La partita della Casertana dalla… A alla Z!

Tutto (o quasi tutto) quello che si è visto al “Pinto” nella gara contro il Potenza

A come Arbitro – il signor Cudini della sezione Aia di Fermo. In una partita non certo difficile sia dal punto di vista tecnico che sotto l’aspetto caratteriale riesce persino a sbagliare “qualcosina” denotando dei limiti non trascurabili. Quarto anno in Can Pro. Dismissione ormai prossima.

B come Bicchiere mezzo pieno – a differenza dei pareggi contro Rende e Virtus Francavilla stavolta il bicchiere è da vedere “mezzo pieno”. L’organico lucano, a dispetto del “turn-over” operato da Raffaele, resta di prim’ordine e stavolta il punto conquistato sul campo può essere accolto positivamente. Muovere sempre la classifica.

C come Cerofolini – mantiene la porta imbattuta per la prima volta nelle tre apparizioni in casacca rossoblù. Importante soprattutto l’intervento su Murano all’82’: la respinta magari non è impeccabile, ma la conclusione dell’attaccante ex Trapani rappresentava un coefficiente di difficoltà notevole per l’estremo difensore casertano. In crescita.

D come D’Angelo – Angelo, quello rossoblù campano. C’era da battagliare soprattutto a centrocampo e svolge il compito con dedizione e puntualità. Meno pungente del solito al limite dell’area di rigore avversaria anche se la sua rovesciata che si stampa, a gioco fermo, sulla traversa resta un piccolo “gioiello”. Non era la giornata giusta.

E come Emerson – ottimo senso di posizione e gran sinistro “vellutato”. Il centrale lucano “ricama” una gara meno appariscente del solito, ma le sbavature sono ridotte ai minimi termini. Quaranta anni e non sentirli.

F come Franca – ad inizio anno anche l’attaccante del Potenza ha compiuto 40 anni. Magari quella di ieri al “Pinto” non sarà stata certo la sua migliore prestazione con la maglia lucana, ma resta uno degli attaccanti più temibili dell’intera Lega Pro. Highlander.

G come Gioventù – quella di Ciriello che tiene bene la prima frazione di gioco replicando la gara di domenica scorsa con la Virtus Francavilla, per poi cedere il passo nella ripresa quando un infortunio lo costringe al cambio. Beata gioventù.

H come Horror – le disattenzioni difensive da film “horror” viste nelle ultime due uscite sono state evitate nella gara col Potenza. Primo 0-0 al “Pinto” dopo quelli in trasferta sui campi di Bisceglie e Cavese. Diceva il compianto Bearzot “primo non prenderle… secondo, imperativo, è vincere… terzo? non c’è un terzo punto perchè i primi due han già detto tutto”.

I come Involuzione del gioco – sarà per il terreno di gioco, sarà per gli avversari, sarà… quel che sarà la Casertana, almeno nelle gare interne, sembra subire una involuzione, tutta in negativo, del gioco nonostante l’obiettivo di fondo resti sempre la vittoria. Lontane le prestazioni brillanti contro Catanzaro e Monopoli che restano il punto di riferimento.

L come Longo – Leonardo, esterno della Casertana. Supporta costantemente l’azione offensiva dei falchetti sulla fascia di competenza. Tanto lavoro, grandissimo impegno ma, purtroppo, anche tanta confusione. 

M come Manto Erboso del Pinto – senza tirare in mezzo… tuberi od ortaggi vari anche ieri il terreno di gioco ha condizionato non poco entrambe le formazioni e le lamentele non sono mancate. Pallone incontrollabile a detta di tutti.

N come Nuovi ingaggi – ancora poco più di una settimana alla chiusura del mercato di “riparazione”. Tranne rarissime eccezioni tutte le altre società del raggruppamento sono ricorse in modo sostanziale al supplemento della campagna-trasferimenti per modificare l’organico a disposizione dei rispettivi tecnici. I tifosi rossoblù chiedono almeno un paio di ingaggi di categoria per “vivere” non costantemente in emergenza la seconda parte della stagione. Che serva “qualcosa” è pacifico. Staremo a vedere.

O come Occasione d’oro – quella che prospetta il calendario con la trasferta di Rieti. I laziali sembrano allo “sbando” e la Casertana è pronta a fare un solo “boccone” della compagine amaranto-celeste. Questo dice la classifica e non può e non deve essere altrimenti.

P come Pareggi – con questo fanno tre di fila. La Casertana ottiene un punticino che le consente di mantenersi in linea di “galleggiamento”. La vittoria del Picerno riduce, però, il margine di… sicurezza dalla zona “play-out”. Occhi aperti.

Q come Quattrocentonovantatrè – gli spettatori paganti di Casertana-Potenza in questo turno infrasettimanale. “Nulla quaestio” sulle legittime motivazioni delle società alla base della protesta che ha spostato la disputa della ventesima giornata a questo mercoledì. Ma poi i risultati in termini di spettatori sono questi. Poco, e non si può pretendere oltre.

R come Radio Caserta Nuova – l’unica emittente che ha acquisito i diritti di Lega Pro relativamente alle gare della Casertana. Un plauso ad Enzo Di Nuzzo ed alla sua radio da sempre a sostegno dei colori rossoblù. In bocca al lupo, ne hai bisogno.

S come Starita – forse egoista nell’occasione capitata ad inizio ripresa quando non serve Zito piazzato meglio di lui, ma prevale lo “spirito” dell’attaccante e non gli buttiamo certo la croce addosso, tutt’altro. Nel girone di andata è stato lui il trascinatore della Casertana sotto il profilo realizzativo. L’ultima volta a segno, però, porta la data del primo dicembre contro la Paganese. Bisogna sbloccarsi in fretta.

T come Traversa – quella che nega al Potenza una vittoria immeritata quando manca pochissimo alla fine dell’incontro. La conclusione di Ricci sulla respinta di Cerofolini sembra a botta sicura nonostante l’azione di disturbo di Caldore, ma si stampa sul montante. Un pizzico di c… ehm, fortuna non guasta.

U come Umiltà – il risultato ad occhiali col Potenza rappresenta per la Casertana una “iniezione” di fiducia dopo il rocambolesco pareggio rimediato appena tre giorni prima con la Virtus Francavilla. I falchetti tornano ad essere “operai” non disdegnando di scaraventare il pallone in tribuna all’occorrenza. Di umiltà non è mai morto nessuno.

V come Volontà – in mezzo al campo abbiamo visto tanta “buona volontà” da parte di tutti i protagonisti nel contesto di una partita povera di emozioni. La paura di perdere di entrambe le squadre ha fatto il resto. Meglio l’uovo oggi che la gallina domani.

Z come Zito – prestazione positiva quella del mancino rossoblù. Ma alla fine arriva la “macchia” con un calcetto gratuito a Sales che gli costa l’espulsione diretta. Uguale a quello che era successo l’anno scorso in occasione della trasferta di Pagani. Due giornate di stop in arrivo.

Iannitti&Fiorentino