La partita della Casertana dalla… A alla Z!

Tutto (o quasi tutto) quello che si è visto allo “Scopigno” contro il Rieti

A come “Abbiamo fatto schifo” – senza peli sulla lingua l’allenatore rossoblù Ginestra nella sala-stampa dello “Scopigno”. In questa occasione non cerca alibi o giustificazioni di ogni sorta, anche perchè di fatto non ce ne sono. Continua (in peggio) l’involuzione della sua squadra che rimedia contro il fanalino di coda una sconfitta senza alcuna attenuante. I tifosi puntano l’indice soprattutto contro di lui. E’ colpevole?

B come Beni – Roberto, tecnico del Rieti. Dopo quattro sconfitte di fila prima della gara con la Casertana sembra che stesse già raccattando le sue “cose” in vista di un probabile esonero. Trasforma la partita contro la formazione rossoblù in una sorta di piccolo “capolavoro” soprattutto nella ripresa quando imbrocca i cambi. Rivalutato all’improvviso.

C come Cerofolini – probabilmente il migliore dei suoi con almeno tre interventi che negano la rete al Rieti. Ma pure una serie di respinte, corte e centrali, che creano “imbarazzo” all’intera retroguardia della Casertana. Al 61′ quella decisiva da cui scaturisce la rete di Russo. Sale, inevitabilmente, sul banco degli imputati.

D come De Paoli – di nome Andrea, mezzala classe 1999 del Rieti. Il suo ingresso ad inizio ripresa “spacca” l’incontro in favore della compagine laziale. Si infila tra le linee e mette in difficoltà il pacchetto difensivo dei falchetti. Suo il tiro che Cerofolini ribatte “corto” e dal quale giunge il gol che rompe l’equilibrio in favore degli amaranto-celesti. Decisivo.

E come Esordi – in Rieti-Casertana due “volti” nuovi. Il primo è quello di Petta schierato in campo da Ginestra viste le non ottimali condizioni fisiche di Rainone. L’altro è il portiere amaranto-celeste Merelli. Alla resa dei conti esordio positivo per entrambi, almeno in termini di prestazione, ma sugli scudi resta l’estremo difensore del Rieti che in tre circostanze nega la rete alla Casertana.

F come Floro Flores – si propone come punto di riferimento offensivo e tocca tanti palloni nel primo tempo sbagliando, però, qualche appoggio di troppo. In un reparto d’attacco apparso poco incisivo resta il più pericoloso dei suoi ed avrebbe meritato il gol sia al 6′ che al 36′ quando trova l’esordiente portiere reatino Merelli a sbarrargli la strada. Nella ripresa finisce la “benzina” ed arriva il cambio. Almeno incoraggiante.

G come Gomitate – due quelle viste allo “Scopigno” ed entrambe meritevoli di cartellino rosso. La prima di Caldore ai danni di Russo al 24′ del primo tempo che il direttore di gara “inverte” in un calcio di punizione a favore della Casertana; la seconda dello stesso Russo su Silva ad inizio ripresa (47′). L’arbitro Galipò di Firenze “glissa” sbagliando in maniera clamorosa. Insufficiente anche lui.

H come Habanera – il gioco proposto nelle ultime uscite dalla Casertana somiglia alla danza cubana che trae le sue origini dal tango. Magari non rigido ma resta un ritmo lento, prevedibile, incapace di pungere a dispetto di tutte le variazioni del caso in termini di protagonisti in mezzo al campo.

I come Imbarazzante – la Casertana vista in campo a Rieti. Ma pure indecente, indecorosa o più semplicemente inguardabile. Doveva essere la “partita dell’anno”: si è tramutata in una disfatta che, purtroppo, si ricorderà a lungo. Disastro completo.

L come Leader – la formazione rossoblù ha dei “leader” e dei comprimari, “under” e quant’altro. Da questi ultimi puoi attenderti delle gare positive ed altre meno, fa parte inevitabilmente del gioco, dell’esperienza, della continuità che in un giovane può andare a corrente alternata. Gli elementi di maggiore esperienza debbono, invece, essere sempre trascinatori di tutto il resto. Se questi ultimi vengono a mancare cade tutto il “castello” allestito dalla società per il campionato in corso. L’ennesima contro-prova nella gara di ieri a Rieti.

M come Mani nei… “capelli” – già nel corso della prima frazione di gioco Ginestra, vedendo la prestazione dei suoi pare “indiavolato” davanti alla panchina della Casertana. Al 54′, in occasione di una rimessa laterale sbagliata da parte di un suo calciatore, arriva a mettersi le mani nei… capelli, quasi incredulo dopo l’ennesimo errore. Che quella di Rieti fosse una giornata storta per la Casertana lo aveva, evidentemente, compreso da tempo.

