Se Eleven Sports va in crash

Giornata nera per lo streaming della Lega Pro. Ghirelli chiede risposte urgenti e precise

Tutti appassionatamente davanti al pc alla ricerca di un login impossibile. Giornata nefasta per i tifosi di Lega Pro quella di ieri costretti a smanettare per ore ed ore alla ricerca (infruttuosa) della partita della loro squadra del cuore.

Il sito di Eleven Sports, licenziataria del canale televisivo di Lega Pro, è andato in down per la seconda volta in appena quattro giornate di campionato. Chi è riuscito a collegarsi appena per qualche minuto, chi a gara già iniziata da tempo continuava a rivedere in loop l’ingresso delle squadre in mezzo al campo e chi, invece, non ha visto un bel niente di niente.

E l’aver trasmesso in chiaro le quattro partite in programma nella serata della domenica non ha fatto altro che stizzire ancora di più quelli che non erano riusciti a collegarsi nel pomeriggio.

Sulla pagina Facebook del provider migliaia (giuste) lamentele da parte dei tifosi che hanno sottoscritto l’abbonamento mensile od annuale. Nessuna replica al momento da parte di Eleven Sports neanche alle parole di Francesco Ghirelli, presidente della serie C. “Ci siamo attivati immediatamente per avere urgenti e precise risposte anche per il futuro. Da parte della Lega l’irritazione è altissima e non ci limiteremo a chiedere semplici spiegazioni. Questo episodio mi costringe a chiedere umilmente scusa ai nostri tifosi. Faremo tutto ciò che è in nostro potere per consentire di continuare a seguire la propria squadra del cuore. L’impossibilità di far accedere il pubblico allo stadio ci carica di una responsabilità ancora maggiore: assicurare la visione delle partite senza alcuna difficoltà di tramissione“.

Nessuna responsabilità attribuibile ai professionisti presenti sul campo, dai cameraman ai telecronisti. Il problema dovrebbe aver riguardato proprio il server di Eleven Sports incapace di gestire le migliaia di richieste da processare che arrivano anche a causa della chiusura degli impianti al pubblico per l’emergenza Covid-19.

Fatto sta che la posizione della multinazionale nata nel Regno Unito oggi appare fortemente in bilico. Alla finestra resta Live Now, l’altra piattaforma streaming che per il momento assicura un numero decisamente limitato di partite rispetto alla concorrente.

Giovanni Fiorentino