La partita della Casertana dalla… A alla Z!

Tutto (o quasi tutto) quello che si è visto in campo nella partita del “San Vito” con i calabresi

A come Ampollini – di nome Federico, classe 2000. L’esterno destro difensivo del Rende perde subito il contatto con l’antagonista e nella prima frazione di gioco va in netta sofferenza sulle giocate del “duo” Varesanovic-Zito. Nella ripresa va un po’ meglio ma solo grazie al fatto che il mancino rossoblù perde quello “smalto” messo in mostra fino a quel momento. In bambola completa.

B come Bicchiere – assolutamente mezzo vuoto. La Casertana era chiamata a vincere per vari motivi: dimenticare la sconfitta di Bari, avere di fronte avversaria alla portata della squadra rossoblù ed iniziare nel modo migliore l’anno 2020. Non è andata così. Ora due gare al “Pintocampodipatate” per invertire il trend.

C come Cerofolini – l’esordio del giovane estremo difensore toscano non è brillantissimo. La conclusione di Giannotti in occasione della prima rete biancorossa appare tutt’altro che irresistibile, eppure finisce in fondo al sacco. Rimedia nel finale di primo tempo negando a Morselli la terza marcatura del Rende. Comunque da rivedere dato che le “credenziali” sono sicuramente positive.

D come D’Angelo – il centrocampista è il protagonista assoluto della gara di Cosenza. Due reti (bella soprattutto la seconda) grazie ai consueti inserimenti in zona-gol. Sette reti finora in campionato. Ha fatto dimenticare, non solo a suon di marcature, la disastrosa passata stagione. Risorto.

E come Esperienza – con un girone di andata alle spalle questa Casertana continua a peccare ancora di piccole ma sostanziali “ingenuità”. La mancanza di un uomo di esperienza come Silva in difesa, alla fine, si è fatta sentire e non poco. Siamo ancora in piena fase di mercato: dovrebbe essere chiaro a tutti che serve un difensore affidabile per sopperire a qualche infortunio di troppo. Buco.

F come Floro Flores – poco più di dieci minuti in campo dove combina poco. Cerca un paio di “guizzi” lontano dall’area di rigore ma viene sistematicamente “rimbalzato” dalla retroguardia calabrese. Appare lontano se non lontanissimo dalla condizione migliore. Punto interrogativo.

G come Giannotti – di nome Pasquale, centrocampista classe 1999. Schierato come attaccante esterno mette troppo spesso in difficoltà Clemente che non riesce in alcun modo a contenerlo nel corso dei primi 45′ di gioco. Realizza anche la rete del primo vantaggio calabrese. Elemento da tenere in considerazione in questa finestra di mercato.

H come Handicap – regalare due reti al Rende (che è e resta il peggior attacco di tutto il raggruppamento meridionale di Lega Pro) significa partire con un “handicap” difficile da recuperare. La Casertana ci riesce senza, però, completare la rimonta. Incompiuta.

I come Il direttore di gara – l’italo-albanese Eduart Pashuku della sezione di Albano Laziale. Alla resa dei conti è piaciuto: buona la gestione disciplinare dell’incontro (appena quattro ammoniti) e corrette le decisioni tecniche. Il primo gol della Casertana correttamente annullato per la presenza, a gioco fermo, di un secondo pallone sul terreno di gioco, ma anche in occasione della seconda rete non convalidata il fallo di Rainone su Bruno appare evidente. Stesso discorso relativamente al rigore concesso al Rende. Non lamentiamoci, abbiamo visto di molto peggio.

L come Longo – l’esterno ci crede fino alla fine e conquista il pallone da cui scaturisce la rete del primo pareggio di D’Angelo. Oltre all’assist, però, si vede poco. Tanta corsa e buona volontà da parte sua, certo, ma poco costrutto.

M come Morselli – di nome Fabio, attaccante classe 1998. L’ex Fano fa un “figurone” contro una retroguardia casertana che sbaglia in più di una occasione. Si conquista un calcio di rigore che poi realizza per il secondo vantaggio calabrese. Per lui è il gol “numero due” in campionato. Pungente.

N come Nuovo risultato – in terra di Calabria tra Rende e Casertana non era mai finita in pareggio. Anno nuovo e… risultato nuovo. Il bilancio pende ancora in favore della squadra rossoblù. Almeno questo.

O come Occasioni d’Oro – a fine partita nello spogliatoio rossoblù si recrimina per le tante occasioni fallite nel corso dell’incontro. “La colpa è mia – spiega Ginestra – perchè chiedo sempre ai ragazzi di giocare. Contento per la prestazione, non del risultato perchè meritavamo la vittoria”. A questo punto bisogna anche  domandarsi come mai la Casertana in avanti sbaglia troppo, e le avversarie di turno, invece, non perdono un colpo sotto la porta rossoblù.

P come Pacchetto difensivo – tralasciando Rainone (di cui parliamo a parte) il resto della retroguardia rossoblù ha sulla coscienza le due realizzazioni calabresi. Caldore sbaglia in fase di impostazione consentendo una ripartenza micidiale in occasione della prima marcatura del Rende. Clemente “ripete” la gara di Teramo (con Giannotti che si trasforma in… Mungo) con un paio di errori importanti come quello che porta al rigore in favore dei calabresi. Male se non malissimo.

Q come Quasi-gol – dopo otto gare di assenza tra campionato e Coppa Italia si è rivisto in campo Castaldo. Il suo “peso” si è fatto sentire notevolmente in avanti e non poteva essere altrimenti. Suo il “quasi-gol” al 10′ del primo tempo su assistenza di Zito: botta a colpo sicuro, poi il “miracolo” di Savelloni. La fortuna è cieca… ma la sfiga ci vede benissimo.

R come Rainone – magari Rossini non è certo il miglior realizzatore del raggruppamento, certo. Fatto sta che il capitano dei falchetti sfodera una delle prestazioni più convincenti della stagione limitando al massimo il lungo attaccante biancorosso. Da clonare: si può fare?

S come Sei punti – classifica “corta” nella parte centrale, ma la Casertana dopo i risultati di questo turno scivola fuori dalla zona “play-off”. Il vantaggio dal Picerno, e quindi dai “play-out” è ora di sei lunghezze. Non c’è (ancora) da preoccuparsi, ma nemmeno da stare tanto allegri.

T come “Tre-cinque-due” – il tecnico rossoblù annuncia (o quasi) nella conferenza-stampa di sabato il passaggio al “4-3-3” per poi presentarsi contro il Rende nuovamente col “3-5-2”. Scelta, probabilmente, obbligata tenendo conto degli uomini a sua disposizione per la trasferta cosentina. Ma prima o poi bisognerà provare qualcosa di diverso per sorprendere avversari decisamente più quotati del modesto Rende.

U come Unanimità – nelle dichiarazioni dei protagonisti e dai commenti espressi dai tifosi sui “social” c’è unanimità di giudizio per la Casertana nella gara disputata contro il Rende. Sono due punti irrimediabilmente persi e, purtroppo, non è la prima volta.

V come Varesanovic – sono molto piaciute le sue sovrapposizioni con Zito sulla fascia sinistra dell’attacco casertano. Piedi buoni e cervello fino: il suo ruolo resta quello di trequartista ed in questo si possono sfruttare le sue potenzialità. Talentuoso.

Z come Zito – fin quando ha “birra” in corpo fila come un treno. Nel primo tempo mette in imbarazzo l’intera fascia destra della retroguardia calabrese recuperando anche palloni dove fino a qualche tempo fa non sarebbe mai arrivato. Calo naturale nella ripresa, ma gara da incorniciare.

Iannitti&Fiorentino