Girone C: dimmi come giochi e ti dirò chi sei

Il “3-5-2” continua a farla da padrone nel raggruppamento. In ascesa “4-3-3” e “4-2-3-1”. Auteri resta la “mosca bianca” col suo “3-4-3”

Scelte tecniche e di modulo da operare. Nel girone C di Lega Pro molti allenatori già sembrano avere le idee chiare; altri, invece sono ancora alla ricerca del giusto assetto in mezzo al campo.

Schieramento 3-5-2 in calo rispetto al passato quando sembrava essere diventato un must per tutti o quasi. Fatto sta che quasi la metà dei tecnici del girone continua a lavorare col modulo che prevede i braccetti capaci di coprire in fase difensiva ed appoggiare il gioco in mediana. Nel raggruppamento meridionale di serie C fedelissimi trecinqueduisti sono rimasti Scienza (Monopoli) e Trocini (Virtus Francavilla) che negli ultimi due anni hanno costruito i successi delle loro squadre proprio su questo. Insieme a loro anche Calabro (Catanzaro) che ha in Garufo e Contessa due elementi adatti al ruolo ed in Carlini l’elemento in più da far pesare negli inserimenti offensivi. In linea con i colleghi anche Marchionni (Foggia), che all’esordio dei “satanelli” ha proposto contro il Potenza lo stesso schieramento, e Maurizi (Viterbese) che nel pomeriggio di ieri contro il Bari è passato ad un “quattro-tre-tre” nella speranza di raddrizzare una partita… impossibile da raddrizzare.

Piccole variazioni sul tema per Braglia (Avellino) e Raffaele (Catania). L’allenatore biancoverde in due incontri è passato dal 3-4-2-1 al 3-5-2 e stessa cosa anche per il tecnico ex Potenza che già l’anno scorso ha definitivamente abbandonato il 4-3-3 delle prime uscite sulla panchina lucana.

Idee in evoluzione, invece, per Erra (Paganese) e Boscaglia (Palermo). Il 3-5-2 di base degli azzurrostellati ha subito una sostanziale evoluzione nel derby di ieri con la Cavese (passaggio al 4-3-1-2) senza ottenere, però, il bottino pieno. Lavori in corso, invece, per i rosanero: con l’Avellino è stato proposto il 3-5-1-1 lontanissimo dall’idea iniziale che prevedeva quattro difensori in linea.

Detto del 3-5-2 si passa direttamente al 4-3-3 che sembra essere tornato fortemente di moda nell’ultima stagione. Insieme a quello proposto da Guidi (Casertana) c’è quello di Padalino (Juve Stabia) e Galfano (Vibonese), ma pure Bucaro (Bisceglie) ha utilizzato questo modulo nella gara di esordio con la Turris. Nell’elenco non può mancare, ovviamente, Modica (Cavese), fedelissimo “zemaniano” della prima ora.

Marchio di fabbrica per il 3-4-3 proposto da Auteri (Bari), l’unico allenatore del raggruppamento a proporre, da anni, questo modulo. Interessante, poi, il 4-3-1-2 di Fabiano (Turris) che consente al trequartista Giannone di infilarsi in mez alle difese avversarie dopo essere stato relegato per un paio di stagioni passate al Catanzaro sulle corsie esterne.

In tre squadre, infine, ad utilizzare il 4-2-3-1. Si comincia da Somma (Potenza) continuando con Lucarelli (Ternana) e Paci (Teramo). Modulo di grande sacrificio ma dallo spettacolo assicurato. Non si hanno tracce, invece, del 4-4-2 considerato da molti ormai obsoleto.

Massimo Iannitti

sss

Scelte tecniche e di modulo da operare. Nel girone C di Lega Pro molti allenatori già sembrano avere le idee chiare; altri, invece sono ancora alla ricerca del giusto assetto in mezzo al campo.

Schieramento 3-5-2 in calo rispetto al passato quando sembrava essere diventato un must per tutti o quasi. Fatto sta che quasi la metà dei tecnici del girone continua a lavorare col modulo che prevede i braccetti capaci di coprire in fase difensiva ed appoggiare il gioco in mediana. Nel raggruppamento meridionale di serie C fedelissimi trecinqueduisti sono rimasti Scienza (Monopoli) e Trocini (Virtus Francavilla) che negli ultimi due anni hanno costruito i successi delle loro squadre proprio su questo. Insieme a loro anche Calabro (Catanzaro) che ha in Garufo e Contessa due elementi adatti al ruolo ed in Carlini l’elemento in più da far pesare negli inserimenti offensivi. In linea con i colleghi anche Marchionni (Foggia), che all’esordio dei “satanelli” ha proposto contro il Potenza lo stesso schieramento, e Maurizi (Viterbese) che nel pomeriggio di ieri contro il Bari è passato ad un “quattro-tre-tre” nella speranza di raddrizzare una partita… impossibile da raddrizzare.

Piccole variazioni sul tema per Braglia (Avellino) e Raffaele (Catania). L’allenatore biancoverde in due incontri è passato dal 3-4-2-1 al 3-5-2 e stessa cosa anche per il tecnico ex Potenza che già l’anno scorso ha definitivamente rinunciato al 4-3-3 delle prime uscite sulla panchina lucana.

Idee in evoluzione, invece, per Erra (Paganese) e Boscaglia (Palermo). Il 3-5-2 di base degli azzurrostellati ha subito una sostanziale evoluzione nel derby di ieri con la Cavese (passaggio al 4-3-1-2) senza ottenere, però, il bottino pieno. Lavori in corso, invece, per i rosanero: con l’Avellino è stato proposto il 3-5-1-1 lontanissimo dall’idea iniziale che prevedeva quattro difensori in linea.

Detto del 3-5-2 si passa direttamente al 4-3-3 che sembra essere tornato fortemente di moda nell’ultima stagione. Insieme a quello proposto da Guidi (Casertana) c’è quello di Padalino (Juve Stabia) e Galfano (Vibonese)

bari 3-4-3

bisceglie 4-3-3

cavese 4-3-3

potenza – 4-2-3-1

teramo 4-2-3-1

ternana 4-2-3-1

turris 4-3-1-2

vibonese 4-3-3