Storia & Storie: quando la Casertana di Sonetti “ribaltò” il Bari di Seghedoni

“Pupo esegue e punta alla cervice di Fazzi. L’incontro è felice con la sfera. E’ apoteosi”

1975-1976: stagione difficile nella storia della Casertana che al termine di quel campionato non riuscì ad evitare il ritorno in serie D a distanza di tredici anni dall’ultima apparizione. Squadra giovane quella allestita dal club rossoblù (è l’ultimo anno della presidenza Moccia) e tecnico toscano alla sua primissima esperienza tra i Semi-Pro’: il nome era quello di Nedo Sonetti, allenatore che dagli anni Ottanta in poi ritroveremo nella massima serie. Una stagione con poche, pochissime soddisfazioni sul campo: una di queste la vittoria contro il Bari che arriverà solo a sfiorare la promozione in B giungendo al termine del campionato alle spalle di Lecce e Benevento. In vista di Casertana-Bari in calendario domenica prossima al “Pinto” ripercorriamo quella partita nell’articolo di Alberto Valerio pubblicato sul quotidiano Il Mattino.

Avete letto bene, non stropicciatevi gli occhi. La Casertana ultima in classifica ha messo fuori combattimento il Bari secondo e quotato aspirante alla promozione con una gara esemplare per lucidità e spirito agonistico. Trovatasi in svantaggio al primo minuto di gioco a seguito di una malaugurata autorete di un difensore, la squadra di Sonetti ha fatto ricorso all’orgoglio per pareggiare e vincere nella ripresa. Una prima volta su punizione in area (e sarebbe dovuto essere un chiaro calcio di rigore) ad opera di Armidoro ed una seconda volta a seguito di calcio piazzato eseguito da Pupo con Fazzi che girava in rete di testa. Una partita ben strana che, a voler stare alle previsioni dettate dalla classifica e dai recentissimi precedenti della Casertana, non avrebbe consentito soverchie illusioni nel clan rossoblù. Ma siccome questo è il più bel gioco del mondo, il più imprevedibile che si conosca, quello che non consente mai di far pronostici prima che si giochino i fatali novanta minuti, la cenerentola Casertana ha vinto strameritando i due punti ed il Bari ha lasciato che i rossoblù campani facessero tutto da soli, il gol che portava in vantaggio i pugliesi e le due reti che li rendevano trionfatori della domenica.

E’ accaduto che la lancetta dei secondi non ancora aveva terminato il suo primo giro ed il Bari aveva messo la sua brava ipoteca sul risultato. Troja scappa sulla destra, resiste al marcamento di un difensore e manda la palla a spiovere nei pressi di Isetto. Non abbiamo compreso bene cosa sia successo: certamente un po’ di confusione ed il povero, incolpevole Isetto si vede arrivare il proiettile in rete su tocco assolutamente involontario di Giglio. Cala sul campo casertano una cappa di piombo. Nessuno ha il coraggio di parlare: in campo i giocatori sembrano colti da paralisi, in tribuna il pubblico avverte che l’irreparabile è compiuto, nella tribunetta stampa qualcuno accenna alla sfortuna e fa riferimento ad un personaggio che, addirittura, porterebbe scalogna. Ma non è il momento delle facezie. A questo punto pare proprio che gli dei del calcio non siano disposti a dare una mano alla più sfortunata delle squadre. I rossoblù ritornano al centro, inutile sforzarsi di indovinare il loro stato d’animo. Per quel poco di esperienza che abbiamo acquisito sui campi di calcio pensiamo “adesso i pugliesi ci danno sotto, segnano un altro gol e buonanotte al secchio”. In effetti era il minimo che ci si sarebbe aspettato da una squadra dal nome famoso che appartiene all’aristocrazia del calcio. Ma cosa succede invece? Un corner contro il Bari e tre calci di punizione sempre contro i biancorossi, e nello spazio di circa un quarto d’ora l’arbitro mette fuori il cartellino giallo prima per Sciannimanico e dopo per Maldera. E dopo 17′ per la precisione Spimi, per salvarsi dal capitano casertano, si aiuta con la mano sul pallone, ma il direttore di gara dice no e siccome le proteste dei casertani risulteranno flebili entriamo anche noi nell’ordine di idee che il signore in nero avrà considerato il pericoloso contatto molto involontario. Ma il Bari dov’è di grazia? Lo vediamo certamente e non è squadra da poco, ma evidentemente gli ordini di scuderia saranno stati di temporeggiare, e, difatti, i biancorossi organizzano a centrocampo una specie di Maginot elastica sulla quale vanno ad infrangersi le rare folate degli avanti di casa. Sì, va benissimo mister Seghedoni, il suo calcolo sembrerebbe perfetto, perfettissimo, ma se fossimo ad un quarto d’ora dalla fine, ma non con tutta una partita aperta davanti da giocare. E si continua sullo stesso metro, col Bari a far melina e la Casertana a darci dentro sia pure con scarsi risultati. Ma al 36′ Pupo ha fra i piedi la palla buona con la porta aperta davanti: potrebbe segnare ma preferisce dirottare il pallone su Fazzi che, ovviamente, non attendeva tanto ben di Dio. Allo scadere c’è un pericolo del bravo Florio, ma Ranieri rimedia in extremis.

