Casertana: il primo rebus è l’allenatore

panchina

Si allontana in maniera decisa la conferma di Ginestra: tanti i nomi circolati negli ultimi giorni

Scadenze e programmi per la nascente Casertana, sono al vaglio dell’area tecnica, chiamata a sbrogliare, in modo abbastanza rapido e deciso, più di una matassa. La data del 15 luglio, quale ultima per la presentazione delle liberatorie relativamente al pagamento degli emolumenti ai tesserati, sarà il primo vero scoglio da superare, prima di mettere a mano alla Casertana che verrà.

Gli strascichi del lockdown, hanno non poco deteriorato i rapporti tra proprietà e tesserati, i quali hanno fatto ricorso a ciò che è nelle loro possibilità per vedersi corrisposto ciò che era legittimamente dovuto. Atteggiamento questo, che di contro non è piaciuto alla proprietà, che non ha usato mezze parole per manifestare il proprio dissenso, sentendosi tradita proprio da chi meno se lo aspettava. Effetto domino, che dunque apre scenari sicuramente difficili da ricomporre. Ecco che ritorna prepotentemente la data del 15 luglio: trovare un accordo, soprattutto con chi, da contratto, non percepirà la cassa integrazione in deroga, e sistemare gli adempimenti necessari da spedire in Lega.

Nel calderone, come appare inevitabile, è caduto anche Ciro Ginestra, e di conseguenza il suo staff. È stato, a ragion di logica, tra i firmatari della lettera che tante polemiche ha scatenato e a questo punto la sua permanenza a Caserta, nonostante un altro anno di contratto, più un’eventuale opzione terzo anno, appare decisamente improbabile a dispetto delle dichiarazioni di parte e di quanto affermato nella conferenza-stampa di presentazione del giugno dello scorso anno. Il tecnico, originario di Pozzuoli, è stato messo nel mirino, non solo per quella firma, ma anche e soprattutto per una gestione della rosa, che non ha soddisfatto del tutto la proprietà.

Lo scarso utilizzo dei giovani da minutaggio con il conseguente non raggiungimento degli importi sperati ad inizio stagione, rappresentano un malessere non di poco conto e che peserà sulle scelte future. Non è un mistero che la società possa optare per un tecnico abituato a valorizzare i giovani, così come non è un mistero che si guardi all’esperienza della Cavese, che ha sfruttato non poco i contributi della Lega Pro per l’utilizzo dei giovani, come modello da seguire per il futuro prossimo.

Un tecnico alla Giacomo Modica, capace di fare le nozze con i fichi secchi e che ha dimostrato sia nella prima esperienza a Cava de Tirreni e soprattutto quest’anno a Vibo Valentia, maramaldeggiando anche sulla Casertana, di essere in grado di coniugare bel gioco e risultati, a costi contenuti. Peccato che il tecnico originario di Mazara del Vallo, sta facendo ritorno proprio a Cava de’ Tirreni per ricongiungersi con il suo mentore Peppino Pavone.

Così come lo stesso Salvatore Campilongo, altro nome venuto fuori pare in un pour-parler tra proprietà e qualche procuratore e che, pare, non abbia trovato favorevole consenso nel responsabile dell’area tecnica, che quest’anno a Cava de Tirreni ha patrimonializzato in maniera ottimale quanto messogli a disposizione della proprietà, destinato a fare il percorso inverso in direzione Vibo Valentia.

Suggestioni, certo, ma che lasciano intendere in che direzione vorrebbe muoversi la società rossoblù in vista della prossima stagione. Il rischio, naturalmente, c’è: a Cava de Tirreni, quest’anno hanno iniziato a raccogliere i frutti di un lavoro iniziato qualche anno fa con il settore giovanile, che è riuscito a coniugare grossi investimenti e notevoli risultati, senza dimenticare, e non è un aspetto secondario, anzi per certi versi forse il più importante, la presenza di un super esperto del calcio di terza serie quale Peppino Pavone, scopritore di talenti e capace a naso di capire su chi orientare la sua scelta. Insomma, un modello certamente non facilmente replicabile, e che, rischia di avere l’effetto contrario, qualora non si riuscissero a trovare i giovani giusti. Del resto già è difficile trovarli bravi dei settori giovanili delle squadre di massima serie, e l’abbiamo sperimentato in questa stagione, figuriamoci se bisogna prenderli in categorie inferiori.

Ma nelle ultime ore tanti altri nomi sono circolati a cominciare da quello dell’ex Bisceglie Rodolfo Vanoli, esonerato ad inizio ottobre per lasciare spazio all’ex rossoblù Pochesci, e continuando anche con Emilio Longo (lo scorso anno in D con i brianzoli della Caratese, sarebbe alla prima esperienza in C come primo allenatore). Il tutto senza dimenticare quel Massimo Agovino il cui nome è stato il primo a circolare quale sostituto di Ginestra. Prima di tutto, però, sarà necessario procedere alla risoluzione contrattuale proprio con l’allenatore di Pozzuoli che, nel frattempo, ha molti estimatori sia in serie C che in D.

Poi sarà la volta dei calciatori a cominciare da Castaldo, D’Angelo e Zito (che insieme a Santoro, Cavallini, Petta e Varesanovic hanno un accordo fino al giugno 2021) il cui ingaggio rappresenta un onere importante per il club. Ad oggi appare scontata la loro permanenza in virtù di un altro anno di contratto. Ma se si facessero avanti altri club con una proposta biennale a questo punto non sarebbe in alcun modo certa la conferma per la prossima stagione. Insomma, si preannuncia un’estate calda, che non si preannuncia di certo di facile gestione.

Giovanni Fiorentino