La partita della Casertana dalla A alla… Z!

Tutto quello che si è visto (e non si è visto) in campo al “Partenio” di Avellino contro la Ternana

A come Avellino – la Casertana torna al “Partenio-Lombardi” a distanza di parecchi anni dall’ultima apparizione nell’impianto di Contrada Zoccolari. L’impatto è quello di trovarsi di fronte un impianto vetusto (anno di costruzione 1971) ma dove si “respira” aria di serie A, categoria che ha accompagnato i lupi irpini per tante stagioni. La formazione rossoblù affronterà ad Avellino anche il Catanzaro, mentre nella migliore delle ipotesi si calcherà il nuovo manto in erba sintetica del “Pinto” per la gara con la Turris del prossimo primo novembre.

B come Boben –l’infortunio di Suagher facilita la prima partita in maglia rossoverde del lungo sloveno arrivato a Terni appena una settimana fa. L’ex Livorno viene immesso in un reparto che fino alla gara di Avellino non aveva incassato neanche una rete in campionato. Anche lui parte male come il resto della squadra e sale sul banco degli imputati perdendosi Cuppone in occasione della rete del definitivo 3-3. Esordio-no.

C come Cuppone – prima si conquista il calcio di rigore realizzato poi da Fedato; qualche minuto dopo costringe Boben al fallo al limite dell’area da cui scaturisce il raddoppio di Matarese. Diventa protagonista assoluto al 90′ quando di testa finalizza il lungo traversone di Setola. Nella passata stagione quattro reti con la maglia del Monopoli tra campionato e Coppa; quest’anno due gol (e pesanti) in altrettanti incontri. Moto perpetuo nell’attacco rossoblù.

D come Difesa della Casertana – due incontri: cinque reti messe a segno ed altrettante subite. In una Casertana a “propensione offensiva” c’è qualcosa da sistemare in una difesa che rimedia due reti sicuramente evitabili. Nella prima l’errore evidente è da parte di Dekic, ma Falletti, con Santoro che sale in pressione su un altro avversario ed Icardi in ritardo sul trequartista rossoverde, è lasciato libero di avanzare e calciare senza alcuna opposizione. Il gol del 2-2 giunge al termine di una indecisione generale della retroguardia rossoblù. “Per vincere bisogna fare un gol più degli altri” commenta Guidi. Un motivo in più per sistemare in fretta il problema. 

E come Eleven Sports – quattro giornate di campionato ma già in due occasioni la licenziataria del canale di Lega Pro ha presentato innumerevoli disservizi. “Mi scuso con i tifosi – ha tuonato già nel pomeriggio d ieri il presidente della serie C Francesco Ghirelli – Non ci limiteremo a chiedere semplici spiegazioni”. In serata l’emittente ha cercato di “apparare” la situazione trasmettendo in “chiaro” le quattro partite in programma, circostanza che ha fatto inviperire i tifosi che, nonostante il pagamento dell’abbonamento, nel pomeriggio erano stati impossibilitati a seguire la loro squadra del cuore. Come gettare benzina sul fuoco.

F come Fedato – due anni fa la promozione in B col Trapani. Poi il passaggio al Gozzano retrocesso “a tavolino” in D dopo la chiusura anticipata dei campionati. Ora la ripartenza da Caserta. Ala sinistra vecchio stampo: velocità, tecnica e tanto altro che metterà in mostra nelle prossime partite. Perfetta l’esecuzione del calcio di rigore: palla da una parte e portiere dell’altro. Ma nel repertorio anche una “rabona” verso Cuppone. Cala nella ripresa, ma nel gol del 3-3 c’è lo zampino di una sua percussione sulla fascia sinistra.

G come Guidi –“mi aspetto una crescita esponenziale della mia squadra” il commento dell’allenatore rossoblù al termine dell’incontro con la Ternana. Eppure il balzo in avanti rispetto alla prestazione di Potenza è stato già importante ed evidente. Si è passati da una squadra “contratta” ad una “fresca e brillante” com’è negli obiettivi del tecnico toscano. “Vogliamo far divertire i tifosi”. Siamo solo alla seconda gara, ma finora ci sta riuscendo pienamente.

H come Hadziosmanovic – dalle sue parti non c’è più il giovane e guizzante Volpe ma un Torromino che da qualche stagione è lontano “parente” di quello ammirato con la casacca del Lecce. Per l’italo-montenegrino di Lecce sicuramente meglio rispetto all’opaca prestazione di Potenza. Manca qualcosina in fase di spinta, ma dovrebbe arrivare anche quella.

I come Izzillo – rispetto all’esordio di Potenza l’unico confermato nel reparto di mediana è Izzillo che proprio contro i lucani non aveva certo convinto. Il mediano ex Avellino e Pisa fa bene cercando anche spesso l’inserimento in zona-tiro. Riscatto, quindi, ma occhio alle ammonizioni. Sono già due in altrettante partite. 

L come Lingotto – se quello di Potenza era stato un punto d’oro, il pareggio ottenuto contro una avversaria temibile come la Ternana è un vero e proprio “lingotto” che la formazione rossoblù immette nella classifica. Non era pochi quelli che temevano una disfatta contro una compagine umbra decisamente più attrezzata. Guidi nell’immediato pre-partita aveva parlato di “andare oltre gli attuali limiti”. Superati.

