Casertana: cosa non… resterà del 2010-2019

Altro che “team of decade”. Ingaggi sbagliati, meteore e qualche… “bidone”: la peggior squadra rossoblù del decennio

Meteore o, per qualcuno, veri e propri “bidoni”: più semplicemente calciatori giusti arrivati nel momento sbagliato o… giocatori sbagliati arrivati nel momento giusto. A poco meno di ventiquattro ore dalla fine del decennio 2010-2019 mentre tutti (ma proprio tutti) hanno predisposto il loro “team of decade“, da parte nostra abbiamo provato a stilare una formazione della Casertana composta da alcuni elementi che la maglia rossoblù l’hanno vestita senza lasciare, però, alcuna traccia od un ricordo assolutamente flebile e comunque negativo. Non mancano i nomi eccellenti nel “4-3-3” predisposto, ma andiamo con ordine ruolo per ruolo.

“Ballottaggio” a guardia dei pali: alzi la mano chi ricorda Francesco Anacoura, arrivato all’inizio della stagione 2016-2017 e che in quattro gare ufficiali con la Casertana riuscì a rimediare la bellezza di nove reti. Ora gioca nelle fila del Maritimo, compagine della massima serie lusitana anche se le sue apparizioni sono state esclusivamente nella “Liga Revelacao“, una sorta di campionato under 23 portoghese. La scelta, però, è ricaduta su Massimiliano Benassi giunto a Caserta nella successiva stagione 2017-2018: cinque presenze complessive ed otto reti per l’estremo difensore prima di una repentina risoluzione contrattuale per quello che oggi è preparatore dei portieri della formazione Berretti dell’Arezzo.

Difesa rigorosamente “a quattro” imperniata (si fa per dire…) sulla coppia composta da Layousse Diallo ed Salvatore Astarita. Il senegalese arrivò nel gennaio 2017 in prestito dall’Avellino: quattro-presenze-quattro e poi il ritorno alla base irpina. Oggi è ancora impegnato nel girone meridionale di Lega Pro con la casacca del Bisceglie. Differente la “storia” del difensore centrale partenopeo coinvolto nel 2015 in un caso di “calcio scommesse”: complicato da subito il suo rapporto con la tifoseria casertana a causa della sua precedente esperienza con l’Ebolitana. La sua permanenza in maglia rossoblù durò appena cinque gare, compresa quella di Coppa Italia di serie D 2012-2013 sul campo del San Cesareo tramutata in sconfitta “a tavolino” per la Casertana proprio a causa della posizione irregolare di Astarita. Già prima di dicembre lo svincolo e le strade si separarono definitivamente.

Sulle corsie esterne del pacchetto difensivo spiccano due nomi: a destra non può certo mancare Kevin Bonifazi. Sei i mesi di permanenza a Caserta a cominciare dal gennaio 2016 per lui con otto gare all’attivo ed anche una realizzazione messa a segno al “Pinto” contro la Juve Stabia. A fronte di questa “gioia” anche tanti, tantissimi errori che lo portarono all’immediato ritorno al Torino da dove era giunto in prestito. Fatto che il difensore di origine laziale è finito a vestire anche la maglia della Nazionale azzurra e molti a Caserta si chiedono ancora… come. Bonifazi era in campo anche a Benevento in occasione della “disfatta” della formazione di Romaniello al “Santa Colomba” al pari di Fabrice Som (appena quattro presenze per lui in quella stagione) che schieriamo sulla fascia opposta. Oggi il terzino camerunense “naviga” nel campionato di serie D con la casacca del Cattolica.

Nel terzetto di centrocampo si posiziona Vincenzo De Liguori, arrivato a Caserta dalla Paganese ad inizio 2015 ma che in pochi mesi fu capace di collezionare appena tre “spiccioli” di presenza sotto la conduzione tecnica di Campilongo che pure lo aveva fortemente voluto in maglia rossoblù. Insieme a lui Vincenzo Platone, protagonista (assolutamente in negativo) di una permanenza con la Casertana davvero “anonima” dopo aver fatto bene se non benissimo in tutte le altre piazze della serie D. Nel ruolo di “mezzala” posizioniamo, invece, Marco Capparella, con l’ex Napoli che rappresentò uno dei tanti “botti” di mercato della gestione Verazzo che, alla resa dei conti, non si rivelò tale. Per lui solo otto apparizioni ed anche una rete siglata a Sarno contro il Sapri.

Infine il reparto d’attacco. Impossibile non ricordare il catanese Giuseppe Siclari: giunto a Caserta con la “fama” di grande bomber limitò ad una singola realizzazione (in sette gare) il suo contributo ai falchetti nella seconda parte della stagione 2011-2012. Poi un infortunio lo tenne fuori nell’ultima fase del campionato. Stessa stagione anche per il giovane Andrea Magaddino (sei presenze ed una rete) anche lui poco utilizzato dopo i toni trionfalistici utilizzati all’indomani del suo ingaggio. Infine, ma non certo per ultimo, il friuliano Juri Cisotti, nove “impalpabili” gare disputate con la maglia della Casertana nella stagione 2016-2017. Dopo essere tornato per fine prestito allo Spezia, oggi è uno dei tanti protagonisti italiani che giocano nella “Premier League” maltese.

Le foto utilizzate nell’articolo sono tutte di Giuseppe Scialla.

Massimo Iannitti