La partita della Casertana col Bari dalla… A alla Z!

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Origlia prova a farsi spazio in mezzo alla difesa barese (Foto Giuseppe Scialla)

Tutto (o quasi tutto) quello che si è visto al “Pinto” nella gara con la compagine pugliese

A come Adamo – il “calcetto” rimediato a Folorunsho appare veniale, ma resta meritevole di cartellino rosso. Espulsione stupida (e soprattutto inutile) rimediata dopo appena 6′ dal suo ingresso in campo. Così non va bene.

B come Squadre B – la cosa più simpatica di tutta la partita è stato lo striscione esposto dalla tifoseria casertana nel settore Distinti. “Salernitana, Bari, Juventus U23. No alle squadre B”. In una serata “triste” un sorriso ce l’hanno strappato.

C come Centrocampo – la partita Casertana-Bari si è decisa soprattutto sulla linea mediana dove è venuto fuori il maggior spessore dell’organico biancorosso. Da una parte D’Angelo, Varesanovic e Clemente, dall’altra Hamlili, Bianco e Schiavone. I rossoblù hanno retto fin quando è stato possibile. Poi il crollo.

D come Duemilanovecentosessantasette – il numero degli spettatori presenti al “Comunale” per la gara col Bari. Di questi sono cinquecentotrentaquattro i sostenitori pugliesi. Buon numero per la prima delle due “giornate rossoblù” che si è riservata la società di corso Trieste. Si può migliorare, ma deve essere la squadra attraverso i risultati a trascinare gente allo stadio.

E come Elevensports – la telecronaca della partita è affidata a tal Lorenzo Del Papa di “sponda” barese. Tralasciando le volte che ha chiamato “Ternana” (…) la formazione rossoblù la “topica” arriva al 79′ quando entra Adamo al posto di Varesanovic. Il “17” dei falchetti viene chiamato D’Ursi (che è, invece, il pari numero barese) per circa dieci minuti: anche all’85’ quando “D’Ursi viene espulso per il fallo su Folorunsho”. La correzione giunge solo a distanza di tre minuti quando D’Ursi (quello vero…) entra al posto di Simeri. Il presidente Luigi De Laurentiis in tempi non sospetti aveva dichiarato “Eleven Sports? Molto deludente sinceramente. Non è un partner adatto”. Se lo dice lui…

F come Fiducia – la tifoseria casertana ha assorbito senza battere ciglio lo stop interno col Bari. Attorno a questa squadra c’è e rimane fiducia anche grazie ad un girone di andata che, alla resa dei conti, è stato sopra le attese in termini di punti conquistati. La testa è già rivolta alla sfida di domenica prossima col Potenza dove tutti si attendono molto di più rispetto a quanto espresso con i pugliesi.

G come Gemellaggio – a distanza di una settimana dalla partita di Terni si rinnova per l’ennesima volta il “gemellaggio” con la tifoseria rossoverde presente alla sfida col Bari nel settore Distinti insieme a quella rossoblù.

H come Hamlili – di nome Zaccaria, classe 1991. Nel Bari fa un po’ tutto: partito come rifinitore e diventato poi “medianaccio” del centrocampo biancorosso. Ieri anche fondamentale nello sbloccare l’incontro in favore dei pugliesi. Hamlili era andato a segno in una sola occasione in questa stagione contro la Ternana: stesso arbitro Meraviglia di Pistoia. Portafortuna.

I come Innesti – arrivati alla fine del girone di andata si può anche fare un consuntivo sull’organico rossoblù. I giovani di belle speranze non mancano, ma, ovviamente, alternano prestazioni positive ad altre decisamente sottotono. Tra un paio di settimane apre il “mercato di riparazione”. A questa squadra servono almeno un paio di innesti di categoria per ottenere con la massima tranquillità l’obiettivo stagionale della salvezza. Questo deve essere chiaro, senza troppi giri di parole.

L come Longo – riproposto in mediana come “braccetto” a destra si vede poco complice un Costa che è “cliente” pericoloso. Prova qualche spunto sulla destra nel primo tempo, ma in definitiva si spegne anche lui nella ripresa con tutto il resto della squadra.

