochi metri dalla linea bianca. Incassare una rete è la logica e, soprattutto, inevitabile conseguenza.

O come occasioni da rete – “nella seconda frazione di gioco è mancato il guizzo per poter rimettere in discussione la gara” commenta l’allenatore rossoblù a fine partita, e probabilmente anche un pizzico di fortuna che sicuramente non ha accompagnato la Casertana nella trasferta abruzzese. Con un attacco “monco” ed una difesa avversaria molto solida, vere e proprie occasioni da rete per i rossoblù al “Bonolis” non se ne sono viste.

P come Pinzauti – di nome Lorenzo, classe 1994. Prestazione eccellente per l’attaccante toscano giunto a Teramo dal Novara. Sia Konate che Carillo perdono rapidamente le sue tracce e per la retroguardia rossoblù sono “dolori” ogni volta che prende palla. Gli è mancato solo il gol ed a dirla tutta l’avrebbe meritato.

Q come Quarantacinque minuti – belli, intensi e sotto certi aspetti spettacolari i primi; quasi inutili i secondi dove almeno all’inizio si vede un predominio territoriale (comunque sterile) dei falchetti. Il Teramo alza il piede dall’acceleratore e consente alla Casertana di proporsi in avanti alla ricerca di una rimonta impossibile rimonta. Il risultato non cambia: 2-0.

R come Reazione – dimenticare in fretta la gara di Teramo. Ed il calendario sembra dare una mano alla Casertana che già nel pomeriggio di mercoledì si troverà di fronte il Catanzaro e poi sarà attesa dal derby di domenica prossima ad Avellino. Tutti si attendono una reazione dopo l’opaca prestazione del “Bonolis”.

S come Sette – come le reti rimediate dalla Casertana nelle prime tre uscite della stagione. Decisamente troppe per una squadra che vuole puntare ad una salvezza tranquilla.

T come Tacco – quello che prova Konate all’80’ cercando un improbabile disimpegno al limite della sua area di rigore. Ilari gli soffia la palla e per poco Bunino non mette a segno la terza rete abruzzese. Il tecnico rossoblù chiede “coraggio” ai suoi, ma in questa occasione si è rasentata una inutile spavalderia.

U come Uruguay – al “celeste” Buschiazzo finora è stato concesso poco in termini di spazio. Nove minuti contro il Potenza e ventuno ieri nella partita di Teramo. La prestazione tutt’altro che eccellente di Carillo e Konate potrebbe rilanciare le sue possibilità di vestire una maglia da titolare già dalla gara col Catanzaro. Almeno per far comprendere agli altri due che le “gerarchie” sono tutt’altro che consolidate.

V come Valeau – riproposto dopo i negativi primi 45′ di gioco a Potenza in una posizione del tutto inedita di esterno destro offensivo. Non è il suo ruolo e si capisce nonostante il piede mancino sia quello che vuole Guidi sulla fascia di competenza. Resta comunque da domandarsi come sia finito da quelle parti. Mistero.

Z come Zero Vittorie –il terreno di gioco abruzzese continua a “portare male” ai falchetti. Neanche all’ottavo tentativo la Casertana riesce a sfatare un “tabù” che dura addirittura dalla stagione 1959-1960. Sette sconfitte ed appena un pareggio. Zero, come le vittorie.

Nella foto @GiuseppeScialla l’infortunio di Matarese che lo ha costretto a lasciare anticipatamente il terreno di gioco nella serata di ieri a Teramo

Iannitti&Fiorentino