Ultima chiamata per il Rieti

L’avversaria di domenica della Casertana, fanalino di coda nel raggruppamento, è reduce da quattro sconfitte consecutive

Qua c’è stato un sopruso, uno stupro a livello sportivo mai visto. C’è gente che ha portato dei giocatori qua… non faccio nomi, ma non credo che possano fare i calciatori“. Con queste parole lo scorso 7 dicembre Bruno Caneo, all’epoca all’allenatore del Rieti, rispondeva in maniera stizzita alle domande dei giornalisti reatini alla vigilia della gara interna col Bisceglie. Quella con i pugliesi (terminata per la cronaca 2-2 col Rieti in inferiorità numerica dal 41′) sarà l’ultima partita del tecnico sardo sulla panchina dei laziali. Già il mercoledì successivo l’esonero, peraltro non condiviso dal tifo reatino, e l’arrivo di Roberto Beni alla conduzione della compagine amaranto-celeste.

Ha origini lontane l’ultimo posto in graduatoria del Rieti, avversario nel pomeriggio di domenica della Casertana. Distante anni-luce, ormai, la storica promozione in Lega Pro ottenuta nel 2018. Oggi come allora alla guida del club laziale Riccardo Curci, ma non sono mancati gli “interregni”: il primo di Manthos Poulinakis, con l’imprenditore greco che nella prima parte della scorsa stagione trasformò la formazione reatina in una sorta di “multinazionale” a cominciare dal tecnico portoghese Ricardo Cheu. Il secondo di Giuseppe Troise, ex “cavallo pazzo” proprio nella Casertana della fine degli anni Ottanta, durato poco più di un mese tra ottobre e novembre 2019.

La scorsa estate il presidente Curci ha dovuto fare di necessità virtù. Sono andati via con direzione Salerno sia Maistro che Gondo, i pezzi pregiati dell’organico amaranto che avevano contribuito in maniera sostanziale alla salvezza raggiunta con Ezio Capuano alla conduzione tecnica. Dall’asse Lazio-Salernitana sono arrivate risorse economiche e tecniche: se quelle economiche hanno contribuito all’iscrizione al campionato, quelle tecniche, sulla base dei risultati ottenuti sul terreno di gioco, non hanno reso per quanto atteso.

In mezzo a quattro cambi di allenatori (prima Mariani e poi Pezzotti, a seguire Caneo e da quattro gare Beni) il “resto” è storia recente. La mancata disputa della gara con la Reggina che ha portato ad un punto di penalizzazione a cui si sono aggiunti altri quattro punti per la tardiva corresponsione ai tesserati delle prime mensilità maturate di luglio ed agosto. A cui aggiungere, inoltre, un ulteriore deferimento arrivato proprio nei giorni scorsi che potrebbe ulteriormente complicare la situazione in classifica del Rieti.

Rispetto alla gara di andata (1-6 al “Pinto) la compagine amaranto-celeste è cambiata in maniera sostanziale: hanno risolto il loro contratto col Rieti il difensore Gigli e l’attaccante Marcheggiani. Con loro anche il centrocampista Palma ma pure il giovane Marino, classe 2001 che si era messo in bella evidenzia nella prima parte della stagione tornato alla Salernitana per poi essere “dirottato” alla Primavera della Lazio. Il mercato di “riparazione” ha portato a qualche innesto (Celli, Russo e Serena), ma l’organico a disposizione di Beni appare decisamente incompleto e, soprattutto, “leggero” sul fronte offensivo.

“Modulo”? Nelle quattro uscite con Beni sulla panchina (altrettanti stop contro Rende, Picerno, Bari e Ternana) il Rieti è passato dal “4-3-1-2” al “3-4-1-2” proposto nell’ultima uscita di mercoledì scorso. Non è da escludere che l’allenatore marchigiano possa confermare lo schieramento utilizzato al “Liberati” di Terni.

Tra i pali, quindi, Addario (maglia numero 1, classe 1993) preferito al più giovane Pegorin (22, 1996) che resta, comunque, l’estremo difensore più utilizzato fino a questo momento della stagione.

Pacchetto di retroguardia “a tre” composto da Mirko Esposito (18, 1996), Celli (5, 1997, in passato col Latina, uno dei tre arrivi di gennaio) e Aquilanti (4, 1985). Pronto all’occorrenza il giovane Granata (17, 2000), altro elemento giunto dal settore giovanile della Salernitana. Nelle ultime settimane aggregato anche un elemento della Berretti: si tratta di Zona (33, 2002).

Abbondanza “relativa” a centrocampo. Sulle corsie esterne praticamente insostituibili sia Tiraferri (13, 1997) sulla fascia destra che Zanchi (3, 1991) su quella mancina, entrambi chiamati a supportare sia la fase offensiva che quella di copertura. Al centro la coppia costituita dall’ex Monopoli Zampa (8, 1992) e Tirelli (10, 1990). Potrebbe non essere disponibile, invece, Cristian Esposito (42, 2002): il giovane centrocampista “prodotto” del vivaio reatino in appena quattro apparizioni ha messo a segno due reti contro Bisceglie e Bari, ma è finito in tribuna in occasione della trasferta di Terni per non meglio specificate problematiche di natura disciplinare. Completano il reparto Serena (6, 1996), Arcaleni (16, 1996) e Poddie (28, 1998, appena 5′ in campo finora) oltre che il giovanissimo Giordano (40, 2003).

Nel ruolo di trequartista l’ex Samb De Paoli (9, 1999, autore di tre marcature) mentre qualche dubbio in più per la composizione della coppia d’attacco. Potrebbe partire dalla panchina il franco-camerunense Beleck (15, 1993) mentre sicuro di una maglia il giovane Russo (19, 1999) che il Rieti ha preso in prestito dal Napoli dopo la precedente esperienza con la Pro Vercelli. “Ballottaggio”, poi, tra De Sarlo (29, 1999) e Del Regno (26, 2001) per l’altra maglia da titolare. Più difficile, invece, vedere in campo l’altro “under” Bartolotta (30, 2000).

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Massimo Iannitti