M come Matarese – stagione difficile quella 2019-2020 per il giovane attaccante esterno “figlio d’arte”. Qualche “spicciolo” di presenza in serie B col Frosinone ed il “dirottamento” con la formazione Primavera gialloblù dopo il rifiuto al trasferimento nel mercato di gennaio (lo voleva Capuano all’Avellino). Alla fine è dovuto ripartire proprio dalla Lega Pro ma con la maglia della Casertana. L’esordio è bagnato con una splendida punizione che si infila all’incrocio della porta difesa da Iannarilli. Poi quel gesto di esultanza da parte di chi sembra volersi scrollare un po’ di polvere da dosso. Chi ben comincia…

N come Novità – sei i cambi nella formazione rossoblù di partenza rispetto al turno infrasettimanale al “Viviani” di Potenza. Cambia l’esterno difensivo (Setola al posto di Valeau), ma anche il centrale di retroguardia (Konate per Ciriello). In mediana dentro Santoro ed Icardi (in luogo di Bordin e Varesanovic) ed in avanti esordio per Matarese e Fedato (per gli infortunati Castaldo e Cavallini). La “nuova” Casertana convince sicuramente di più rispetto all’esordio. Ma parlare di “formazione base” appare decisamente affrettato.

O come Onestà – quella di Lucarelli a fine gara. Mastica amaro il tecnico livornese della Ternana che si dice “arrabbiato per il primo tempo della mia formazione. Non sono contento, per quanto mi riguarda il bicchiere non è mezzo pieno, ma tutto vuoto. La Casertana, invece, non ha sbagliato niente. Ha fatto quello che doveva fare e l’ha fatto bene”. Onesto.

P come Petito – ad un minuto dallo scadere spazio per l’attaccante nato nel dicembre 2002 ed il suo ingresso in campo coincide con la rete del definitivo pareggio. Esordio in campionato per la punta di origini beneventane, anche se già lo avevamo visto in campo lo scorso anno a Catanzaro nell’impegno di Coppa Italia di serie C. Auguri.

Q come Quarantacinque minuti – i primi 45′. Ternana presuntuosa o Casertana tanto determinata? La verità sta nel mezzo, complice forse l’ampio “turn-over” che Lucarelli concede ai suoi e dove le seconde linee si rivelano meno pungenti delle prime. I rossoblù, però, convincono e fanno vedere un gioco aperto ed offensivo come da anni non si vedeva da queste parti. I secondi. Gli ospiti partono a razzo, ma se i falchetti avessero tenuto il doppio vantaggio per almeno 15′ la partita avrebbe avuto un finale ben diverso. Le fere ribaltano l’incontro, ma quando sembrano avere il risultato saldamente in mano si perdono Cuppone che realizza giusto allo scadere. Le partite durano 90′ ed oltre da una parte e dall’altra.

R come Rigore – indiscutibile quello concesso dal direttore di gara D’Ascanio di Ancona alla formazione rossoblù. Bella la percussione sulla fascia destra di Matarese e cross sul secondo palo per Fedato che cerca il “piattone” di prima intenzione. Iannarilli non riesce a bloccare e, prima che il portiere possa perfezionare l’intervento in due tempi, Cuppone si incunea e trova il fallo dell’estremo difensore rossoverde. Netto.

S come Scivolata – in una gara con sei reti e notevoli gesti tecnici spicca quello di Carillo, capitano per l’occasione nella gara con la Ternana. Perfetta la scelta di tempo al 24′ del difensore centrale sull’uruguayano Falletti che gli era andato via nell'”uno-contro-uno”: scivolata sul pallone e pericolo sventato. Bella a vedersi e di sostanza. 

T come Tre a Tre – risultato difficile a vedersi sui campi di giuoco (quindicesima volta nella storia della Casertana). Eppure quello tra Casertana e Ternana è il secondo nei confronti diretti tra le due compagini. Era già accaduto al “Pinto” in serie B il 6 giugno 1971. Gol di Matteoni, Fazzi ed autorete di Castelletti per la formazione rossoblù; Marinai, Russo e Zeli per la squadra rossoverde. A volte ritornano.

U come Unguibus et rostris – i (pochi, ma affezionati) lettori ci perdoneranno il nostro “latinorum” di Manzoniana memoria. “Unguibus et rostris” significa “con le unghie e con i denti”. Come il pareggio conquistato dalla Casertana proprio allo scadere. Sic et simpliciter.

V come Ventitreanniemezzo – l’assenza per infortunio di Castaldo contribuisce ad abbassare notevolmente l'”età media” della Casertana che viene opposta all’esperta Ternana. Poco più di ventitrè anni e mezzo nell’undici di partenza proposto da Guidi. Beata gioventù.

Z come Zero vittorie e Zero sconfitte – due partite di campionato alle spalle ed altrettanti pareggi e punti in classifica. Cammino assolutamente differente rispetto alle prime giornate delle precedenti tre stagioni: nel 2017-2018 sconfitta a Catanzaro e successo interno col Catania. Nel 2018-2019 vittoria con la Cavese prima del “ko” di Rieti. Infine nella scorsa stagione 2019-2020 stop a Potenza prima del successo al “Pinto” col Rende.

Iannitti&Fiorentino