La Casertana, dopo il riposo, sembra aver preso confidenza. Ranieri viene a trovarsi fortunosamente solo, avanza e serve Fazzi, ma Spimi difficilmente si lascia buggerare sia pure da un signor giocatore. Il momento della Casertana è felice. I difensori baresi vedono rosso e si liberano alla carlona molto spesso. Siamo al 52′ e di qui inizia la sconfitta dei pugliesi. Fazzi è lanciato in area, esce Ferioli per impadronirsi della palla, ma un attimo prima Spimi aveva già scaraventato a terra Fazzi. Stavolta non ci sono dubbi, è rigore pensiamo noi. Ma non per l’ineffabile arbitro che nega per la seconda volta e trasforma la punizione massima in punizione in area. Barriera biancorossa con il portiere Ferioli che, chissà mai perchè, si associa alla medesima. Poi vorrebbe ritornare sulla linea di porta, ma il tiro furbo di Armidoro l’ha già castigato. Uno ad uno. E adesso?

I nervi si scaldano: Troja, già ammonito, parla troppo e si fa espellere al 67′. Otto minuti dopo D’Agostino irrompe su D’Angelo e segue il palermitano negli spogliatoi. Le maglie rossoblù dilagano, il Bari appare avvilito ed incapace di connettere. Siamo al 78′ e Spimi non sa far meglio per fermare Fazzi che rovinargli addosso. Punizione da fuori area. Pupo chiede spazio davanti a se per poter effettuare il tiro: l’arbitro, sempre più ineffabile, lo ammonisce. Finalmente Pupo esegue e punta alla cervice di Fazzi. L’incontro è felice con la sfera che batte sul palo sinistro di Ferioli e si adagia in rete. E’ apoteosi per tutti, anche per il pubblico che aspettava da tempo una domenica come questa.

Stagione 1975-1976 – Serie C – girone C – 23a giornata – 22.02.1976

CASERTANA – BARI 2-1

Casertana: Isetto, Giglio, Grava (Govetto 82’), Ranieri, R. D’Agostino, Valdinoci, Recchia, Armidoro, Fazzi, Pupo, Martina. A disp. Caropreso, G. D’Agostino. All. Sonetti

Bari: Ferioli, Maldera, Liguori, Frappampina, Spimi, Consonni, Scarrone, Sciannimanico, Troja, D’Angelo, Florio. A disp. Bozzi, Galli, Sassanelli. All. Seghedoni

Arbitro: Gazzari di Macerata

Reti: autorete Giglio (B) 1’, Armidoro (C) 52’, Fazzi (C) 78’

Ammoniti: Pupo (C); Sciannimanico (B)

Espulsi: Troja (B) 67′; R. D’Agostino (C) 75′

Note: giornata di sole, quasi primaverile. Angoli 5-2 per la Casertana

(Alberto Valerio – Il Mattino – edizione del 23 marzo 1976)