Bari calcio, all’Inferno e ritorno

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Dalla mancata iscrizione alla categoria cadetta del luglio 2018 alla promozione nei professionisti della passata stagione. La società biancorossa è a dieci punti dalla vetta della classifica, ma punta decisamente alla serie B

Sedici luglio 2018: una delle giornate più tristi nella storia del calcio barese. Fallisce l’operazione di ricapitalizzazione del club biancorosso. La società incassa i “no” di alcuni imprenditori che erano intenzionati a rilevare il Bari. Troppo pesante l’esposizione debitoria che emerge dai libri contabili: si parla di sedici milioni di euro di debiti ma l’impressione di fondo è che la situazione finanziaria del sodalizio sia pure peggiore. Le strade di Giancaspro e del Bari si dividono e per l’ex presidente sarà anche l’inizio di guai giudiziari decisamente più seri.

La piazza barese fa “gola” a tanti. Il primo a provarci è Nicola Canonico, massimo dirigente del Bisceglie che propone cambio di denominazione e persino di colori sociali. A dire di “no”, stavolta, sono proprio i tifosi baresi. Poi tocca a Lotito (già proprietario di Lazio e Salernitana) ma si propone pure Cairo, presidente del Torino, pronto a sostenere uno degli undici “progetti” presentati al comune di Bari per la rinascita del calcio nel capoluogo. A spuntarla è Luigi De Laurentiis e per la nuova società biancorossa è la fine dell’Inferno.

Qualcuno propone la ripartenza dalla Terza serie: Bari in Interregionale rappresenta una sorta di “elefante in un negozio di cristalli”. A mettersi di traverso ci pensano alcune società di Lega Pro che sottoscrivono un documento inviato ai presidenti di Lega Pro e Coni “per chiedere che non vengano incluse nel campionato quelle compagini che non hanno i requisiti previsti“.

La ripartenza dalla serie D, quindi, è un atto dovuto per espiare le “colpe” del passato. Quasi ottomila abbonamenti per un campionato che vede il Bari affrontare avversarie sconosciute come Portici, Cittanovese e Sancataldese solo per fare qualche nome. Il ritorno tra i professionisti si materializza ad aprile con due giornate di anticipo rispetto alla conclusione: successo di misura sul campo del Troina grazie ad un rigore di Simeri, uno dei pochi “superstiti” della squadra della passata stagione ancora nell’organico biancorosso.

Questa estate il Bari è stato grande protagonista del mercato grazie anche alla collaborazione del Napoli: Antenucci e Costa dalla Spal, ma pure l’attaccante Ferranti e l’esterno offensivo D’Ursi. Inizio di stagione difficile con l’inattesa estromissione per mano dell’Avellino dalla Coppa Italia che ha fatto il pari con la sconfitta all’esordio al “San Nicola” con la Viterbese.

Dopo l’esonero di Cornacchini immediatamente dopo la sconfitta sul campo della Virtus Francavilla è arrivata la chiamata per Vincenzo Vivarini. L’allenatore abruzzese è in serie utile da tredici giornate anche se non sono mancati mezzi passi falsi che hanno preso le sembianze dei pareggi con Avellino (in trasferta), Vibonese e Teramo (sul terreno di gioco amico).

Primo posto della graduatoria occupato dalla Reggina distante dieci lunghezze. La piazza barese crede nella rimonta ed il tecnico Vivarini pure. “Il campionato è lunghissimo – in una dichiarazione dell’allenatore di qualche settimana fa – Non è importante pensare alle altre squadre, dobbiamo pensare a noi“.

Gli ostacoli non sono pochi e tutt’altro che facili da superare. Il primo in ordine di tempo è quello della Casertana domenica prossima al “Pinto”.

Redazione