Scivoloni rossoblù: i peggiori contro le laziali

L’inatteso stop di Rieti non è il solo nella storia della Casertana. Le sconfitte rossoblù contro le ultime in classifica che hanno fatto “rumore” nel tempo

Formazione rossoblù sconfitta allo “Scopigno” dal Rieti, ultimo in classifica nel girone meridionale di Lega Pro. Uno stop del tutto inatteso e difficilmente pronosticabile alla vigilia del match andato in scena nel pomeriggio di ieri nel capoluogo laziale.

A parziale consolazione la storia della Casertana insegna che proprio le compagini laziali, giusto per ricordarne qualcuna, si sono rivelate “bestie nere” dei falchetti, ancora di più se si presentavano al confronto con la formazione rossoblù nello scomodo ruolo di fanalino di coda del raggruppamento.

Un importante passo indietro nel tempo per ritornare alla stagione di serie C 1974-1975. Al “Pinto” il 6 aprile 1975 arriva la Cynthia Genzano, ultima in graduatoria ed ad un passo dalla matematica retrocessione che si materializzerà al termine del campionato. La squadra romana – si legge sulla cronaca de Il Mattino – “nelle cui fila giocano un vigile urbano, un insegnante di educazione fisica, un meccanico battilamiera, un dipendente comunale e due soldati” si impone col risultato di 3-2 sulla Casertana guidata in panchina dal tecnico Lodi. L’allenatore rossoblù al termine dell’incontro commenta “siamo andati completamente in barca consentendo ai volenterosi avversari di fare bella figura. Vi dirò che siamo stati anche fortunati se ci hanno infilato solo tre volte. Potevano segnare altre tre reti“.

Ultima in graduatoria era pure la compagine dei Castelli Romani affrontata sul terreno di gioco di Lanuvio il 20 gennaio 2000 nel campionato di serie D 1999-2000. Mentre la gara sembrava ormai incanalata verso il più classico 0-0 a dieci minuti dalla fine la “frittata” è fatta. Calcio di punizione dalla lunga distanza senza grosse pretese del laziale Vaccaro. Sulla traiettoria c’è la deviazione decisiva di Frezza: il pallone prende una traiettoria imprendibile per l’estremo difensore Assante e termina la sua corsa in fondo al sacco. Sarà 1-0 per i romani (anche loro retrocessi a fine campionato) sulla formazione rossoblù che aveva come allenatore Pino Ciontoli.

Clamorosa, a dir poco, la sconfitta della stagione 2002-2003 ad Anagni. Il 16 marzo 2003 al “Del Bianco” si registra il ritorno in panchina di Buccilli al posto di Campilongo esonerato dopo la sconfitta maturata a Caserta contro la Viribus Unitis appena sette giorni prima. La formazione frusinate, anch’essa ultima in graduatoria e con appena due successi in ventisei incontri fino a quel momento disputati, sembra la “vittima sacrificale” di una Casertana che ha necessità di risalire la classifica. Primo tempo che si chiude con i falchetti in avanti grazie alla rete in apertura di Tarantino, ma negli ultimi venti minuti della gara accade l’impensabile. Impatta il risultato Fruci che di testa deposita alle spalle del portiere casertano Rea. In pieno recupero (93′) l’azione di contropiede del laziale Moscatello che serve a Zefferi il pallone del definitivo 2-1. Anagni, ovviamente, retrocesso al termine della stagione con appena quindici punti all’attivo, sei di questi ottenuti proprio contro la Casertana.

Si torna, infine, al “Pinto” per il campionato di serie D 2012-2013 che si concluderà col “ripescaggio” della Casertana tra i professionisti dopo essere giunta alla finale “play-off”. Il 27 gennaio 2013 in occasione della ventunesima giornata è ospite al “Comunale” di viale Medaglie d’Oro il Civitavecchia che ha chiuso la prima parte della stagione all’ultimo posto in graduatoria. La formazione rossoblù di Di Nola va sotto di una rete al 16′ ma pareggia dopo appena sessanta secondi con Varsi. A metà del primo tempo nuovo vantaggio ospite con Piscopo, mentre ad inizio ripresa è il laziale Di Giacomo ad andare a segno su rigore. Accorcia le distanze l’attaccante rossoblù Martone al 56′, ma nell’ultima mezz’ora non si schioda più il risultato: 2-3 per la compagine ospite. Anche il Civitavecchia, ovviamente, retrocesso.

Massimo Iannitti