M come Mancanze – in certe gare si sente particolarmente l’assenza di un attaccante di razza come Castaldo. Con la partita col Bari sono otto, ormai, le giornate consecutive di assenza del “bomber-principe” della formazione rossoblù. Ieri come non mai si è sentita la mancanza della punta.

N come “Non potevamo fare di più” – il primo a restarci “male” della sconfitta è proprio l’allenatore della Casertana che a fine partita commenta in questo modo. Difende quello che c’è da difendere, ma ammette nella sostanza la superiore qualità della compagine avversaria. Coerente.

O come Origlia – il ragazzo classe 1999, al pari di Starita, si batte come un leone in mezzo ad una difesa che lo sovrasta fisicamente. Anche a causa di un terreno di gioco “infame” le sue doti tecniche non riescono ad emergere. E si perde quel talento che aveva brillato di luce propria nella gara con l’Avellino.

P come Pattinaggio artistico – che il manto erboso del “Pinto” sia uno dei peggiori del raggruppamento meridionale di Lega Pro è fatto risaputo. L’abbondante pioggia di venerdì ha fatto il resto. Nel primo tempo è tutto uno “scivolare” nel fango del terreno di gioco casertano con i calciatori che faticano a restare in piedi. Brutto a vedersi da lontano, figuriamoci giocarci.

Q come Quarantacinque minuti – all’ultima del girone di andata è sembrato di vedere la stessa Casertana delle prime uscite stagionali. In campo per un tempo e poi “ko” alla prima seria pressione avversaria. Il banco di prova era sicuramente con un “coefficiente di difficoltà” superiore, ma il risultato è stato lo stesso.

R come Rainone – il capitano torna in campo come titolare e la sua partita è attenta per quasi un’ora quando “ringhia” con dedizione sia su Antenucci che su Simeri. Crollata la “Maginot” rossoblù viene coinvolto nel marasma generale che lo porta anche alla terza… autorete in carriera con la maglia rossoblù. Le prime due nella stagione 2016-2017 (in Coppa contro la Maceratese) ed in quella 2018-2019 (a Bisceglie).

S come Simeri – di nome Simone, attaccante classe 1993. Protagonista con la maglia del Bari nel ritorno tra i professionisti della passata stagione, la scorsa estate dopo la sontuosa campagna-acquisti del club pugliese era considerato tra i probabili partenti. E’ rimasto, invece, con la casacca biancorossa conquistandosi a suon di reti non solo la conferma, ma anche un posto da titolare nello schieramento di Vivarini. Il suo gol, su assist di Antenucci, rappresenta il gesto tecnico più bello visto al “Pinto”.

T come Tabù Pinto – fino ad ieri pomeriggio il Bari sul terreno di gioco della Casertana non aveva mai vinto rimediando in otto occasioni tre sconfitte e cinque pareggi. Sfatato anche questo “tabù”.

U come Utilitaristico – vedi prestazione del Bari. I pugliesi “saggiano” la Casertana nel primo tempo cercando di capire se i falchetti possono fare male e quali sono i metodi giusti per… fare male alla Casertana. Nella ripresa è tutta un’altra musica. Tre tiri e mezzo in porta e tre gol. Les jeuxs sont faits.

V come Vivarini – l’allenatore abruzzese ha in mano una vera e propria “corazzata” e si è visto anche a Caserta. In trasferta il cammino è quasi perfetto, mentre al “San Nicola” non è mancato qualche passo falso con i pareggi interni con Vibonese e Teramo. La Reggina scappa, ma la più seria inseguitrice resta proprio la formazione pugliese. Bari squadra da vertice, ma lo sapevamo già.

Z come Zero tiri in porta – da parte della Casertana, o forse uno considerando tale un angolo “a rientrare” di Zito che costringe Frattali alla respinta a pugni chiusi. Se la partita col Bari rappresentava un “esame di maturità” per la formazione rossoblù ci vuole poco a dire che è stato fallito. Come è anche vero che i punti per la permanenza in Lega non si debbono certo conquistare col Bari.

Iannitti & Fiorentino