N come Neo-entrati – Ginestra sfrutta tutti i cambi possibili per cambiare “volto” e modulo ad una irriconoscibile Casertana. Dentro prima Origlia e Starita, poi Paparusso e Cavallini ed infine anche Lezzi. Dalla panchina non arriva l’atteso contributo ed in mezzo al campo traspare solo tanto disordine. Confusione.

O come Ottantanovesimo – minuto in cui la Casertana costruisce l’unica palla-gol di tutto il secondo tempo. L’assist di Starita dalla sinistra per Castaldo è un “cioccolatino” che l’esperto attaccante deve soltanto… scartare: deviazione col piatto destro troppo centrale con Merelli che ci arriva e respinge. Poteva essere almeno il pareggio, ma non avrebbe cambiato molto nella insufficiente prestazione della formazione rossoblù a Rieti.

P come Picerno – gli otto punti di vantaggio dai “play-off” al termine del girone di andata si sono dimezzati dopo quattro partite. Il Picerno ha iniziato a camminare (non certo a correre) mentre la Casertana è rimasta decisamente sul passo. E domenica prossima al “Pinto” arriva proprio la formazione dell’ex Giacomarro. C’è bisogno necessariamente di tornare alla vittoria.

Q come Quattordicesimo posto – il calendario di questo inizio del girone di ritorno consentiva di sperare in una definitiva “ipoteca” sul discorso-salvezza. Sono arrivati, invece, tre pareggi ed una sconfitta che fanno scendere in graduatoria la formazione rossoblù. La classifica riflette ora un quattordicesimo posto: tre punti dalla zona “play-off” e quattro di vantaggio su quella “play-out”. Ma a questo punto meglio guardarsi alle spalle.

R come Rieti – prosegue la serie negativa della Casertana allo “Scopigno”. La scorsa stagione, si era al secondo turno di campionato, una sconfitta determinata da due calci di rigore e tante contestazioni da parte della dirigenza nei confronti dell’arbitro Santoro di Messina. Ieri una sconfitta alla fine di una prestazione deludente: stavolta le proteste nei confronti della squadra sono arrivate solo dai sostenitori rossoblù.

S come Settantadue – il numero dei tifosi rossoblù che hanno seguito la Casertana nella trasferta laziale. Già al termine del primo tempo i primi “rimbrotti” nei confronti della formazione rossoblù che diventano aperta contestazione alla fine dell’incontro. Nessuno si aspettava lo “scivolone” di Rieti, loro per primi.

T come Tagli all’organico – ancora quattro giorni alla fine del mercato di “riparazione”. Dopo la prestazione di Rieti sembra chiaro a tutti che questa Casertana necessita di qualche “ritocco” per affrontare il resto della stagione con la necessaria tranquillità. L’innesto di Petta offre una importante alternativa nel reparto difensivo, ma all’appello manca un centrocampista ed un attaccante. Innesti che dovrebbero portare a qualche “taglio” nell’attuale organico di calciatori che, finora, non hanno reso per quanto si aspettava.

U come Umiltà – “non conosco altra strada che quella del lavoro, tornare ad essere umili, tutti, dal primo all’ultimo” altro concetto espresso da Ginestra nel fine partita di Rieti. La stessa umiltà che si era concretizzata contro il Potenza scompare nuovamente allo “Scopigno” con la Casertana che rimedia la peggiore figura dell’anno. Segnale evidente di una squadra che ancora non è riuscita a trovare la giusta dimensione ed i necessari equilibri dopo sei mesi di lavoro.

V come Vitulazio – a due passi dal capoluogo, certo, ma oggi il paese festeggia il concittadino Raffaele Russo, attaccante di origini capuane classe 1999 che ha punito la formazione rossoblù. Per la punta “scuola Napoli” prima parte della stagione con la Pro Vercelli dove non ha brillato; poi il passaggio al Rieti ed alla quarta presenza giunge una rete pesantissima. Segnale che i talenti in provincia di Caserta non mancano.

Z come Zivkov – si rivede in campo giusto dopo due mesi (l’ultima volta in Coppa Italia a Catanzaro a fine novembre, mentre in campionato mancava dalla trasferta di Reggio Calabria). Appare propositivo nella prima frazione di gioco dove “duetta” costantemente con Floro Flores sulla corsia di sinistra. Nella ripresa sparisce al pari di quasi tutti i compagni di squadra.

Iannitti&Fiorentino